presidenziali francesi

Perché Macron mantiene il distacco di 20 punti da Marine Le Pen

dal corrispondente Marco Moussanet

(REUTERS)

3' di lettura

Certo, ogni appuntamento elettorale ha una componente di incertezza e l’andamento del dibattito televisivo di questa sera può ancora spostare dei voti, ma insomma, la partita delle presidenziali francesi pare ormai giocata. I sondaggi realizzati dopo l’alleanza tra Marine Le Pen e il leader sovranista Nicolas Dupont-Aignan – la cui scelta è stata peraltro criticata da alcuni dirigenti del suo partito - confermano il netto, apparentemente incolmabile, vantaggio di Emmanuel Macron (al 59-60%) sulla sua avversaria. E a chi dubita dell’affidabilità delle rilevazioni va ricordato che quelle sul primo turno si sono dimostrate assai precise.

Al di là del distacco già acquisito il 23 aprile, secondo gli esperti di flussi elettorali l’ex ministro dell’Economia avrebbe una riserva di consensi largamente superiore a quella della Le Pen. Il 90% di chi è intenzionato a votare per Macron sarebbe inoltre sicuro della propria scelta. Neppure una forte astensione (stimata intorno al 25%) dovrebbe quindi ostacolare la trionfale marcia di Macron verso l’Eliseo.
Tanto più che la Le Pen pare tutt’altro che immune da qualche incidente di percorso, più o meno grave. Più grave è per esempio la confusione che ormai regna all’interno del Front National intorno alla questione – ovviamente cruciale – dell’abbandono dell’euro. Tra tifosi di una linea dura nei confronti dell’Unione europea (e di Berlino), guidati da Floran Philippot, e quelli di un approccio morbido alla questione, capeggiati da Marion Maréchal Le Pen, nipote di Marine.

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Meno grave, ma alquanto imbarazzante, è quello delle frasi “rubate” a un discorso di Fillon. Nel suo intervento del 1° maggio a Villepinte, la Le Pen ha ripreso – praticamente parola per parola – ben quattro passaggi del testo che il candidato della destra aveva letto quindici giorni fa a Puy-en-Velay (parole scritte in realtà da uno dei “ghostwriters” di Fillon, Paul-Marie Couteaux). Se ne sono accorti per primi gli animatori dell'account Twitter “ridiculeTv”, ritenuto vicino a Fillon, che hanno immediatamente messo in circolazione (su YouTube) un video con quei passaggi dei due discorsi in contemporanea. La Le Pen ha spiegato di averlo fatto volutamente, per «strizzare l’occhio agli elettori di Fillon, con i quali abbiamo molto in comune». Ma, in assenza di citazione, assomiglia molto a un plagio, quindi a una figuraccia.

A quattro giorni dal ballottaggio, si stanno intanto moltiplicando le prese di posizione a favore di Macron. Anche, fatto abbastanza inusuale, da parte di esponenti di primo piano del mondo imprenditoriale, terrorizzati dall’impatto che potrebbero avere un’uscita dall’eurozona (e quindi dalla Ue) e le misure protezionistiche annunciate dalla Le Pen. Dopo il numero uno di Airbus, Tom Enders, sono intervenuti tra gli altri Martin Bouygues, Michel-Edouard Leclerc (del gruppo della grande distribuzione), Antoine Frérot (Veolia), Jean-Dominique Senard (Michelin), Jean-Pierre Clamadieu (Solvay), Jean-Baptiste Rudelle (Criteo).
Un “endorsement” è arrivato persino dall’ex ministro delle Finanze greco, il “movimentista” Yanis Varoufakis. Insieme a una critica esplicita a Mélenchon per la sua decisione di non dare indicazioni di voto al secondo turno. Decisione peraltro in linea con l’orientamento dei militanti della “France insoumise”: dei 430mila iscritti consultati online, hanno risposto in 243mila e solo il 35% di loro ha annunciato che voterà Macron; il 36% preferisce la scheda bianca e il 29% l’astensione. Numeri che in realtà lasciano il tempo che trovano. Secondo i sondaggi, il 52% degli elettori di Mélenchon al primo turno (oltre 7 milioni) voterà per Macron.

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