filosofia

Persino Socrate è stato giovane

Armand D’Angour, professore di Studi Classici a Oxford, ci fa immaginare un Socrate prima della «svolta» che lo rese un eroe del pensiero

di Anna Li Vigni

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Armand D’Angour, professore di Studi Classici a Oxford, ci fa immaginare un Socrate prima della «svolta» che lo rese un eroe del pensiero


3' di lettura

«Nessuno di voi conosce veramente Socrate» sentenzia il bell’Alcibiade nel Simposio di Platone. Implicitamente intende che solo lui può dirsi intimo del maestro. Nemmeno noi conosciamo Socrate. Siamo abbagliati dall’immagine dell’eroe filosofo che andò incontro alla morte in nome della verità ».

Platone e Senofonte

Questo è il Socrate che ci viene trasmesso dalle fonti principali. Un’immagine mitica, che però ne oscura i caratteri più realistici. Platone e Senofonte lo frequentarono quando ormai, avanti con gli anni, avendo optato per l’esclusivo esercizio della filosofia, Socrate menava vita frugale bazzicando l’agorà, trasandato nel vestire e reso ancor più brutto nel suo aspetto di uomo tarchiato e dagli occhi sporgenti. Solo fonti secondarie ci consegnano sporadiche notizie sulla sua gioventù.

Ma come era Socrate da ragazzo? E, visto che l’amore è elemento centrale della sua ricerca filosofica, chi fu a spronarlo a incentrare la propria vita d’adulto sull’amore per la verità? Armand D’Angour, professore di Studi Classici a Oxford, ci fa immaginare un Socrate prima della «svolta» che lo rese un eroe del pensiero.

Nel mare magnum di fonti volte alla sua divinizzazione, bisogna selezionare le piccole onde discordanti: è il caso di Ione di Chio, di Aristosseno allievo di Aristotele, di Eliano e altri. Bisogna rimodulare la nostra vis interpretativa rileggendo, in Platone, alcuni passi spesso tralasciati, per conferire loro un’importanza centrale nella ricostruzione di un Socrate a tutto tondo.

Ne viene fuori il ritratto di un baldo giovane del demo ateniese di Alopece, di famiglia benestante. Socrate è forte nel corpo ma, soprattutto, è un prestante soldato oplita, che si distingue in varie imprese di guerra: nella battaglia di Potidea (432 a.C.), intrepido abbandona la falange, per salvare eroicamente la vita del suo amatissimo Alcibiade. È considerato un originale, per la sua capacità di restarsene in piedi per ore assorto o per il fatto che dà ascolto al dáimōn interiore (cioè sente le voci): ma proprio per queste «qualità» è proclamato dall’oracolo di Delfi come l’uomo più saggio.

Ancora giovinetto, lo vediamo al seguito del suo maestro e amante Archealo salpare verso l’isola di Samo e, più avanti, lo troviamo intento ad ascoltare le lezioni di Anassagora, il sofista chiacchierato dalla cui memoria dannata Platone intende separare il nome del maestro: in questo momento decide che la metafisica non fa per lui.

Poi si lega appassionatamente all’enfant terrible Alcibiade, il nobile amico ben più giovane, amato e odiato dai concittadini, condotto a una tragica disfatta politica dalla ricerca orgogliosa della gloria; forse è proprio per essere stato il precettore di una figura così controversa che il maestro viene condannato senza remore dall’assemblea della pólis ateniese nel 399 a.C.

Con Alcibiade, Socrate varca la soglia del palazzo di Pericle; qui incontra la Donna che, secondo d’Angour, lo converte alla vera filosofia tramite l’amore. Originaria di Mileto, intellettuale finissima, esperta d’eloquenza, di lei Pericle si innamora perdutamente, al punto da volerla accanto a sé come concubina, visto che una legge da lui stesso promulgata scoraggia i matrimoni con donne non ateniesi: è Aspasia. Forse anche Socrate l’ama. È lei che, nel controverso dialogo platonico Menesseno , viene indicata come sua maestra di retorica. E forse è ancora lei che, nel Simposio di Platone, si nasconde dietro il soprannome di Diotima, che ha insegnato a Socrate tutto in «materia d’amore» ( erotikà ): Diotima significa «onorata da Zeus» e, guarda caso, Zeus è il nomignolo attribuito al potente Pericle. È un fatto curioso che il severo Platone abbia acconsentito a tramandare un particolare così poco trascurabile: che il più saggio uomo di Atene debba tutto a una donna.

Socrate innamorato. La giovinezza perduta del padre della filosofia occidentale, Armand D’Angour, Utet, Torino, pagg. 224, € 20

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