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Perché il piano pandemico della Bce ha funzionato ma non è sufficiente

Le attese per l’esito del Consiglio direttivo puntano a nuovi interventi: la Banca centrale ha ottenuto risultati importanti ma le condizioni finanziarie sono ancora troppo rigide per affrontare la ripresa

di Riccardo Sorrentino

Lagarde: "Non tollereremo alcun rischio frammentazione eurozona"

Le attese per l’esito del Consiglio direttivo puntano a nuovi interventi: la Banca centrale ha ottenuto risultati importanti ma le condizioni finanziarie sono ancora troppo rigide per affrontare la ripresa


3' di lettura

Le attese sono alte. Mercati e analisti si aspettano che la Banca centrale europea ampli ulteriormente la propria manovra di politica monetaria che, senza la panoplia di interventi decisa dalla Fed, è già ora più aggressiva di quelle delle altre grandi autorità monetarie.

Segnali di un prossimo allentamento

Segnali in questo senso non mancano: «Molto probabilmente avremo bisogno di andare anche oltre», ha detto il 25 maggio il governatore della Banque de France François Villeroy de Galhau, mentre Isabel Schnabel, del consiglio direttivo della Bce, ha invitato a guardare alla curva dei rendimenti di Eurolandia, che è più alta rispetto al periodo precrisi. «Se vedessimo un immotivato irrigidimento delle condizioni finanziarie non coerente con il nostro obiettivo di stabilità dei prezzi, reagiremmo». È il caso, ora?

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Una curva dei rendimenti troppo alta

LA CURVA DEI RENDIMENTI IN EUROLANDIA

Dati in percentuale. (Fonte: Bce) <br/>

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Le condizioni finanziarie non appaiono così “allentate” come dovrebbero essere dopo un intervento tanto forte come quello varato per contrastare il coronavirus. Il cambio effettivo si è apprezzato del 4,2% dal minimo del 19 febbraio, tornando ai livelli di ottobre 2018, durante l’ultima fase del primo quantitative easing, destinato a esaurirsi a dicembre. La curva dei rendimenti, intanto, se è più bassa rispetto a inizio anno – ma non per le scadenze più brevi – e soprattutto rispetto a fine aprile, alla vigilia dell’ultima riunione della Bce, è ancora più alta, per tutte le scadenze, rispetto a fine febbraio.

Base monetaria in accelerazione

BASE MONETARIA IN FORTE CRESCITA

Dati in miliardi di euro. (Fonte: Banca centrale europea)

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L’andamento della curva dei rendimenti è in ogni caso una delle prove di quanto sia stato determinante, anche se insufficiente, l’intervento della Bce e la sua “nuova” flessibilità. La base monetaria – banconote più depositi presso la Bce – è passata da 3.164 miliardi di fine marzo a 3.413 miliardi di fine maggio, con un incremento del 7,8%. Tra luglio 2019 e marzo 2020 aveva oscillato attorno alla media di 3.148 miliardi.

Un boom di prestiti

LA CORSA DEI PRESTITI ALLE AZIENDE

Dati in miliardi di euro. (Fonte: Bce)

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Il particolare tipo di interventi varati dalla Bce, che aveva nel mirino l’economia reale e il credito alle aziende non finanziarie, hanno fatto sì – insieme alle misure prese dai governi e alle necessità delle imprese stesse - che questa base monetaria si trasformasse in prestiti alle imprese, in forte accelerazione, dopo una fase di relativa frenata, negli ultimi mesi (+1,5% a febbraio, +4% a marzo, +5,1% ad aprile).

Offerta di moneta più veloce

L'OFFERTA DI MONETA - M1

Variazione percentuale annua. (Fonte: elaborazione su dati Bce)

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L’offerta di moneta (M1) è così salita rapidamente, sospita dai maggiori depositi che sono l’effetto dei maggiori prestiti concessi, e forse anche il segno lasciato dai maggiori risparmi delle famiglie che hanno mantenuto i propri redditi e che da una parte erano impossibilitate a spendere per il lockdown e dall’altra hanno così reagito alle crescenti incertezze sul proprio futuro.

Inflazione in calo

L'INFLAZIONE IN EUROLANDIA

Variazione annua in percentuale. (Fonte Eurostat)

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Più prestiti e maggior moneta in circolazione aiuteranno Eurolandia – sia pure con velocità e tempi diversi – ad affrontare la recessione e la ripresa, che si preannuncia relativamente lenta, e le pressioni deflazionistiche. Il primo trimestre del 2020, solo parzialmente colpito dall’epidemia, già segnalava una forte contrazione dell’attività economica rispetto al trend.
I prezzi, intanto, hanno rallentato e se l’inflazione “core” non segnala ancora una vera frenata, il motivo va cercato molto probabilmente nel fatto che gli istituti di statistica hanno proiettato nel presente i prezzi del passato che non si sono formati a causa della chiusura di molte attività.

Le attese per la riunione di giugno
Il livello delle sfide e il successo incoraggiante ma parziale delle misure prese finora consigliano quindi la Bce a intervenire presto. Le attese vanno verso un ampliamento, se non altro temporale, del Pepp, il piano pandemico di acquisto di titoli, ma non manca chi si aspetta anche un ulteriore taglio dei tassi di dieci punti base.


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