Societa

Perché le librerie sono un’infrastruttura sociale da salvaguardare

di Piero Formica

(AFP)

3' di lettura

Nel “Piccolo Principe”, Antoine de Saint-Exupéry scrive: “Gli adulti sono ossessionati dai fatti e dalle cifre e non riescono a capire il vero significato delle cose”. Nel tempo dei Big Data e della pandemia con la sua onda gigantesca di numeri che travolge anche i più esperti surfisti, ci vengono incontro i libri. Come un sasso gettato in uno stagno mette in moto onde concentriche che si propagano sulla superficie dell'acqua, anche una sola parola di un libro sposta le nostre vecchie idee per far spazio a delle nuove che creano altri contenuti mentali. È così che l'editoria si evolve. Sull'idea che il lettore è anche scrittore nascono nuove case editrici. In “Recorded time, how to write the future”, AJ e Aaron Greenberg, neo imprenditori fondatori di bioGraph a Chicago, narrano del loro andare alla ricerca di persone le cui storie richiedono una guida editoriale per trasformarle in libri che narrano del futuro oltre che ricordare il passato.
Chi legge un libro lo sbuccia, ne scopre la parte molto preziosa sotto la ‘buccia' (Librum è la parte interna della corteccia dell'albero). Preziosa lo è perché bianca e, quindi, utilizzabile per scriverci sopra. Chi lo fa, annota, commenta a margine, riproduce con segni cose reali o immaginate. Sono questi i marginalia che i lettori nel corso dei secoli hanno prodotto per scopi talvolta personali, talaltra pubblici. Ne “Il libro altruista. Metodo per la generazione di un'opera annotata ad elevata fruibilità”, Vincenzo Naclerio apre il discorso sul vasto panorama dei marginalia. Le storie scritte da un umanista inducono uno scienziato ad annotazioni che aprono nuove riflessioni, e viceversa. Superati i confini tracciati dall'autore, ci si inoltra nei vasti territori dell'immaginazione dei lettori dove possono manifestarsi opere straordinarie del pensiero. Dall'umanista Pietro Bembo, il tecnologo Aldo Pio Manuzio trae spunti per concepire il libro tascabile, quello che può essere letto ovunque e non solo nelle biblioteche e nelle aule universitarie. Einstein ebbe a dire che la lettura degli scritti del filosofo scozzese David Hume lo aiutò a formulare la teoria della relatività speciale. Nell'oasi della lettura e della scrittura si sosta pacatamente e si pensa in profondità, facendo collidere le idee per poi fonderle in combinazioni inaspettate. In quell'oasi, l'Homo Sapiens non è servitore delle creature di silicio che, al contrario, si pongono a suo servizio.
All'approssimarsi dell'età moderna, dal 1439 in avanti Johannes Gutenberg fa respirare il libro all'aria aperta, al di fuori dei monasteri dove gli amanuensi copiavano i manoscritti. Ricorrendo a permutazioni e combinazioni di idee, l'orafo tedesco avvia un processo di riconversione delle idee per adattarle a nuove esigenze. Egli applica alla stampa tecniche e strumenti impiegati in altri settori – dal punzone dell'oreficeria al torchio per la produzione di vino. È l'invenzione della stampa a caratteri mobili. Il ‘torchio da stampa' sostituì quasi interamente il compito di scrittura a mano eseguito dagli amanuensi, riproducendo meccanicamente più copie di testi stampati. È l'inizio di un lungo itinerario mentale verso la consuetudine della diffusione del libro tra un numero crescente di persone. Un fenomeno in accelerazione dopo che l'umanista ed editore Aldo Pio Manuzio dà vita al libro tascabile. Le idee sono onde che si propagano nello spazio e nel tempo. Coetaneo di Manuzio, il tipografo Francesco Griffo aggiunge un carattere alla nuova specie di libro. È lo stile tipografico della scrittura corsiva. Un grande salto nel tempo: corre dal 1946 al 1970 circa il periodo di incubazione dell'e-book. C'è chi individua tra i protagonisti il gesuita italiano Roberto Brusa. E un altro salto ancora: nel novembre 2007 entra nel mercato statunitense la prima generazione di Kindle. Dall'ottobre 2009 questo lettore di libri elettronici comincia a espandersi in tutto il mondo.
Un libro non è un bene con un prezzo. È molto di più: un veicolo per la trasmissione e la condivisione di pensieri. Proprio per questo le librerie sono una rivoluzionaria infrastruttura sociale che merita l'attenzione delle autorità di governo insieme a imprenditori e investitori privati. Attingendo alla storia messaggera di memoria, la comunità potrà rintracciare le sue radici culturali in quel luogo di conversazione socievole che è la libreria.
piero.formica@gmail.com

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