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Personale, crollo più intenso nei piccoli Comuni e al Sud

Cresce la quota di laureati, ma senza una strategia c’è il rischio di overskilling

di Claudio Buongiorno Sottoriva e Renato Ruffini

De Luca: "Rischiamo chiusura ospedali per carenza medici, priorita' assunzioni in PA"

2' di lettura

Quanto e come sono diminuiti i dipendenti pubblici in Italia? E in questa fase di assunzioni, chi si sta assumendo? Sono queste le domande fondamentali per ragionare sulla ristrutturazione della Pa.

Domande a cui risponde un’analisi svolta da alcuni ricercatori dell’Università Bocconi che hanno creato una banca dati a partire dal Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato.

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Complessivamente, a fronte del quasi sistematico blocco delle assunzioni, i dipendenti pubblici sono diminuiti, tra il 2008 e il 2020, del 6,2%. Escludendo i contratti relativi al settore scolastico, che occupa circa un terzo dei dipendenti pubblici e ha visto un aumento di personale, il dato peggiora a -11,4%. Per quanto riguarda gli enti locali, la contrazione è stata ancora più consistente, pari al 22,6% dal 2008, e del 29,4% se consideriamo come punto di partenza il 2002. Questa contrazione è stata maggiore nei Comuni di piccole dimensioni (35,9%) rispetto agli enti più grandi (27,5%) e nei Comuni del Sud (36,3) rispetto a quelli del Nord (26,5%).

All’interno di questo quadro è necessario chiedersi quali politiche del personale abbiano attuato e stiano attuando i Comuni. Nel periodo 2008-2020 sono diminuiti i dipendenti con titoli di studio inferiori alla laurea (-54,7% per chi non aveva raggiunto il diploma, -21,1% per i diplomati) mentre sono aumentati i laureati con laurea triennale (+128,1%) o con laurea magistrale o titoli assimilabili (+20,9%). È incrementato anche il personale con titoli di studio post-laurea (+214,9%) e di dottorato o altra scuola di specializzazione (+7,9%). Si evidenzia, dunque, una dinamica di generale incremento del personale più istruito alle dipendenze della pubblica amministrazione, coerente con l’evoluzione sociale. È, invece, da capire se a questa tendenza sia corrisposta anche uno spostamento delle organizzazioni verso mansioni sempre meno esecutive. Occorre dunque verificare l’esistenza di fenomeni di overskilling, soggetti con competenze più elevate rispetto alle mansioni che svolgono.

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