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Perché la sostenibilità sarà prioritaria nella ripartenza post Covid-19

Imprese (come Enel, Blackrock e Kpmg), istituzioni europee ed enti (Asvis) concordi: la scelta green è obbligata e non sarà fermata dalla pandemia

di Laura La Posta

Il nuovo EU Next generation plan europeo è incentrato sulla sostenibilità

Imprese (come Enel, Blackrock e Kpmg), istituzioni europee ed enti (Asvis) concordi: la scelta green è obbligata e non sarà fermata dalla pandemia


5' di lettura

«Sbaglia clamorosamente chi pensa che la sostenibilità passerà in secondo piano nella ricostruzione dell’economia mondiale post Covid-19: è un percorso senza ritorno, per fortuna». Nessun dubbio da parte dell’amministratore delegato Enel, Francesco Starace, intervenuto al secondo live streaming 2020 dell’Asvis. Anzi, sdegno verso il sentiment che si sta diffondendo nel nostro Paese: che servano le mani libere dalla “burocrazia ambientalista” per far ripartire l’economia.

Enel: indietro non si torna

«La sostenibilità è intrinsecamente resilienza, competitività e riduzione del rischio: proprio quello di cui abbiamo bisogno per uscire dalla crisi economica scatenata dalla pandemia», ha rincarato la dose Starace, dall’alto del suo primato: unico italiano nel board del Global Compact Onu, il club delle imprese più green al mondo, e unico rappresentante del settore energia. Lui l’ha coltivata fin dal 2008 (quando fece partire l’avventura di Enel Green power) e ora può gustarla, l’uva della sostenibilità, mentre le volpi che sono sotto i filari troppo alti dicono che è acerba, come nella favola attribuita a Esopo.

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Pochi giorni prima, uno dei suoi top manager, il direttore Innovability (Innovazione e sostenibilità) del Gruppo Enel, Ernesto Ciorra, esprimeva lo stesso concetto al lancio del Master in gestione della sostenibilità aziendale di 24 Ore Business school (al via il 19 giugno). Ma lo faceva da poeta, qual è (con quattro raccolte di poesie pubblicate all’attivo): citando Pier Paolo Pasolini, folgorante pioniere della differenza sostanziale fra sviluppo e progresso. Il vero progresso, inteso come elevazione umana e morale per innalzare la qualità della vita, è solo nel segno della sostenibilità, mentre lo sviluppo apre le porte al consumismo e al pragmatismo economico, scriveva Pasolini , nella raccolta «Scritti corsari» del 1975.

Per progredire - ha poi spiegato sempre poeticamente Ciorra - Enel ha portato avanti un piano di apoptosi, il programma di morte cellulare programmata che consente agli alberi e agli esseri viventi di rigenerarsi: eliminati tutti i miliardi di investimenti allocati in precedenza su fonti fossili e rotta sulle rinnovabili e la smart city (con investimenti per 28,7 miliardi di euro previsti tra il 2020 e il 2022).

Indietro, per Enel, non si torna. E i risultati le stanno dando ragione: il gruppo è il più grande player continentale fra le utility (e fra i big mondiali) e gli investitori ne riconoscono il valore, come dimostrato dal successo di due strumenti finanziari emessi da pioniere internazionale: prima i green bond e poi il primo General Purpose SDG linked corporate bond al mondo, che ha raccolto quattro miliardi e mezzo di euro sul mercato Usa e su quello europeo per finanziare il raggiungimento di tre Sdg (Sustainable development goal) dell’Onu.

Blackrock: la sostenibilità è diventata sostenibile

Il successo di questi strumenti finanziari innovativi green non è un caso: il mercato ha fame di investimenti sostenibili, giudicati meno rischiosi sul medio-lungo periodo. La finanza sostenibile, basata su criteri Esg (Environmental, social, governance), è decollata con la svolta etica di Blackrock, la più grande società di investimenti al mondo, resa molto visibile nella lettera annuale agli investitori del nuo numero uno, Larry Fink.

«Investire su una società non sostenibile costituisce un rischio troppo forte perché la sostenibilità è sinonimo di resilienza e garantisce ritorni più stabili nel tempo, anche se non necessariamente più remunerativi; tuttavia, soprattutto in questa fase di nervosismo e incertezza dell’era Covid-19, l’abbassamento dei rischi è un parametro di crescente importanza». Così si è espresso Giovanni Sandri, Country head di Blackrock, alla citata presentazione del master.

Infatti, un recente studio di Blackrock evidenzia che i fondi d’investimento sostenibili sconfiggono il Covid-19 sia sul versante della raccolta di nuovi investimenti sia su quello della performance, rispetto ai fondi “tradizionali”. Nel primo trimestre 2020, i flussi sostenibili globali di fondi comuni ed Etf hanno totalizzato 40,5 miliardi di dollari, in aumento del 41% anno su anno. «E il trend è continuato anche in piena pandemia, ad aprile e maggio: io dico, con uno slogan, che la sostenibilità è diventata sostenibile, anche per la finanza», ha spiegato Sandri.

Kpmg: tempo di accelerare sulla rendicontazione

La sostenibilità conviene non solo agli investitori e alle aziende quotate (oltre che al pianeta e ai cittadini), ma anche alle imprese non quotate. «Una leva valida per intraprendere un percorso verso un’autentica svolta verso l’economia circolare è la rendicontazione, perché misurando l’impatto ambientale, sociale ed economico dell’impresa si può elaborare una corretta strategia per ridurlo», ha rilevato alla presentazione del master citato Pier Mario Barzaghi, partner della società di consulenza Kpmg e pioniere della sostenibilità in Italia.

Con il decreto legislativo 254/2016 di attuazione della direttiva Ue sulle informazioni non finanziarie, il documento di rendicontazione di sostenibilità (meglio se un report vero e proprio o un bilancio integrato civilistico-di sostenibilità) è diventato obbligatorio anche in Italia, per le imprese quotate e quelle di grandi dimensioni di interesse pubblico. Una platea di 500 società circa, nel nostro Paese.

«Troppo poco: la platea è ancora insufficiente per poter avere un effetto sistemico - ha detto Barzaghi -. Per fortuna, ci sono ora discussioni in atto a livello europeo per estendere l’obbligo di rendicontazione alle medie imprese non quotate. L’Unione europea è molto attiva sulla sostenibilità: è in svolgimento anche la consultazione della Banca centrale europea sull’operato delle banche in tema di climate change. Un’ottima mossa, che attira l’attenzione sull’urgenza di frenare i cambiamenti climatici in atto: anche la finanza può fare la sua parte».

Ue: aiuti economici vincolati alla sostenibilità

«Non indietreggiamo di un passo sulla politica europea incentrata sull’economia green: il Green new deal è ancora valido, anche in fase di pandemia, e il nuovo Next generation EU plan avrà fondi vincolati al raggiungimento di obiettrivi di sostenibilià, suprattutto in questi settori: edilizia, automotive, mobilità pubblica». Così si è espresso Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, nel corso del primo live 2020 Asvis.

Il bazooka europeo anticrisi da oltre 750 miliardi di euro avvantaggerà chi elaborerà progetti per l’economia di nuova generazione, che è necessariamente sostenibile. «Bisogna investire sull’industria futura, non su quella fossile del passato - ha detto Timmermans in un italiano perfetto, nel corso del webinar -. Anche perché stiamo consumando risorse della prossima generazione, mettendo un debito sostanziale sulle spalle dei nostri figli, ed è giusto potergli dire che lo abbiamo fatto per garantirgli un futuro, non per garantire alla generazione passata di poter vivere ancora di rendita su un passato inquinante e non in equilibrio con la natura».

L’arsenale europeo può contare anche sugli i nvestimenti della Bce, che ha confermato la svolta green con sostegno principalmente a progetti relativi all’economia circolare e a quelli che hanno un impatto per accelerare la lotta ai cambiamenti climatici, ha confermato la presidente Christine Lagarde il 23 gennaio, nel corso di un consiglio direttivo di portata storica.

Asvis: si riparte solo con la sostenibilità

Altro che Caporetto della sostenibilità, quindi: i fondi europei e gli investimenti premieranno sempre più progetti e imprese attive nell’economia circolare. Lo ricorda E nrico Giovannini, portavoce della grande alleanza della società civile e del mondo della ricerca, della formazione e delle imprese Asvis.

«Dopo la pandemia, si ripartirà solo impiegando la leva della sostenibilità - ha detto nel corso del primo live event 2020 Asvis -. L’Unione europea ci indica ancora una volta la via, che è green. Anche la Banca europea degli investimenti (Bei) ha annunciato che non finanzierà più progetti relativi all’energia fossile. Non possiamo fermarci ora o fare passi indietro con la scusa della pandemia da coronavirus. Come ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, prima o poi arriverà il vaccino per il Covid-19, ma non quello per il climate change. Il futuro dipende da ciascuno di noi. E dovremo rendicontare ai nostri figli le scelte che stiamo facendo oggi, meglio se puntando su priorità che a loro interessano».

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