Interventi

Perché sono le idee originali a muovere il mondo

di Piero Formica

3' di lettura

Le idee originali muovono il mondo. In Italia esse fuggono dal paese sulle gambe e con la testa dei loro ideatori. Le città gratificate dal successo economico sono da esso fortemente dipendenti. Le idee sono sottomesse al vaglio degli esperti che le giudicano secondo le regole dettate dalla consuetudine. Il settore di riferimento è la regola aurea. Accade che le idee accettate e promosse sono quelle che ben aderiscono a uno dei settori caratterizzanti la comunità. Gli ideatori che si trovano fuori del perimetro settoriale non possono avere voce e, se mai la prendono, sono costretti alla fuga. In Italia, è questo lo scenario in cui si svolge l'azione dell'ideatore.
Ideando, creiamo e compiano un atto di ribellione. Abbiamo l'elettricità non perché si sono apportati miglioramenti continui all'industria delle candele, ma avendo ideato soluzioni fuori dalla falsa identità tra prodotto (candela) e funzione (far luce, illuminare). Ideare è un lume, cioè la sorgente che rischiara, che permette di distinguere la funzione dal prodotto. L'ideatore è dotato di un carattere prosiliente e versatile, addestrato a vivere nella certezza dell'incertezza, ideando gli scenari più diversi e disegnando le azioni da mettere in atto. Combina scienza e imprenditorialità, e entrambe con la natura, perseguendo una conoscenza molteplice e sfaccettata associata alla capacità di salire in alto, vedere oltre e poi saltare e fare balzi in avanti. Spinti dal talento, gli ideatori volano alto come Icaro. Se i raggi del sole sciogliessero la cera usata per riparare le ali, essi individuerebbero un difetto di progettazione o di fabbricazione e cercherebbero un rimedio.
Gli ideatori sono figure rappresentative di epoche che vanno dal Rinascimento all'Illuminismo, il “lungo Settecento” (1685-1815) – un arco temporale che ha prodotto profonde discontinuità. Sono i protagonisti della rivoluzione cognitiva del XXI secolo, impegnati in ampi e svariati campi di studio e di lavoro, applicando modelli mentali che li collegano. Come i tre principi di Serendip (l'antico nome dello Sri Lanka), fanno scoperte, per caso e sagacia, di cose che non cercavano. Per praticare la serendipità, crescono inquieti. Il loro desiderio è di continuare a muoversi perché non si può inciampare in qualcosa di inaspettato stando fermi. Il cuore della nostra era batte al ritmo di queste avanguardie formate da educatori, scienziati, artisti, letterati, innovatori e imprenditori: gli atleti del progresso sociale alimentato da uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell'ambiente.
Gli esperti accrescono le competenze, sfruttando l'esperienza accumulata per innovare con il vincolo del mantenimento delle strutture esistenti. Legando un paio d'ali a quelle strutture, alcuni innovatori incrementali pensano di aver costruito un aereo, ha osservato ironicamente il professor Clayton Christensen, il noto autore de Il dilemma dell'innovatore. Sono gli ideatori che si reinventano ponendosi delle domande e scoprendo poi delle risposte originali che generano un lavoro che gli umani faranno meglio dell'algoritmo. L'ideatore trasporta i pensieri da una mente all'altra. Grande viaggiatore al pari del filosofo e scienziato René Descartes (1596-1650), egli apre il “grande libro del mondo” interagendo con persone di diversi temperamenti e di tutti i ceti sociali. Lo scambio reciproco allarga il campo della conoscenza e rafforza la consapevolezza di quanto ancora resti da scoprire.
Non aggrappandosi alla ragione sostenuta dai fatti, gli ideatori aspirano ad essere persone che vagano nell'incertezza e nel dubbio. Questa qualità, che il poeta britannico John Keats (1795-1821) ha definito “capacità negativa”, attribuendola in massima misura a William Shakespeare (1564-1616), è il letto caldo della rivoluzione cognitiva che segue quella digitale. Come avvenne nel Rinascimento, l'impulso intellettuale degli ideatori è un inedito modo di creare; ci fa vedere il mondo con occhi nuovi. I punti di vista alternativi degli ideatori prima si scontrano e poi convergono, attraverso la flessibilità cognitiva, su uno scenario che apre possibilità impensabili. C'è in embrione un alto tasso di natalità imprenditoriale nelle scienze della vita, nell'energia e nelle cleantech in grado di portare effetti benefici a tutto il mondo vivente. Al pari delle tartarughe marine, gli ideatori esplorano luoghi lontani e poi depongono le uova (idee e progetti) a casa. Sempre che non siano i soliti esperti a governare la loro comunità.
piero.formica@gmail.com

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