Finanza e tecnologia

Perché il cuore tecnologico di Euronext trasloca da Londra a Bergamo

Il data center principale della Borsa continentale sarà ospitato dal campus Aruba di Ponte San Pietro

di Alberto Annicchiarico

Il Global Cloud Data Center di Aruba (foto dal Magazine di Aruba)

3' di lettura

Da Londra a Bergamo il cuore tecnologico della più grande piazza finanziaria continentale. Definita l’acquisizione di Borsa Italiana per 4,44 miliardi di euro e l’ingresso tra gli azionisti di Intesa Sanpaolo e Cdp Equity attraverso la sottoscrizione di un private placement per 579 milioni, Euronext - che riunisce sotto il suo ombrello le borse di Parigi, Milano, Bruxelles, Amsterdam e Lisbona - ha deciso di trasferire da Londra nel campus Aruba di Ponte San Pietro, il data center principale del gruppo. È stato firmato un contratto con il gruppo aretino, che rappresenta una della più importanti realtà del settore. È infatti il più grande cloud provider italiano e leader nei servizi di data center, web hosting, e-mail, Pec e registrazione domini.

Un segnale per il ruolo dell’Italia

«È un chiaro segnale del ruolo e degli investimenti che Euronext intende riservare all'Italia», ha commentato l'amministratore delegato di Euronext, Stephane Boujnah, durante la conference call a commento del completamento dell'acquisizione di Borsa Italiana. La prima parte della migrazione, soggetta all'approvazione delle autorità e agli aspetti operativi, è fissata per il 2022. Il trasferimento, ha spiegato il ceo, è stato deciso in risposta a molteplici fattori, innanzi tutto l'acquisizione di Borsa Italiana, ma anche la dinamica creata dalla Brexit e una forte volontà di collocare il principale data center del gruppo in un Paese in cui Euronext ha attività di grandi dimensioni. La migrazione è stata pensata in modo da essere pronti per il passaggio dei mercati di Borsa Italiana sulla piattaforma di trading Optiq entro il 2023.

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Un Campus all’avanguardia

«Siamo estremamente lieti che Euronext, il principale mercato finanziario paneuropeo, abbia scelto il nostro Campus all'avanguardia, Global Cloud Data Center (IT3) in Italia, come proprio data center di riferimento», ha dichiarato Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba. «I data center ospitano i nuovi mercati azionari e Global Cloud Data Center è in grado di fornire soluzioni di co-location su misura completamente personalizzate», ha aggiunto Cecconi.

Fonti energetiche rinnovabili

Global Cloud Data Center di Aruba è il più grande data center campus d'Italia (oltre 200.000 metri quadri totali) ed è stato inaugurato il 5 ottobre 2017. Recentemente, Aruba ha ufficializzato i lavori di ampliamento che porteranno all'imminente attivazione di altri due data center all'interno del Campus. «In particolare - hanno precisato da Aruba - il datacenter B disporrà di una potenza di 9 MW, ripartita tra tre grandi sale. La struttura C, invece, sarà un datacenter multipiano con 4 sale dati poste su due livelli ed una potenza a regime di 8 MW. I nuovi moduli andranno ad affiancarsi al data center A, il primo inaugurato all'interno del campus, che dispone di 10 sale dati, ormai quasi totalmente utilizzate». Il Global Cloud Data Center può essere definito green perché è alimentato da fonti energetiche rinnovabili, tra cui fotovoltaico ed idroelettrico. Per il suo raffreddamento sono sfruttati impianti geotermici ad alta efficienza, che permettono di regolare la temperatura delle sale dati abbassando ulteriormente i consumi, l'impatto energetico dei data center e di conseguenza quello ambientale.

Aruba dispone di un network attivo a livello europeo: oltre ai data center proprietari - quelli italiani più un altro in Repubblica Ceca - ulteriori strutture partner sono in Francia, Germania, Regno Unito e Polonia. La società gestisce oltre 2,7 milioni di domini, più di 8,6 milioni di caselle e-mail, oltre 7,1 milioni di caselle PEC, oltre 130.000 server ed un totale di 5,4 milioni di clienti. È attiva sui principali mercati europei quali Francia, Inghilterra e Germania e vanta la leadership in Repubblica Ceca e in Slovacchia ed una presenza consolidata in Polonia e Ungheria.

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