intervista con docente queen’s university

Perché l’accordo Brexit è difficile da applicare all’Irlanda

di Nicol Degli Innocenti

Un manifesto del partito nazionalista irlandese Sinn Fein a Belfast

3' di lettura

LONDRA - La questione irlandese è forse la parte più complessa dell’accordo raggiunto venerdì a Bruxelles, perché oltre agli aspetti economici e commerciali ha profonde ramificazioni politiche, legali, costituzionali, religiose e storiche. Abbiamo chiesto l’opinione del professor Colin Harvey, docente di diritto alla Queen’s University di Belfast e Research leader del think tank indipendente Uk in a Changing Europe.

L’accordo si impegna a rispettare lo status speciale dell’Irlanda e l’intesa del Venerdì Santo. Quanto è importante questo aspetto?

Loading...

Lo ritengo altamente significativo. Il documento riconosce quanto sia unica la situazione irlandese e si impegna a tutelare l’intesa del Venerdì Santo e le sue applicazioni pratiche. La sfida nei prossimi mesi sarà passare alla fase pratica, ma ogni passo futuro andrà giudicato sulla base di questi solenni impegni. Questo è molto importante.

L’accordo dichiara che, se non ci saranno altri accordi, l’allineamento regolamentare della Gran Bretagna alla Ue continuerà: potrebbe quindi di fatto farla restare nel mercato unico e nell’unione doganale?

L’accordo solleva molte domande su quali siano i precisi obiettivi finali di Londra, alle quali non è possibile rispondere. Stabilisce alcuni punti fermi e dei principi importanti, ma resta ancora molto da definire e chiarire. C’è molta “ambiguità creativa” nel documento, quindi il problema sarà l’applicazione pratica. C’è un impegno a proseguire le trattative sulla questione separatamente, ma ci sono problemi complessi e difficili, che avranno bisogno di soluzioni specifiche. C’è un grande potenziale per disaccordi politici e turbolenza costituzionale.

L’intesa annunciata non risolve il dilemma del confine interno irlandese. Cosa succederà quando Londra lascerà il mercato unico e l’unione doganale, come insiste di voler fare?

È fondamentale che il confine tra le due Irlande resti invisibile, in tutti i sensi del termine. Quelli che pensano che ci siano soluzioni tecniche o tecnologiche a questo problema non si rendono conto delle sfide che Brexit pone all’Irlanda. Le proposte fatte finora dal Governo britannico non sono credibili. È bene anche tenere presente che il Governo di Dublino è convinto che l’accordo annunciato elimini per sempre il rischio di un ritorno a un “hard border”.

Gli unionisti del Dup hanno quasi impedito l’accordo con Bruxelles: potrebbero porre un problema anche in futuro?

Dare uno status speciale all’Irlanda del Nord sarebbe stata una soluzione corretta e sensata, che non minaccia in alcun modo l’integrità costituzionale del Regno Unito. L’Irlanda del Nord ha già uno status costituzionale speciale. La posizione oltranzista del Dup non ha senso, neanche sulla base di una lettura ortodossa della Costituzione britannica e della sua evoluzione dal 1997 a oggi. Inoltre è essenziale ricordare che la maggioranza degli elettori ha votato a favore di restare nella Ue e che il Dup è solo uno dei vari partiti politici in Irlanda del Nord, e quindi la sua importanza non va sopravvalutata.

«È cruciale essere certi che, una volta che Londra avrà lasciato la Ue, ciò che è stato concordato verrà rispettato»

Sul fronte britannico, i sostenitori di Brexit ora sostengono che l’accordo potrebbe essere respinto in futuro. È un rischio concreto?

È essenziale che gli accordi presi siano rispettati. Data la volatilità della politica interna britannica, è legittimo avere gravi preoccupazioni a riguardo. È cruciale essere certi che una volta che la Gran Bretagna avrà lasciato la Ue, quello che è stato concordato verrà rispettato, e che il futuro non dipenderà dai mutevoli umori politici del Parlamento di Westminster. La Costituzione britannica è molto flessibile, e questo ha vantaggi e svantaggi quando si tratta di accordi con la Ue o con altri Stati. È un elemento di rischio.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti