Analisi

Perché Google ha acquisito il motore di ricerca di Gif animate Tenor?

di Luca Tremolada

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1' di lettura

Quale immagine animata descrive meglio quello che penso, quello che provo e forse anche quello che sono? È l’ultimo dei pensieri per Facebook in queste settimane di Passione. Ma lo è anche per tutti coloro che non sono nati con un social o, loro malgrado, dentro un social.

Loro possono solo intuire come la comunicazione online istantanea si sia trasformata e arricchita in così poco tempo. Due punti una linea e una parentesi, la prima faccina che ride è nata 34 anni fa, prima di internet e dei social grazie a Scott Fahlman, un docente di informatica della Carnegie Mellon University di Pittsburgh che usava dei cartelli per comunicare il tono delle sue discussioni video.

L’introduzione degli emoji (unione tra emoticon e pittogrammi) la dobbiamo invece a Shigetake Kurita dell’operatore di tlc giapponese Ntt Docomo. Dal 1997 in poi compaiono le prime emoticon animate. Mentre le Gif animate (brevi sequenze video) sono ancora più vecchie. L’acquisizione di Tenor da parte di Google, motore di ricerca per cercare e condividere Gif animate, rappresenta un ulteriore tassello che descrive l’evoluzione del linguaggio visivo sul web. La Gif è una scorciatoia e una citazione allo stesso tempo. Sono micro-frammenti di film che descrivono e suggeriscono. Un motore per cercarle è, più che un indizio, il riconoscimento di un nuovo linguaggio. Non c’è nulla di male. Non è la fine della scrittura o l’inizio di una apocalisse della grammatica. È l’evoluzione elastica di una nuova narrativa sintetica che vive sempre di più di condivisione istantanea. Mordi e fuggi.

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