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Perché i gestori fuggono dai bond ma salvano i titoli “green”

Le strategie a reddito fisso sono sotto osservazione: su 436 gestori intervistati una buona parte ridurrà il peso dei titoli di Stato. È quanto emerge da un sondaggio di Natixis

di Lucilla Incorvati

(tippapatt - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il 2022 sarà un anno non facile per i fund selector alle prese con un difficile contesto di mercato, l’inflazione sui massimi da 30 anni e le aspettative dei clienti che si aspettano fino al 14,5% a fronte di un realistico 7,8% per l’anno in corso. A preoccupare di più sono le interruzioni della catena di approvvigionamento che pesano sulle imprese, la politica meno favorevole delle Banche centrali, le incognite legate alla diffusione della variante Omicron.

I timori dei fund selector

È quanto emerge da un recente studio di Natixis Investment Managers che ha coinvolto 436 fund selector di società che hanno in gestione un patrimonio complessivo di 12.600 miliardi, tra private banking, wealth management, fondi di fondi, family office e broker a livello globale. Nel mondo sette gestori su 10 ritengono che i tassi di interesse siano il rischio di portafoglio chiave e se per il 68% è l’inflazione, l’84% pensa che il basso livello dei tassi abbia distorto le valutazioni.

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GLI IMPATTI NEGATIVI SULLA CRESCITA ECONOMICA
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Il ruolo delle varie asset class

I mercati privati sono considerati nuove fonti di rendimento. Lo studio mostra un aumento delle allocazioni su infrastrutture (45%), private debt (35%) e immobiliare (30%). Per nove fund selector su dieci il private equity ha potenziale per ritorni più elevati rispetto ai mercati azionari tradizionali. Così il 47% degli intervistati manterrà l'esposizione a questa asset class, mentre il 45% la aumenterà. Le strategie a reddito fisso saranno l’osservato speciale e il 39% dei fund selector si aspetta di diminuire il peso dei titoli di Stato e le obbligazioni sensibili ai tassi. Fanno eccezione i green bond: il 50% di chi vi investe vuole incrementare l’esposizione con una spinta verso le strategie Esg. Sette fund selector su dieci affermano che l’Esg è parte integrante di un investimento solido e il 76% sottolinea come la propria società stia già investendo attivamente nell’impact investing (37%) oppure che stia pensando di farlo (39%). E ancora più di sei su dieci (63%) fund selector dichiarano che il segmento Esg è una fonte di alpha.

I settori premianti

Il 54% dei fund selector ritiene che l’energia registrerà solide performance con finanziari (51%) e healthcare (47%). Anche la view complessiva sul segmento tecnologico è positiva, con il 43% degli intervistati che prevede una sovraperformance del settore. Se da un lato c’è chi si preoccupa di una frenata delle big tech, il 65% degli intervistati prevede per i tecnologici un potenziale di crescita nel 2022. I portafogli modello stanno diventando sempre più importanti per gestire l’esposizione al rischio e le aspettative dei clienti. L’82% dei fund selector ritiene che i modelli permettano di fornire ai clienti un’esperienza di investimento più coerente e l’85% apprezza i vantaggi di un approccio razionale con sette intervistati su 10 per i quali sono di ausilio per dedicare più tempo i propri clienti.

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