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Perché dobbiamo sperare nella Bce di fronte al rischio di una nuova «austerity»

L’aumento vertiginoso del costo delle materie prime e il previsto rialzo dei tassi può riportare l’orologio indietro agli anni Settanta

di Giancarlo Mazzuca

Lagarde: se previsioni economia cambiano possibile cambio rotta

2' di lettura

Chi ha una certa età si ricorderà certamente cosa successe all'inizio degli anni Settanta quando, in tutta Italia, andò in onda il tempo dell'“austerity”, con le domeniche a piedi a causa dello choc petrolifero e del caro-benzina. Tempi remoti che rischiano oggi di tornare d'attualità con l'aumento vertiginoso delle quotazioni del greggio.

Grossi rischi per l’Azienda Italia

Le impennate dell'oro nero, ma anche la vertiginosa “escalation” delle bollette della luce e del gas e di tutti i prezzi delle materie prime, potrebbero davvero mandare in tilt l'Azienda Italia che su questo fronte appare sempre più in difficoltà nonostante le ultime misure varate dal governo Draghi. Una situazione molto delicata che sta anche provocando un certo allarme, con le banche centrali sempre più in difficoltà sul fronte dei tassi.

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Già la Federal Reserve statunitense ha lanciato, a questo proposito, un segnale molto preciso: nel 2022 sarà costretta (anche più volte) a ritoccare verso l'alto il costo del denaro. E, di conseguenza, la stessa Bce dovrà adeguarsi. Stiamo andando incontro a consistenti rialzi, con immediate ripercussioni sullo spread tra i Bund tedeschi ed i nostri Btp.

Quadro economico fosco

Non bastava, insomma, la quarta ondata del Covid, con la variante Omicron che ha dilagato, perché pure il quadro economico non è certamente allegro e tende, anzi, ad essere addirittura più nero di quello registrato nel 2020 quando ci furono tanti “blackdown” che bloccarono l'attività di moltissime imprese.

Ecco perché, a prescindere dall'incertezza sul nostro futuro istituzionale alla vigilia della corsa per il Quirinale, sarà importante vedere anche le prossime mosse della Bce: se finora la francese Lagarde non ha fatto troppo rimpiangere Draghi all'ultimo piano del grattacielo di Francoforte, solo nei prossimi mesi potremo capire se si sentirà davvero la mancanza di un nocchiero europeo come Super Mario capace di affrontare l'emergenza di dieci anni fa qualunque cosa accadesse: “whatever it takes”.

Il ruolo dell’Eurotower

Se allora la Banca centrale europea riuscì a lanciare provvidenziali ciambelle di salvataggio ai partners più in difficoltà come Grecia ed Italia, a maggior ragione ci vorrebbero anche oggi adeguati interventi dell'Eurotower per sostenere, in particolare, i Paesi Ue più deboli. Se è vero che Christine Lagarde ha avuto sempre un occhio di riguardo per l'Italia (e, a questo proposito, ricordo ancora la gioia di “madame” quando, diversi anni fa, venne a Milano per partecipare ad una prima della Scala), adesso dovrà dimostrarlo concretamente di fronte ad una situazione che rischia di essere molto difficile soprattutto nel Belpaese: a questo punto, speriamo proprio che la presidente della Bce non faccia rimpiangere il suo predecessore in alcun modo.


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