Pmi & Mercato dei capitali

Perchè investire in Pmi Innovative quotate continuerà ad essere vantaggioso

Per le società quotate su Aim Italia l’Agenzia delle Entrate ha mantenuto l’agevolazione fiscale per i privati (50% dell'importo investito a titolo di capitale) anche tramite Oicr e per le persone giuridiche (30% ai fini Ires)

di Lucilla Incorvati

(canjoena - stock.adobe.com)

4' di lettura

Chi continuerà ad investire in Pmi Innovative potrà ancora beneficiare di un importante vantaggio fiscale, sia le persone fisiche sia le persone giuridiche. L'Agenzia dell'Entrate con la circolare n. 32 del 23 dicembre 2020, emessa a seguito di una consultazione pubblica relativa alla “Nozione di mercato regolamentato rilevante nella normativa in materia di imposte sui redditi”, ha esplicitato il mantenimento delle agevolazioni fiscali delle Pmi innovative quotate sull’Aim, ovvero il sistema multilaterale di negoziazione (Multilateral Trading Facility o Mtf) dedicato alle Pmi ad alto potenziale di crescita regolamentato e gestito da Borsa Italiana, anche se l’Aim Italia viene definitivamente qualificato come mercato regolamentato.

Nella circolare l’Agenzia delle Entrate fa un’esplicita previsione riguardante le PMI Innovative. Queste, a differenza delle start up, si considerano innovative anche se le loro azioni sono quotate in un Mtf, con la conseguenza che dette società possono fruire anche della disciplina fiscale di natura agevolativa. Pertanto in questo un caso l’equiparazione tra Mtf e mercati regolamentati non opera, perché il legislatore ha inteso incentivare espressamente l'investimento nelle Pmi quotate negli Mtf. Infatti, l'assimilazione degli MTF ai mercati regolamentati, significherebbe privare di efficacia una norma agevolativa in contrasto con le finalità perseguite dal legislatore.

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Le agevolazioni fiscali

Il cosiddetto. Decreto Rilancio (Dl 19 maggio 2020, n. 34) aveva introdotto una nuova detrazione Irpef, non estesa ai soggetti Ires (persone giuridiche), pari al 50% dell'importo investito a titolo di capitale e sovrapprezzo in Pmi innovative direttamente ovvero per il tramite di Oirc che investono prevalentemente in Pmi innovative. La detrazione spetta per le Pmi innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese al momento di perfezionamento dell’investimento. Agevolazione, questa, che si somma alla detrazione ordinaria del 30% (fino a un massimo annuo di un milione di euro) che vale anche per le persone giuridiche con deduzione Ires per un ammontare massimo annuo di 1.8 milioni.

La spinta alla quotazione su Aim

È stato proprio il vantaggio fiscale per l’investimento in Pmi innovative che ha avuto fino ad oggi un effetto trainante alla quotazione di queste società a PIazza Affari. «Siamo molto soddisfatti di questa positiva posizione dell’Agenzia dell’Entrate a favore delle Pmi innovative che si quotano su Aim Italia - sottolinea Anna Lambiase, Ceo di IRTop Consulting - che riconosce il ruolo determinante di questo strumento finanziario per lo sviluppo dell’equity e la valenza strategica degli incentivi nell’indirizzare gli investimenti in economia reale a favore delle Pmi. Il nostro Osservatorio Aim Italia rileva come l'investimento medio degli investitori professionali sull’Aim sia pari a 300mila euro. Pertanto la confermata detrazione Irpef pari al 50% dell'importo investito a titolo di capitale, rappresenta un’ottima forma di incentivo per gli investitori a medio lungo termine presenti su questo mercato. La quotazione in Borsa, che su Aim è finalizzata prevalentemente alla raccolta di capitale per finanziare la crescita, consente alle società di proseguire gli investimenti in innovazione e ricerca e sviluppo, oltre che in personale qualificato e nell’internazionalizzazione».

La posizione dell’Osservatorio Aim

L'Osservatorio AIM in data 14 settembre aveva presentato il proprio parere esprimendo l’esigenza di conservare le agevolazioni delle Pmi innovative quotate su Aim Italia ai fini fiscali sottolineando che anche nel caso dell’eventuale qualificazione di Aim quale “mercato regolamentato” non si deve infatti escludere la possibilità che le società quotate sul sistema multilaterale di negoziazione possano qualificarsi come “Pmi innovative” e, soprattutto, che l'eventuale qualificazione dell'Aim quale “mercato regolamentato” non debba pregiudicare i comportamenti sinora assunti da emittenti, investitori e operatori.

L'eccezione espressa nella Circolare dell'Agenzia delle Entrate è di notevole rilevanza in quanto sono numerose le Pmi innovative presenti sul listino Aim: secondo l'Osservatorio Aim Italia le società che detengono tale qualificano rappresentano il 41% del totale e circa il 25% dell'intera capitalizzazione del mercato azionario (circa 1,6 miliardi). Registrano una capitalizzazione media di 29 milioni di euro e una raccolta media di 5 milioni di euro. I principali settori in cui operano le Pmi innovative quotate sono Tecnologia (35%), Media (16%), Industria (15%), Servizi (13%) ed Healthcare (7%); 14 società Aim hanno ottenuto la qualifica nel 2019, 4 nel 2020. «Riteniamo che il mantenimento della qualifica e delle disposizioni agevolative - conclude Lambiase - sia di primaria importanza anche per lo sviluppo futuro del mercato dei capitali dedicato alle Pmi».

Gli effetti di Aim Italia quale mercato regolamentato sulle partecipazioni

Che Aim Italia fosse mercato regolamentato era già emerso nella risposta fornita dall'Agenzia delle Entrate all'interpello n. 308 del 3 settembre 2020 con l'effetto dell'inapplicabilità, a tali partecipazioni del cosiddetto “affrancamento di partecipazioni” (ovvero la rideterminazione del valore di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati) con aliquota fiscale all’11%. Ciò sebbene l'Agenzia delle Entrate si fosse precedentemente espressa in maniera difforme nella risposta all'interpello n. 514/2019, in tema di base imponibile di riferimento ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni in cui è stato invece precisato che i titoli quotati all'Aim non rientrano nella definizione di “mercato regolamentato” di cui all'articolo 64-quater del Tuf. Così il regime in vigore per chi vorrà cedere partecipazioni sarà quello classico del 26% sulle plusvalenze maturate, per altro già in vigore per chi comunque acquistava in fase di Ipo o successivamente. Secondo gli esperti il più favorevole sistema di affrancamento infatti era soprattutto vantaggioso per i fondatori dell’impresa. In ogni caso la previsione di una “clausola di salvaguardia” per eventuali comportamenti pregressi sembra non pregiudichi e i comportamenti sinora assunti da Emittenti, investitori e operatori anche a seguito della qualificazione dell'AIM quale mercato regolamentato.

Credito di imposta e costi di quotazione

L’altro regalo arrivato sotto l’albero di Natale grazie alla Legge di Bilancio 2021 ormai quasi certo (dopo il voto di fiducia alla Camera si attende quello del Senato) è il mantenimento del credito d'imposta sul 50% dei costi di consulenza sostenuti per la quotazione in Borsa delle Pmi fino al 31 dicembre 2021, per una misura totale di 30 milioni, per un importo massimo di 500mila euro ad azienda. L'agevolazione è destinata a Pmi che inizino una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo nell'intero 2021.

Sempre secondo l’Osservatorio Aim Italia la spinta a beneficiare del “Bonus Ipo” per un ulteriore anno, potrà interessare un numero potenziale di almeno 60 nuove quotazioni. Dalla data di introduzione del Credito di Imposta le società quotate su Aim sono aumentate del 74%, passando da 77 nel 2016 a 134 a dicembre 2020, mentre la capitalizzazione è cresciuta dai 2,9 miliardi di euro nel 2016 agli attuali circa 5,7 miliardi di euro.

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