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Perché Joe Biden è un grosso problema per Mark Zuckerberg

Il nuovo presidente degli Stati Uniti pare non vedere di buon occhio l'impero di Mark Zuckerberg dopo lo scandalo Cambridge Analytica

di Biagio Simonetta

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Il nuovo presidente degli Stati Uniti pare non vedere di buon occhio l'impero di Mark Zuckerberg dopo lo scandalo Cambridge Analytica


3' di lettura

Se Donald Trump se n'è andato con un account bloccato e una polemica feroce, c'è un nuovo capitolo tutto da scrivere per il futuro di Facebook. E l'attore protagonista stavolta sarà Joe Biden. Il nuovo presidente degli Stati Uniti, infatti, pare non vedere di buon occhio l'impero di Mark Zuckerberg. E non è un fatto di malelingue, ma di dichiarazioni. Biden, negli ultimi anni, ha più volte puntato il dito contro Facebook e contro quello che lui stesso ritiene una sorta di monopolio tecnologico. Lo ha fatto durante alcune apparizioni pubbliche, ma anche nel corso di interviste.

Parlando con il New York Times, circa un anno fa, Biden diceva: «Non sono mai stato un fan di Facebook, come probabilmente saprete. Non sono mai stato un grande fan di Zuckerberg. Penso che sia un vero problema». E qualche settimana fa, dopo la vittoria elettorale, il vicecapo della comunicazione di Biden, Bill Russo, ha twittato: «Se pensavi che la disinformazione su Facebook fosse un problema durante le nostre elezioni, aspetta di vedere come sta distruggendo il tessuto della nostra democrazia nei giorni successivi».

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Vecchi dissidi

Insomma, se l'amministrazione Obama era stata molto vicina (secondo alcuni “amica”) ai giganti della Silicon Valley, con quella Biden qualcosa potrebbe cambiare. Soprattutto per Facebook. I democratici – e non è un mistero – ritengono il social di Zuckerberg responsabile di quanto è successo nel 2018. L'uso da parte dei repubblicani dei dati di Cambridge Analytica, per i democratici è stato visto come una componente cruciale nella vittoria di Trump. Qualche anno dopo, Biden, in una intervista alla Cnn (nel 2019) lanciò accuse pesantissime, parlando di social network fuori controllo per la serie di fake news promosse da Trump e veicolate da Facebook.

L'incubo della Sezione 230

Oggi, insomma, per Mark Zuckerberg sembra esserci un nuovo grande problema all'orizzonte: Joe Biden. Il nuovo presidente ha la possibilità (e a quanto pare anche l'intenzione) di ristrutturare i Big Tech e riformulare il rapporto che le società di social media hanno con i propri utenti. Qualcosa che potrebbe essere devastante per Facebook. Il vero punto è la potenziale abrogazione della Sezione 230, atto legislativo che attualmente impedisce ad aziende come Facebook di essere citate in giudizio per le cose che le persone pubblicano. Un paracadute vitale, per un social con circa 2 miliardi di utenti. Un anno fa, Biden, al New York Times, era stato categorico, parlando di atto da «revocare immediatamente». Lo farà, ora che è presidente? È questo il grande interrogativo che mette paura ai Big Tech. Immaginatevi cosa succederebbe domani se Facebook fosse responsabile (quindi legalmente perseguibile) per tutte le cose che gli utenti pubblicano. È onestamente difficile immaginare Facebook nella sua forma attuale senza la Sezione 230.

Il pericolo antitrust

E se l'abrogazione della Sezione 230 è una situazione possibile ma ancora ipotetica, molto più concreta è la vicenda legata all'antitrust. Facebook è stato recentemente citato in giudizio dalla Federal Trade Commission (FTC) e da 46 stati perché «mantiene illegalmente la sua posizione di monopolio» acquistando la concorrenza. La FTC ha anche affermato che sta cercando di «smantellare le precedenti acquisizioni di Facebook di Instagram e WhatsApp», che sarebbe un po' come smembrare l'azienda di Menlo park. Jameel Jaffer, esperto legale dei media alla Columbia University, detto detto alla BBC: «Mi aspetto che l'amministrazione Biden sia piuttosto aggressiva nel far rispettare le leggi antitrust. E che abbia in mente l'intero spettro dei danni, non solo i danni democratici, ma danni relativi alla privacy degli utenti e al benessere dei consumatori».

Un futuro da scrivere

C'è un futuro tutto da scrivere, insomma. E Zuckerberg lo sa bene. Il Ceo di Facebook ha già dimostrato, in questi anni, di saper uscire con mestiere da situazioni molto complesse. Con la recente sospensione degli account Facebook e Instagram di Trump, la società di Menlo Park ha cercato di dimostrare che può moderarsi. Zuckerberg ha un impero di qualche miliardo di utenti, è vero. Ma lo ha costruito pezzo dopo pezzo con scelte vincenti, resistendo a venti di burrasca che per Facebook sono ciclici. Vedremo come se la caverà questa volta.


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