Cassazione

Perdono la convenzione con la Asl i medici gemelli che si scambiavano i pazienti

Uno si dedicava all’attività di medico di base curando anche gli assistiti del gemello che era così libero di svolgere l’attività privata come dentista. La Suprema corte mette la parola fine ad una storia che aveva attirato l’attenzione dei media

di Patrizia Maciocchi

(Francesco Fotia / AGF)

1' di lettura

Perdono la convenzione con la Asl i due medici gemelli che avevano adottato un sistema, grazie al quale uno si sostituiva all’altro nella cura dei pazienti come medico di base, lasciando il gemello libero di svolgere attività privata come dentista. Una storia, arrivata agli onori della cronaca nel 2012 per un servizio di Striscia la Notizia, che trova ora il suo epilogo con la sentenza della Cassazione 2405, sezione Lavoro, che conferma la legittimità di provvedimenti disciplinari adottati dalla Asl.

Per la Suprema corte i comportamenti erano riconducibili a quanto diffuso dai media. Un fratello provvedeva alla cura anche dei pazienti del gemello «nell’unico studio dei due, pur titolari di due distinte convenzioni implicanti l’uso di due studi medici, attrezzato per lo svolgimento dell’attività convenzionata, mentre quest’ultimo attendeva presso altro studio alla propria attività libero professionale di odontoiatra». I giudici di Cassazione precisano che, correttamente, la Corte d’Appello, ha escluso che lo schema adottato dai due camici bianchi potesse rientrare nella previsione contrattuale che contempla la possibilità per i professionisti di farsi sostituire.

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