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Perché e come è possibile richiedere la sospensione delle rate del mutuo

di Mirko Frigerio

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3' di lettura

Mentre la quasi totalità del Nord Italia si trova in quarantena, in una situazione mai vissuta finora, il mondo politico e amministrativo si sta muovendo per far si che il problema Coronavirus non sfoci in un altro enorme problema, che, se non gestito in tempo, potrebbe creare una crisi economica nella crisi sanitaria.

In questa fase la salute della collettività e la collaborazione affinché tutti ci si attenga alle disposizioni è fondamentale, ma è necessaria anche una seconda riflessione sugli “stop” imposti nei settori economici, finanziari e amministrativi.

Non ultimo, nella notte del 7 Marzo 2020, alle ore 00.30, Palazzo Chigi ha emesso un provvedimento straordinario e d'urgenza che riguarda anche le attività amministrative dei Tribunali Italiani. In considerazione della necessità di riorganizzare le attività, il decreto prevede, dalla data di entrata in vigore, l'applicazione per 15 giorni del regime di sospensione feriale. Ciò significa 15 giorni (per ora) di stop anche a tutte le attività che riguardano le vendite concorsuali e le esecuzioni immobiliari.

Un provvedimento corretto e che congela materialmente lo status quo, evitando ulteriori perdite economiche per i creditori, ma anche evitando di aumentare consequenzialmente il debito per i soggetti che stanno subendo le esecuzioni.

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In tutto questo però non possiamo sottovalutare un altro importante aspetto. In Italia, oltre a circa 12 milioni di dipendenti che possono godere dello smartworking e soprattutto di eventuali ammortizzatori sociali messi a disposizione, vi è anche un esercito di partite iva, piccoli imprenditori, ditte individuali la cui unica fonte di sostentamento è il lavoro quotidiano, senza ammortizzatori sociali, senza giorni di malattia e con addosso spese e costi che non si fermano.

Nella sola attuale “zona rossa” e nelle regioni del Nord-Est, attualmente le più colpite dal Virus, il comitato scientifico di Astasy Analytics ha calcolato che il danno economico investirà circa 1.500.000 titolari di aziende. Avendo appena concluso l'Italia una importante crisi che si trascina ancora 204.000 beni immobiliari in asta solo nel 2019, è fondamentale fare attenzione a quello che potrebbe essere il futuro problema economico e non ripetere i medesimi errori del passato. Tutto ciò chiedendo ad esempio la sospensione del mutuo.

Chi ha in corso un mutuo e sta subendo la riduzione dell'orario o la sospensione dal lavoro, oppure è in seria difficoltà con il fatturato mensile della propria ditta individuale o piccola impresa in seguito all'allarme Coronavirus, può pensare di richiedere la sospensione delle rate direttamente alla propria banca. La misura riguarda indistintamente tutti gli intestatari, non è quindi riservata solo ai residenti nei comuni della zona rossa.

La sospensione delle rate (fino a 18 mesi) comporta semplicemente un allungamento del piano di ammortamento. Entra infatti in aiuto il Fondo di Solidarietà per i mutui che si accolla la quota d'interessi del mutuo e, dopo il periodo di sospensione, resta poi a carico del proprietario di casa la quota capitale e la parte degli interessi derivante dallo spread.

Il Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa è stato istituito, presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con la Legge n. 244 del 24/12/2007 che prevede la possibilità per i titolari di un mutuo contratto per l'acquisto della prima casa, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate al verificarsi di situazioni di temporanea difficoltà, destinate a incidere negativamente sul reddito complessivo del nucleo familiare.

Per inoltrare la richiesta è necessario compilare il modulo dedicato disponibile sul sito Consap e rivolgersi quindi direttamente alla propria banca. Oltre al modulo compilato, bisognerà consegnare all'istituto anche la documentazione che attesti il rispetto dei requisiti previsti. Il modulo è attualmente quello generico senza riferimenti allo stato di insolvenza creato dall'attuale status quo, un sano confronto con la propria filiale di banca è quindi comunque una cosa necessaria.

Tutti confidiamo di poter lasciare questa crisi sanitaria alle spalle e di potercela presto dimenticare, ma nell'attesa occorre pensare già al futuro per fare in modo di non arrivare impreparati a quelle che saranno le conseguenze sul sistema Paese.

Fondatore&Vicepresidente Esecutivo NPLS RE SOLUTIONS
e Presidente del comitato scientifico Astasy Analytics

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