ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAutonomia differenziata

Perché è sbagliato alimentare le divisioni su scuola e sanità

Il Paese va sburocratizzato ma le riforme vanno fatte nell'interesse di tutte le Regioni

di Vincenzo De Luca*

“L’Autonomia Differenziata rischio per il Mezzogiorno”

3' di lettura

Avevo chiarito al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli due cose, in maniera inequivoca. La prima, è che la Campania è pronta ad accettare la sfida dell'efficienza nei confronti di chiunque. Siamo pronti ad accogliere la sollecitazione - e anzi la rilanciamo noi - verso un percorso di modernizzazione del Paese. Per questo abbiamo avanzato proposte di “burocrazia zero” da realizzare in tempi immediati (Soprintendenze, piani paesaggistici, pareri ambientali ed energetici, lavori portuali eccetera).

La seconda, è che occorre condivisione, accettando che il presupposto di tutto il processo di autonomia sia subordinato all'approvazione preventiva dei Lep, o Livelli essenziali di prestazioni. Si era concordato di definirli entro sei mesi, e che, nel frattempo si definisse un ruolo non formale per il Parlamento nazionale, in modo da stabilire correttamente gli equilibri necessari rispetto all’insieme delle Regioni e delle autonomie locali. Senza questi presupposti l’«autonomia differenziata» non avrebbe fatto neanche un passo in avanti.

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L'obiettivo politico generale rimane per noi quello di evitare spaccature dell'Italia, in particolare rispetto a scuola e sanità. Lo strumento è una grande operazione verità rispetto ai flussi di risorse pubbliche che realmente arrivano al Sud, e con il superamento della spesa storica e l'abbandono di ogni logica di residuo fiscale da destinare alle Regioni dove maturano i flussi fiscali stessi.

Dissenso motivato sulla bozza ministeriale

Rispetto alla bozza ministeriale di fine dicembre, in coerenza con questa impostazione, e in maniera del tutto laica, esprimo questi forti motivi di dissenso.

Articolo 3. Si definiscono i Lep con decreti del presidente del Consiglio. Questo è inaccettabile. I Lep vanno definiti da un organismo tecnico autorevole e competente. Abbiamo proposto per questo di impegnare l'ufficio parlamentare di Bilancio. Non ci si può affidare a organismi “politici”.

Articolo 4. È inaccettabile l'ennesimo richiamo alla spesa storica.

Articolo 6. Altresì inaccettabile è l’ipotesi di finanziare «funzioni tramite compartecipazione a contributi erariali maturati sul territorio regionale o riserve di aliquota…».

Articolo 9. Si stabilisce che l’autonomia differenziata debba avvenire senza «maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Così ci si prende in giro e si rimane alla spesa storica.

Riforme e interessi di Regioni e autonomie

Siamo interessati a ogni ipotesi di modernizzazione del Paese. Ma le riforme devono tener conto degli interessi di tutte le Regioni e delle autonomie locali. Non riteniamo accettabili né centralismi nazionali né centralismi regionali. Il nostro obiettivo è una sburocratizzazione radicale dell'Italia: è questo ciò che ci chiede il mondo delle imprese e delle professioni, per poter avere tempi di decisione rapidi su tutto. Per quale motivo non si comincia da subito questo lavoro di sburocratizzazione?

Sento parlare di riforme (autonomia, presidenzialismo, semi-presidenzialismo, spoils system) con una superficialità e un pressappochismo impressionanti. Non intendiamo perdere un minuto di tempo in procedure interminabili o ostruzionistiche. Ma gli equilibri costituzionali, l'equilibrio dei poteri, la sostanza della democrazia, sono una cosa seria. Qualche cattivo esempio fornito in passato dal centrosinistra non è un buon motivo per fare la stessa cosa.

La vita di una democrazia, al di là delle regole legislative o delle prerogative di maggioranza, è fatta di moderazione, ascolto e rispetto reciproco e sostanziale, “temperanza istituzionale” come insegna qualche importante esponente della cultura statunitense. È questo, fra l'altro, l'unico modo per arrivare a risultati concreti. Non vorrei che esigenze dettate da scadenze elettorali contingenti pregiudicassero, con forzature e ritorni a ideologismi. Un lavoro che può essere utile e importante, nella piena salvaguardia dell'unità nazionale.

*Presidente della Regione Campania

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