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Perché le prossime elezioni sono cruciali

Se Draghi ha ribadito nei giorni scorsi che, il prossimo, sarà un autunno complesso, la situazione potrebbe peggiorare ancor più da gennaio

di Giancarlo Mazzuca

Meloni la spunta, chi ha piu' voti indichera' premier

2' di lettura

Come se nulla fosse. Sarà stato il caldo torrido delle scorse settimane, sarà stato il bisogno di distrarsi di tantissimi italiani che, mai come quest'anno, hanno desiderato le vacanze, ma la campagna elettorale in vista del voto del 25 settembre sembra partita piuttosto in sordina perché finora non sono stati veramente affrontati i grandi temi sul tappeto. Tutto sta procedendo in modo piuttosto “soft”, come se in ballo non ci fosse una situazione particolarmente delicata come l'attuale. Eppure mai come le prossime elezioni sono importanti per il Belpaese con le tante incognite che incombono sulle nostre teste. In un quadro così confuso ed incerto come l'attuale tutto diventa, in effetti, complicato. È il caso dell'incognita-Draghi: cosa farà Super Mario da ottobre? C'è, poi, grandissima incertezza sul fronte economico anche se gli ultimi dati del Pil sul secondo trimestre dell'anno sono positivi: basti pensare all'inflazione che ha toccato livelli mai raggiunti dal 1986 con gli evidenti contraccolpi sui prezzi dei prodotti alimentari – e del pane, in particolare - che stanno risentendo delle conseguenze della guerra in Ucraina. Per tanti aspetti, siamo quasi alla canna del gas considerando i rincari registrati dai prodotti energetici con l'impennata di tutte le bollette.

Qualsiasi decisione prendiamo, restano quindi molte incognite all'orizzonte e si attendono nuovi aumenti dei tassi dopo quello appena varato dalla Bce. Di questo passo, rischiamo anche di registrare pesanti contraccolpi sul «made in Italy» che, per il momento, ha tenuto.

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E, come se non bastasse tutto ciò, l'Italia deve pure sostenere il macigno del debito pubblico che sta continuando a lievitare. Si aprono, insomma, baratri profondi anche perché non abbiamo ancora messo in soffitta il Covid con le sue nuove varianti. Ecco perché ci troviamo di fronte ad un'emergenza a 360 gradi che fa il paio con l'incertezza politica che il voto del 25 settembre rischia di non dissipare.

Per tutte queste ragioni, diversi osservatori sono d'accordo sul fatto che i partiti stanno un po' sottovalutando l'estrema gravità della situazione e continuano ad impostare una campagna elettorale d'ordinaria amministrazione (o quasi) quando invece non lo è. E diversi candidati «in fieri» stanno così sottovalutando la gravità dell'emergenza nei primi dibattiti elettorali sotto l'ombrellone. Dovremmo, invece, ascoltare con sempre maggiore attenzione i ripetuti allarmi del Fondo monetario che, per il prossimo anno, ha previsto uno scenario molto difficile con una recessione internazionale sempre più grave, una situazione che per l'Italia si tradurrebbe in una crescita zero, addirittura sottozero. Se Draghi ha ribadito nei giorni scorsi che, il prossimo, sarà un autunno complesso, la situazione potrebbe peggiorare ancor più da gennaio con il pericolo dietro l'angolo di finire nel Grande Freddo, un freddo glaciale che potrebbe farci rimpiangere il caldo torrido di queste settimane.


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