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Perché la ricchezza finanziaria non teme né la guerra né l’inflazione

Nel 2021 secondo Bcg ha messo a segno una crescita a due cifre raggiungendo nel mondo i 530 trilioni di dollari. Nella top ten per paese gli Stati Uniti sono al primo posto, l’Italia è ottava

di Lucilla Incorvati

La sostenibilità e il ruolo della consulenza finanziaria

6' di lettura

La ricchezza finanziaria nel mondo continua a crescere e nel 2021 ha raggiunto la cifra monstre di 530 trilioni di dollari. Non solo. Il 2021 ha messo a segno il tasso annuale di crescita più alto (+10,6%) in oltre un decennio e la creazione di 26 mila miliardi di dollari di nuovi patrimoni privati. Così, nonostante alcuni elementi geopolitici ed economici destabilizzanti come l’inflazione e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, nei prossimi cinque anni si prevede la creazione di nuova ricchezza per circa 80 mila miliardi di dollari. Sono queste alcune delle principali evidenze della 22esima edizione del report “Global Wealth 2022” di Boston Consulting Group (BCG) che fa il punto sul comparto della gestione patrimoniale globale.

IL CONFRONTO
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Due scenari possibili

La crescita della ricchezza finanziaria globale nel 2021 è stata alimentata dalla forza dei mercati azionari e da un’impennata della domanda di asset reali. Se l’inflazione e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia a livello generale non limiteranno la crescita del comparto (nei prossimi 5 anni è attesa la creazione di nuova ricchezza per circa 80.000 miliardi di dollari), tuttavia quest’ultima determinerà per il futuro del comparto due possibili scenari: uno base e l'altro dovuto a eventuali effetti prolungati del conflitto. Secondo le stime di Bcg lo scenario base prevede un impatto sul Pil mondiale per il 2022 e il 2023, con un inizio di ripresa nel 2024. Stessa cosa succederà al mercato dei capitali, che tornerà ai livelli pre-guerra nel 2025. È prevista un'impennata dell'inflazione nel corso del 2022, che si appiattirà dal 2023. Infine, si prevede che le sanzioni rimarranno fino al 2025, quando anche i beni congelati saranno sbloccati. La riconnessione a SWIFT è prevista nel 2026, mentre rimarranno congelati gli asset delle banche centrali.

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Gli effetti prolungati della guerra appesantiscono il quadro

Se invece ci saranno effetti prolungati per la guerra, lo scenario ipotizzato prevede un impatto più forte sul Pil, con il 5% di mancata crescita della ricchezza a livello globale nel 2022 rispetto allo scenario base, il 10% nel 2023 e il 7% nel 2024. Anche le previsioni sull'inflazione sono peggiori: è prevista dell’8% nel 2022 e del 13% nel 2023 e nel 2024. I tassi d'interesse sono in linea con lo scenario base, ma avranno un aumento più marcato (+5%) nel 2023 e 2024. La durata delle sanzioni sarà più lunga e il rilascio dei beni congelati è previsto per il 2026.

SEGMENTI DI RICCHEZZA IN ITALIA
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I segmenti della ricchezza

Lo studio prende in esame la ricchezza finanziaria definita come la ricchezza totale, esclusi gli asset reali e le passività, detenuta da individui adulti (18+) che sono suddivisi in sei segmenti: i Mass con patrimoni fino a 250mila euro, gli affluent, ovvero individui con patrimoni dai 250mila dollari al milione, i lower Hnwi (high net worth individual) con patrimoni dal milione ai 20 milioni, gli UpperHnwi con patrimoni dai 20 ai 100 milioni e infine gli Ultra Hnwi con ricchezze finanziarie oltre i 100milioni. Stando ai dati, ben il 43% del patrimonio finanziario nel 2021 è detenuto dai milionari, ma una larga parte della ricchezza appartiene ai cosiddetti clienti affluent e mass, gli individui con una ricchezza che arriva al milione.

La crescita nei prossimi cinque anni

Nei prossimi 5 anni i vari segmenti seguiranno trend diversi: rimarrà stabile il numero dei milionari con patrimoni dai 20 ai 100 milioni di dollari USA e degli affluent, crescerà invece dell'1% il numero di individui con patrimoni maggiori di 100 milioni e con patrimoni da 1 a 20 milioni, mentre diminuiranno dell'1% i clienti mass. L’analisi prende in esame anche gli asset reali (comprensivi di beni immobili, beni di consumo durevoli e oggetti di valore come l’oro e altri metalli valutati ai prezzi correnti) e le passività (prestiti con carta di credito, mutui ipotecari e altri prestiti a breve e lungo termine).

Top ten mondiale: Stati Uniti primi

Nonostante l'attuale situazione geopolitica e trainato dalla ripresa economica post-Covid-19, tra il 2020 e 2021, il patrimonio finanziario globale ha registrato tassi di crescita a due cifre per la prima volta in oltre 20 anni. Il primo paese al mondo per ricchezza sono gli Stati Uniti, seguito dalla Cina, al terzo posto si colloca il Giappone, segue il Regno Unito, la Germania, Francia, al settimo il Canada. L'Italia è l'ottavo Paese per ricchezza finanziaria. Completano la top ten Australia e Taiwan. Ricchezza finanziaria, pool di asset reali e passività sono cresciuti dal 2016 al 2021, raggiungendo in totale i 13.200 miliardi di dollari Usa. Negli Stati Uniti la ricchezza finanziaria alla fine del 2021 ha totalizzato 119 mila miliardi di dollari. Sono comprese tutte le attività finanziarie liquide (depositi, azioni quotate, assicurazioni sulla vita e pensioni private, fondi di investimento, reddito fisso e altre classi di attività minori) e tutte le attività finanziarie non liquide (azioni non quotate di società pubbliche che tuttavia non sono negoziate o altre partecipazioni sotto forma di azioni a responsabilità limitata, comprese le partecipazioni in società di persone, ecc.) sia per attività detenute onshore sia per quelle cross-border.

Italia in ottava posizione

La ricchezza finanziaria del nostro Paese ha raggiunto invece i 6.000 miliardi di dollari Usa, gli asset reali 8.100 miliardi e le passività i 900 miliardi di dollari. A livello europeo nel 2021 il peso del nostro Paese in termini di ricchezza finanziaria è stato dell’11,3%, del 12,3% degli asset reali e il 6,6% delle passività dell'Europa Occidentale.L'analisi Bcg stima 431 mila italiani milionari, cioè persone che detengono un patrimonio di almeno un milione di dollari in ricchezza finanziaria, quasi l'1% della popolazione adulta. Se si guarda poi al segmento degli Ultra High Net Worth, gli individui che detengono un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari di ricchezza finanziaria, in Italia se ne contano 2.100.

LA TOP TEN
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Lo sviluppo del comparto

Lo sviluppo del comparto Wealth è straordinariamente resistente e, anche in un contesto di turbolenze geopolitiche, il tasso di crescita rimane positivo. Sebbene questa stabilità offra enormi opportunità ai gestori patrimoniali, questi dovranno compiere scelte strategiche per rimanere competitivi. I clienti del settore patrimoniale, infatti, sono sempre alla ricerca di offerte e servizi innovativi e che tengano conto degli attuali cambiamenti: Net-Zero, criptovalute, personalizzazione dell'offerta e digitale. La domanda che i gestori patrimoniali si trovano a porsi oggi non è a quali iniziative dare priorità, ma come implementarle tutte al meglio.

Net-Zero, imperativo immediato

Gli investimenti sostenibili stanno crescendo a un ritmo da tre a cinque volte superiore a quello degli investimenti tradizionali ed entro il 2026 potrebbero rappresentare dall’8% al 17% della ricchezza investita privatamente, rispetto all’attuale 4%-11%. Sebbene si tenda a pensare all'impatto netto zero come a un obiettivo da raggiungere entro il 2050, il rapporto osserva che i gestori patrimoniali devono agire immediatamente per integrare gli investimenti sostenibili nell’intero ciclo di vita del cliente.

Mondo Cripto poco sperimentato dai gestori tradizionali

Quello delle Cripto è un mercato non sfruttato dai gestori tradizionali. Quelli non tradizionali gestiscono attualmente fino a 1.000 miliardi di dollari di ricchezza derivante da criptovalute e la capitalizzazione di questo mercato potrebbe aumentare da quattro a cinque volte entro il 2030. L’opportunità per i gestori patrimoniali è chiara: quasi l’80% dei clienti intervistati si è dichiarato aperto a prendere in considerazione l’aumento delle proprie partecipazioni in criptovalute se i gestori patrimoniali offrissero servizi di consulenza e formazione. I due terzi dei clienti che hanno affidato i loro investimenti in cripto a terzi, non pensavano che i propri gestori patrimoniali offrissero questo tipo di servizio.

La personalizzazione come motore della crescita Top-Line

Strumenti per la personalizzazione delle offerte e delle interazioni permettono ai gestori patrimoniali di registrare tassi di soddisfazione dei clienti più elevati e tassi di abbandono più bassi rispetto agli altri, oltre a una crescita annuale superiore al 10%. Tuttavia, una nuova offensiva si apre all’orizzonte, quella degli operatori digitali.

I leader digitali minacciano gli operatori tradizionali

La gestione patrimoniale digitale e la crescita dei finanziamenti privati nel settore del wealth tech sono in netto aumento, così come lo saranno le società di gestione patrimoniale digitale, che attireranno 14,5 miliardi di dollari di finanziamenti nel 2021 (l’11% del totale degli investimenti globali). Questi nuovi operatori minacciano il monopolio di quelli tradizionali. Oltre a costi più bassi e tassi di innovazione superiori, le società di gestione patrimoniale digitale registrano una crescita più rapida del numero dei clienti. Per contrastare questi competitor i gestori tradizionali devono attuare nuove strategie.


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