ALTRI DUE INDAGATI

Perquisita la casa del pm di Roma Palamara, indagato per corruzione

di Ivan Cimmarusti


default onloading pic
Luca Palamara (foto imagoeconomica)

2' di lettura

Perquisizioni in corso nell’abitazione di Luca Palamara, il pm di Roma, ex componente del Csm, indagato per corruzione. L’atto investigativo è stato affidato agli investigatori della Guardia di finanza, che stanno ricostruendo i rapporti del magistrato con Fabrizio Centofanti, imprenditore che ha già patteggiato una condanna a tre anni con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.

In ballo ci sono gli interessi di Centofanti di tenere stretti i rapporti con la magistratura. In questo senso Palamara sarebbe stato un “contatto” all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura.

Il fascicolo conta anche altri due indagati oltre Palamara. Si tratta di un altro componente del Csm, Luigi Spina, che avrebbe avvisato il pm romano delle indagini a suo carico, e un terzo magistrato della Procura di Roma Stefano Rocco Fava.

Sullo sfondo dell’inchiesta c'è la nomina del nuovo procuratore capo di Roma. Procedura che sta infiammando gli equilibri al Consiglio Superiore della Magistratura. La Quinta Commissione ha dato al procuratore generale di Firenze Marcello Viola 4 voti, mentre per gli altri due candidati, il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e quello di Firenze Giuseppe Creazzo un voto ciascuno. L'ipotesi sullo sfondo del procedimento a Perugia è che Palamara abbia appoggiato Viola con lo scopo di ottenere un vantaggio personale, che si sarebbe concretizzato in un ulteriore appoggio per la sua nomina a procuratore aggiunto a Roma.

Nei confronti di Palamara è ipotizzata anche l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Secondo la ricostruzione investigativa, l’ex consigliere del Csm avrebbe avuto lo scopo di «danneggiare Marco Bisogni, sostituto procuratore a Siracusa (in precedenza oggetto di reiterati esposti al pg di Catania da Amara e Calafiore)». Palamara, secondo la Procura di Perugia, faceva parte della sezione Disciplinare del Csm che con ordinanza 94/2017 «rigettava la richiesta di archiviazione proposta dalla procura generale della Cassazione, avanzando richiesta di incolpazione coatta a carico del medesimo Bisogni, che di seguito veniva assolto dalla commissione in diversa composizione».

Per far ciò Palamara avrebbe ottenuto viaggi e vacanze all'estero per sé, i suoi familiari e conoscenti. In particolare ci sarebbe anche un anello «non meglio individuato, del valore pari ad euro 2.000» e regalato ad una amica. Questi regali sarebbero stati - sempre secondo gli inquirenti del capoluogo umbro - veicolate dal manager Fabrizio Centofanti, dall'uomo d'affari Piero Amara e dal suo difensore, l'avvocato Giuseppe Calafiore.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...