rapporto statistico idos

Permessi umanitari, la stretta ha fatto crescere gli irregolari

di Valentina Maglione

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(ANSA)


2' di lettura

Meno stranieri extra Ue presenti in Italia con un regolare permesso e più irregolari. È quel che è successo nel 2019, secondo il dossier statistico immigrazione 2020, realizzato dal Centro studi e ricerche Idos in partenariato con Confronti, presentato mercoledì 28 ottobre.

Secondo il rapporto, che giunge quest’anno alla 30esima edizione, gli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia nel 2019 erano 3,6 milioni, 100mila in meno del 2018. Un dato in controtendenza perché gli stranieri regolari, negli ultimi dieci anni, sono sempre aumentati; fa eccezione solo il 2016, a causa del numero eccezionale delle acquisizioni di cittadinanza da parte di stranieri (201mila), situazione che però non si è ripetuta l’anno scorso (gli stranieri che hanno acquisito la cittadini sono stati 127mila).

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Se gli stranieri extra Ue regolari sono diminuiti, a essere aumentati sarebbero invece gli stranieri non comunitari scivolati nell’irregolarità: stimati in 562mila a fine 2018, sarebbero arrivati a 610mila a fine 2019, fino a sfiorare i 700mila a fine 2020, se non fosse intervenuta nel frattempo la sanatoria della scorsa estate, che ha raccolto circa 220.500 domande.

Sono gli effetti, secondo il dossier Idos, del decreto sicurezza del 2018, voluto dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha abolito la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Una restrizione che si è innestata in un contesto in cui manca, da anni, la programmazione degli ingressi di lavoratori stranieri.

Il dossier rileva che, da un lato, sono calati nettamente gli ospiti dei centri di accoglienza, passati dai 183.800 del 2017 agli 84.400 dello scorso giugno: è prevedibile che molti degli espulsi, spesso proprio per l’abrogazione del permesso per motivi umanitari, siano divenuti irregolari. Dall’altro lato, è diminuita anche la percentuale di riconoscimento delle domande di protezione presentate in Italia. Si tratta di circostanze che, secondo il rapporto, concorrono a ingrossare le fila degli immigrati irregolari presenti in Italia.

Una situazione complessa, che potrebbe ora essere «leggermente migliorata dal decreto sicurezza», entrato in vigore la scorsa settimana, che attenua le restrizioni introdotte nel 2018, osserva Luca Di Sciullo, presidente Idos. «Ma non basterà a risolvere i problemi di fondo, che dipendono dal fatto che la materia dell’immigrazione è regolata da norme non più attuali: il Testo unico risale al 1998, 22 anni fa». Inoltre, senza la programmazione triennale dei flussi di ingresso, prosegue Di Sciullo, «è bloccato il canale regolare per l’ingresso in Italia. Così, i migranti economici si mischiano a quelli forzati e chiedono la protezione, che spesso viene negata perché non hanno i requisiti». In questo quadro «non sono sufficienti provvedimenti una tantum come le regolarizzazioni: servirebbe una riforma strutturale».

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