Interventi

Perché il multilateralismo è ancora indispensabile

Anche se spesso è difficile e faticoso, l’Ue manterrà la rotta verso la ricerca di soluzioni comuni

di Josep Borrell

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(EPA)

Anche se spesso è difficile e faticoso, l’Ue manterrà la rotta verso la ricerca di soluzioni comuni


4' di lettura

Se questo fosse un anno normale, ora sarei a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA), dove si riunisce il maggior numero di politici da tutto il mondo e che rappresenta il momento più importante del calendario diplomatico. Ma questo è un anno tutt’altro che normale e la “settimana dell’UNGA” sarà virtuale, fatta di eventi online – un formato diventato familiare a tutti noi in questi ultimi mesi.

Ed è un peccato, per svariati motivi. È il 75º anniversario delle Nazioni Unite e avremmo desiderato celebrarlo in modo migliore. Inoltre, la situazione mondiale è tale che il sistema multilaterale, che fa perno sulle Nazioni Unite, è messo in discussione come mai prima d'ora, proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.In effetti, l'offerta di soluzioni multilaterali non è mai stata così limitata la domanda invece così alta. Ogni giorno vediamo quanto un nazionalismo miope e rivalità strategiche, soprattutto tra Stati Uniti e Cina, paralizzino il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il sistema internazionale in generale. In vari settori – dai cambiamenti climatici e dal controllo degli armamenti alla sicurezza marittima, ai diritti umani e oltre – la cooperazione globale è stata indebolita, gli accordi internazionali abbandonati, il diritto internazionale compromesso o applicato in modo selettivo.

Per noi europei è estremamente inquietante. Ma l'attuale crisi del multilateralismo non è un problema solo per gli europei: sono a rischio la sicurezza e i diritti di tutti. Espressioni quali “sistema multilaterale” e “ordine internazionale fondato su regole” suonano vaghe, prive dell'attrattiva di espressioni come “America First” o “Take Back Control “. Ma indicano qualcosa di molto concreto e reale: la scelta tra la pace e la guerra, tra società libere e società chiuse, tra un'economia fondata sullo sviluppo sostenibile e una che alimenta disparità crescenti e cambiamenti climatici fuori controllo.

Un mondo governato da norme concordate è il fondamento stesso della sicurezza, delle libertà e della prosperità che condividiamo. Un ordine internazionale fondato su regole rende gli Stati sicuri, i cittadini liberi e le imprese pronte a investire, oltre a garantire la tutela dell'ambiente. L'alternativa – “il piu' forte ha ragione” – è stata messa alla prova per buona parte della storia dell'umanità e le sue conseguenze drammatiche sono la migliore argomentazione a favore del sistema multilaterale. Purtroppo si va sempre di più in questa direzione, con esiti che sono sotto gli occhi di tutti.Non è questo l'approccio dell'UE. Continueremo a credere nelle Nazioni Unite e a sostenerle. Non lo facciamo solo a parole, ma anche a livello politico e finanziario, oltre che diplomatico, ponendoci come pontieri in seno al Consiglio di sicurezza.

Mentre al culmine della pandemia di COVID-19 altri cercavano di disgregare l'Organizzazione mondiale della sanità, è stata l'UE a guidare i negoziati poi sfociati in un accordo per avviare un'indagine indipendente sulle origini del coronavirus. Siamo anche il maggiore donatore dello Strumento per l'accesso globale ai vaccini contro il COVID-19 (COVAX), creato per garantire che il mondo disponga quanto prima di un vaccino affidabile e che esso sia considerato un bene pubblico a livello globale. L'UE contribuisce per un quarto al bilancio delle Nazioni Unite. Si dice spesso che l'Europa non è all'altezza del suo peso geopolitico. Ma in termini di impegno multilaterale il suo contributo finanziario è ben superiore al suo peso.Con le nostre operazioni di gestione delle crisi agiamo di concerto con le Nazioni Unite per la stabilizzazione e la ricostruzione in molte zone di conflitto, dal Sahel al Corno d'Africa, dai Balcani al Medio Oriente. Nelle zone di guerra e nelle crisi umanitarie più difficili l'UE e l'ONU lavorano fianco a fianco. Noi europei abbiamo fatto enorme pressione per un accordo internazionale sul clima e facciamo tutto il possibile per mantenerlo in vita. Siamo instancabili nel cercare di proteggere la biodiversità, l'accesso ad acqua pulita e altre risorse naturali.

Per noi questi contributi sono investimenti sulla sicurezza e la prosperità mondiali – e quindi sulla a nostra sicurezza e prosperità. Sappiamo bene che possiamo essere al sicuro e in buona salute solo se lo sono anche i nostri vicini. Quello che vale per i singoli vale anche per i paesi.

Nonostante debba affrontare forti venti contrari, l'UE manterrà la rotta verso la ricerca di soluzioni comuni. Anche se spesso è difficile e faticoso, siamo sempre disposti a discutere come rendere il sistema più efficace, più legittimato, più adatto allo scopo, sia con i partner che condividono i nostri stessi principi, sia con coloro con cui siamo in disaccordo. Oggi il multilateralismo deve essere diverso da quello del XX secolo: gli equilibri di potere sono cambiati e le sfide non sono più le stesse.Molto di ciò che determinerà il nostro futuro – analisi dei dati del cyberspazio, intelligenza artificiale, biogenetica, veicoli autonomi e molto altro – sta emergendo in un vuoto normativo. Dobbiamo colmarlo con regole, norme e standard concordati e garantirne l'applicazione, anche laddove le parti maggiormente interessate non siano governi.

Per l'UE la sostanza è questa: le riforme dovrebbero essere dettate da progetti - e non da una calamità. Dobbiamo infondere nuova linfa al sistema, non abbandonarlo. Per questo, oggi e in futuro terremo alto lo spirito dell'UNGA e difenderemo il multilateralismo, di cui tutti i Paesi hanno estremamente bisogno. Un mondo senza Nazioni Unite metterebbe in pericolo tutti noi.

Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il vicepresidente della Commissione europea.

Copyright: Project Syndicate, 2020.www.project-syndicate.org

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