l’analisi

Perché la crisi del Golfo non cambia le carte sul tavolo dell’energia

di Roberto Bongiorni

(REUTERS)

2' di lettura

Se si dovesse concentrare l'attenzione solo sul petrolio, ma anche sul gas naturale, si potrebbe quasi dire “molto rumore per nulla”. La grave crisi che si sta consumando nel Golfo Persico tra il piccolo ma ricchissimo Qatar e un gruppo di Paesi arabi guidatati dall'Arabia Saudita avviene in una regione dove sono custodite il 40% delle riserve mondiali di greggio. Eppure proprio il commercio del greggio e del gas naturale liquefatto (Lng), sono i settori economici che dovrebbe risentire meno di tutti.

Paradossalmente la crisi cambia davvero poco le carte sul tavolo energetico. E comunque non dovrebbe avere impatti rilevanti sull’industria energetica del Qatar.

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Il più grande esportatore mondiale di gas naturale liquefatto (Lng) può continuare a trasportare gas con le sue moderne navi usando le tradizionali rotte, evitando le acque territoriali degli Emirati e dell'Arabia.
Lo scorso anno, il Qatar ha esportato 79,62 milioni di tonnellate di Lng . Un volume impressionante pari al 30% dell'offerta di Lng al mondo.Ma di questo quantitativo solo il 10% finisce a cinque clienti mediorientali (Kuwait, Oman, Giordania, Emirati Arabi Uniti ed Egitto) di cui due non hanno ancora rotto le relazioni diplomatiche con Doha . I tradizionali acquirenti asiatici possono dunque restare tranquilli. Per ora.

Forse sono proprio i Paesi che hanno dichiarato la guerra diplomatica a Doha a subire le conseguenze più fastidiose. Sebbene il gas naturale continui ad essere trasportato con regolarità attraverso il gasdotto Dolphine, che arriva negli Emirati Arabi ed in Oman – e non vi sono per ora segnali che il flusso possa essere interrotto – una sua potenziale chiusura potrebbe creeare problemi severi di elettricità negli Emirati, in un periodo in cui la domanda tocca i picchi. Uno scenario che non sembrano volere gli Emirati. Nè sembra volere il Qatar, che nel tempo si è guadagnato la nomea di un affidabile fornitore.

Quanto al petrolio, pur essendo Paese membro dell'Opec il Qatar ne produce solo 620mila barili al giorni, di cui una parte ne usa per i consumi interni. Il resto lo può esportare via mare.

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