risparmio tradito

Perde 75mila euro con la società di trading online pirata Cfm-capital

di Federica Pezzatti

(Adobe Stock)

3' di lettura

Sono stato truffato dalla società di trading fittizia Cfm-capital. Ho versato complessivamente 75.050 euro, da maggio ad agosto di quest'anno, tramite la mia banca, con bonifici verso varie banche estere del Nord Europa su indicazione di detta società fittizia. Nella piattaforma era indicata addirittura la cifra di 163.180,15 euro, comprendente il mio capitale versato e delle plusvalenze fittiziamente guadagnate. Poi è sparita la piattaforma, la e –mail di detta società truffaldina e il suo numero telefonico . Ho presentato denuncia alla Procura della mia città con richiesta di rogatoria internazionale su consiglio della polizia postale. La mia banca ha richiesto «charge back». Che cosa posso fare?
Riccardo
(via e-mail)

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«In base a quanto riferito dal lettore ritengo che la procedura attivata di charge back non sia la strada migliore - spiega l’avvocato Massimiliano Elia –. Questa soluzione è efficace quando le operazioni sono eseguite tramite un circuito di carte di credito mentre il lettore ha effettuato i versamenti tramite la propria banca con bonifici». Come spiega il legale, in questi casi è necessario verificare prima di tutto la documentazione contrattuale che il cliente ha sottoscritto prima di operare sulla piattaforma e verificare se le operazioni eseguite tramite la propria banca si possano configurare o meno come intermediazione, questo al solo scopo di poter far valere una eventuale corresponsabilità (omessa vigilianza su operazioni estere sospette). «In secondo luogo è necessario verificare se la società di trading abbia una stabile organizzazione sul territorio italiano ( piccolo ufficio operativo) - spiega Elia -, per valutare la possibilità di radicare un'azione giudiziaria nell'ambito della giurisdizione e competenza dei Tribunali italiani (nel qual caso si potrebbe ipotizzare un'azione cautelare/ sequestro conservativo) nel tempo necessario a che la rogatoria internazionale possa estendere i suoi effetti». Infine è necessario tempestivamente presentare un esposto alla Consob affinchè blocchi l'autorizzazione della società a operare sul territorio italiano e si attivi per la segnalazione con gli altri enti degli altri paesi. Questi, secondo il legale, i primi consigli di “pronto soccorso”, occorrerà poi esaminare attentamente i documenti per dare una valutazione più puntuale. Il sito a cui il lettore fa riferimento rientra tra quelli che sono stati oscurati dalla Consob il 15 novembre, quando l'autorità si è avvalsa dei poteri derivanti dal “decreto crescita” (legge numero 58 del 28 giugno 2019, articolo 36, comma 2-terdecies), in base ai quali Consob può ordinare ai fornitori di servizi di connettività a internet di inibire l'accesso dall'Italia ai siti web tramite cui vengono offerti servizi finanziari senza la dovuta autorizzazione. Riportiamo qui di seguito l'elenco delle società e dei siti oscurati: waltika partners Ltd (https://imperial-finance.io); CobraCFD Ltd (www.c0bracfd.com e www.cobracfd.biz/it); Alfa Financial, Zurich Corporation e lsystems LTD (https://web.zurichcorporation.com); Energy Capital Group Eood (www.omegafx.io) e infine Crypto Consultancy Ltd (www.cfmcapital.com) appunto. Sale così a 83 il numero dei siti oscurati da luglio scorso, da quando cioè Consob ha acquisito il potere di ordinarne l'oscuramento. Ricordiamo anche che i provvedimenti con i quali è stato ordinato alle suddette società la cessazione dell'attività abusiva sono consultabili sul sito www.consob.it. Ora sono in corso le attività di oscuramento dei siti da parte dei fornitori di connettività a internet, che operano sul mercato italiano e sono necessari di solito per rendere operativo il provvedimento circa 10 giorni. Consob, a cui abbiamo inviato questa lettera, richiama l'attenzione dei risparmiatori sull'importanza di effettuare le proprie scelte di investimento in modo accorto e consapevole, adottando precauzioni di buon senso, come per esempio la verifica preventiva che l'operatore tramite cui si investe sia autorizzato. A tal fine Consob ricorda che sul sito www.consob.it è presente in homepage la sezione “Occhio alle truffe!”, dove sono presenti informazioni utili a mettere in guardia l'investitore contro gli operatori abusivi. Il problema dei siti abusivi riguarda anche il settore assicurativo.

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