ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl nuovo ordine eurasiatico

Perché i summit Sco (con Putin e Xi) sono così importanti anche per noi

Gli otto Paesi della Shanghai Cooperation Organisation raggruppano il 40% della popolazione globale e oltre il 30% del Pil planetario. Tutto sulla Sco

di Enrico Marro

(AFP)

3' di lettura

È la maggiore istituzione regionale del pianeta, con il 40% della popolazione mondiale e oltre il 30% del Pil globale. Una specie di Ocse eurasiatica, che promuove commercio e cooperazione economica tra i suoi membri e li connette ai mercati di Stati Uniti ed Europa.

Ovvio che con lo spostamento del baricentro economico mondiale in Estremo Oriente, i summit della Shanghai Cooperation Organisation (Sco) - che include tre dei “Bric” - siano diventati sempre più importanti anche per il resto del mondo, alla ricerca di nuovi equilibri geopolitici.

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Senza parlare dell’ultimo summit, tenutosi a Samarcanda, importante cartina di tornasole per capire - nel bel mezzo della guerra in Ucraina che ha isolato la Russia dall’Occidente - in che misura Xi Jinping continui ad appoggiare il sogno eurasiatico di ridisegnare il mondo nel nome del multilateralismo, caro a Putin.

Vediamo allora quando è nata e come funziona quest'importante istituzione.

Quando è nata la Shanghai Cooperation Organisation?

È stata fondata il 26 aprile 1996 con il nome di “Gruppo Shanghai Five”: all'epoca ne facevano parte Cina, Russia, Kazakhstan, Kyrgyzstan e Tajikistan.

Già l’anno successivo, per la precisione il 20 maggio 1997, gli allora presidenti russo Boris Eltsin e cinese Jiang Zemin firmarono una dichiarazione congiunta per lavorare a un «mondo multipolare», nonostante si fosse nel pieno del boom della globalizzazione (o forse proprio per questo). Nel 2001 entra nel gruppo un sesto Paese, l’Uzbekistan.

Progressivamente quella che da allora si chiama Shanghai Cooperation Organisation si allarga a otto membri, gli ultimi dei quali di grande peso.

I MEMBRI
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Chi fa parte della Shanghai Cooperation Organisation?

Al momento otto: Cina, Russia, India, Pakistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan e Uzbekistan. Gli ultimi entrati sono India e Pakistan, membri del gruppo dal 2017.

A questi si aggiungono quattro Paesi “osservatori”, esterni all’organizzazione: Iran e Bielorussia (che hanno avviato la procedura di adesione), Afghanistan e Mongolia.

E nove “dialogue partners”, ancora più esterni: Arabia Saudita, Armenia, Azerbaijan, Cambogia, Egitto, Nepal, Qatar, Sri Lanka e Turchia.

La Sco è isolata o integrata a livello internazionale?

La Shanghai Cooperation Organisation ha stabilito relazioni diplomatiche ufficiali tra l’altro con l’Onu (nel 2004), con il Commonwealth (nel 2005) e con l’Association of Southeast Asian Nations (l’Asean, nel 2006).

Quali sono gli obiettivi della Sco?

Come ha dichiarato a suo tempo l’ex segretario generale Rashid Alimov, la Sco è stata istituita come associazione multilaterale per assicurare sicurezza e stabilità nella vasta regione eurasiatica, unire le forze per affrontare sfide e pericoli, promuovere il commercio e la cooperazione umanitaria e culturale.

Ogni quanto tempo si tengono i summit della Sco?

Ogni anno. L’ultimo summit si è tenuto di recente a Samarcanda, in Uzbekistan, e ha rappresentato un'importante cartina di tornasole per cercare di capire in che misura Xi Jinping appoggi la guerra in Ucraina, che ha isolato la Russia dal mondo occidentale.

Al di là delle apparenze e dei protocolli ufficiali, su questo delicato punto le analisi di esperti e politologi sono state discordanti. Anche se in molti hanno sottolineato la presa di distanza di Xi Jinping dalla politica estera voluta da Putin, con Pechino che moltiplica gli appelli al dialogo tra Kiev e Mosca.

Cosa avviene ai summit della Sco?

Le attività si concentrano su sicurezza, cooperazione militare ed economica.

Sul fronte della sicurezza, per esempio, al summit del giugno 2004 in Uzbekistan venne istituita la Regional Anti-Terrorist Structure, mentre il 21 aprile 2006 fu annunciata una cooperazione tra i Paesi membri contro il traffico di droga transfrontaliero. Numerose le esercitazioni militari congiunte decise nei summit, in particolare tra Cina e Russia.

In crescita anche la cooperazione economica. Al summit di Yekaterinburg (Russia) del 16 giugno 2009, per esempio, la Cina annunciò prestiti da 10 miliardi di dollari agli altri Paesi membri per fare fronte alla crisi finanziaria globale innescata dal fallimento di Lehman Brothers.

Nel summit del 2019 a Bishkek (Kyrgyzstan), il primo ministro pakistano Imran Khan ha chiesto di utilizzare per gli scambi commerciali tra i Paesi membri le valute nazionali anziché il dollaro, istituendo anche una banca regionale Sco.

Dove si terrà il prossimo summit?

Il summit 2023 della Shanghai Cooperation Organisation verrà organizzato a Nuova Delhi, capitale dell’India.


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