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Piogge, vento e neve: arriva la bufera di novembre

Molte le Regioni colpite da venti impetuosi, rischio nubifragi, e onde alte fino a 6-8 metri con pericolo mareggiate. Neve abbondante sulle Alpi centro orientali, a Venezia acqua alta a 173 cm bloccata in mare dal Mose

Maltempo a Comacchio

6' di lettura

Piogge torrenziali e neve, acqua alta da record a Venezia. Oggi tutta l'Italia è stata investita da una intensa ondata di maltempo dovuta a una forte perturbazione di origine atlantica con venti impetuosi, rischio nubifragi, onde alte fino a 6-8 metri con pericolo mareggiate e neve abbondante sulle Alpi centro orientali. L'allerta rossa per le condizioni meteo riguarda Abruzzo e Sardegna, allerta arancione invece in Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise e Veneto; gialla in Emilia Romagna, Marche, Puglia, Sicilia e Umbria. Vediamo il quadro delle conseguenze locali del maltempo.

Trombe d’aria e allagamenti sulla Sardegna occidentale

Il maltempo si sta abbattendo su tutta la Sardegna centrale: quasi 50 mm di pioggia caduta in poche ore nel sud est dell’isola, poco meno nel Sulcis, Medio Campidano e nel Nuorese, con raffiche di vento che superano i 50 km/h. Vento e pioggia stanno provocando allagamenti in particolare a Bosa e nell’Oristanese, zone interessate dagli avvisi diramati dalla Protezione civile regionale.

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Diversi Comuni hanno annunciato la chiusura delle scuole, come Alghero e Bosa. Proprio lì la perturbazione che sta attraversando l’isola sta creando diversi problemi: Bosa, il borgo sul Temo, è sott’acqua, le sue strade si sono trasformate in fiumi e torrenti di acqua e fango. Situazioni critiche vengono segnalate anche a Torre Grande e Cabras, con caduta di alberi e pali della luce.

Una violenta tromba d’aria ha invece colpito il territorio di Oristano causando allagamenti nei piani bassi di alcuni edifici e la caduta di alberi, più di 50 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco. Allerta arancione invece nel Sulcis, Logudoro e nel Sassarese. Giallo per tutto il resto dell’isola.

Pioggia, vento e neve: l'ondata di maltempo investe gran parte dell'Italia

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A Venezia acqua alta a 173 cm bloccata in mare dal Mose

A Venezia, l’atteso fenomeno dell’acqua alta ha raggiunto i 173 centimetri sul medio mare in Adriatico alle ore 9.40 di oggi, ma è stata fermata con successo dalle paratie del Mose, in funzione dalle ore 2.00 della notte, sulle tre bocche di porto. In laguna sono stati registrati, alla Punta della Dogana della Salute, solo 62 centimetri di marea. Senza il Mose l’82% della città storica sarebbe stato allagato. Le previsioni davano un picco di 170 centimetri, il terzo per gravità dopo le maree del 4 novembre 1966 (194) e del 12 novembre 2019 (187).

Forti mareggiate nel Lazio, a Ostia cede frangiflutti

Sul litorale romano, il maltempo ha portato a una delle mareggiate più forti degli ultimi anni. Onde anche oltre tre metri stanno mettendo a dura prova arenili e strutture balneari da Ostia fino al litorale nord di Roma. Questa mattina intorno alle 8 nella zona dell’idroscalo, a causa della forte mareggiata, ha ceduto una parte della barriera frangiflutti. Per questo si stanno registrando degli allagamenti, allo stato, di portata limitata e monitorati da personale dei vigili del fuoco, Protezione Civile e Carabinieri, intervenuti.

Preoccupazione anche sulla costa di Fregene sud, da tempo alle prese con gravi problemi di erosione. In alcuni tratti di Focene l’acqua è arrivata a ridosso del centro abitato mentre allagamenti sono segnalati in molte località. Il vento, con punte fino a 90 chilometri orari, sta interessando la costa e a Fiumicino, dove tutti i pescherecci hanno riparato a monte del porto canale, a causa del forte moto ondoso del canale navigabile. A causa dei danni causati dal maltempo, il sindaco di Fiumicino ha dichiarato lo stato d’emergenza per tutto il territorio comunale.

Allagamenti nella zona del Passo della Sentinella e del vecchio faro a Fiumicino, 22 novembre 2022 (Ansa/Telenews)

“Dalla mezzanotte alle 8.00 di questa mattina le due sale operative del Nue 112 hanno già risposto e gestito più di 2.300 richieste di intervento in emergenza”, spiega Livio De Angelis, direttore Soccorso Pubblico e 112 Regionale del Lazio aggiungendo che in queste ore si è registrato un “iper afflusso di chiamate”. “Moltissime sono state le attivazioni per i Vigili del Fuoco per interventi legati al maltempo come allagamenti, crolli e alberi caduti. Le province più colpite sono quella di Latina seguita da quella di Frosinone. Sono state attivate le procedure di emergenza per gestire gli alti flussi di chiamate”, aggiunge.

Mareggiate e allagamenti su costa Ravennate e Ferrarese

Minacciata dal maltempo anche la costa Ravennate e il Ferrarese, dove si sono verificati diversi allagamenti stradali, a seguito di mareggiate. Episodi di “ingressione marina”, osserva il Comune di Ravenna si registrano a Casalborsetti, Marina di Ravenna, Punta Marina, Lido Adriano e Lido di Savio. Attivato il Comitato operativo comunale che sta chiudendo le strade e posizionando sacchi di sabbia ove necessario, con il supporto della Polizia locale e dei volontari di Protezione civile.

Pioggia intensa in Abruzzo, allarme per fiume Sangro

Piogge intense nelle ultime ore anche in Abruzzo, dove si teme per il fiume Sangro, per il quale la Protezione civile segnala il superamento della soglia di allarme ed una graduale crescita” e raccomanda “di mettere in atto le azioni previste nel Piano Comunale di Emergenza”. Per l’area in questione, il bacino Alto del Sangro, ieri era stato diramato un bollettino di “criticità elevata-allerta rossa”. Altre zone a rischio sono il bacino alto della Marsica e il bacino dell’Aterno.

Come preannunciato, la perturbazione nel corso della notte ha raggiunto l’Abruzzo, dove piove incessantemente da ore. Se le aree interne sono quelle più a rischio, il maltempo sta interessando anche la costa. A Pescara, ad esempio, sono in corso precipitazioni intense dalla notte. La località più piovosa è Villetta Barrea (L’Aquila), con un valore di 133,6 mm di pioggia caduti; sul monte Genzana le raffiche di vento hanno superato i 120 chilometri orari.

Lidi Ferraresi sommersi dall’acqua


Allerta arancione in Campania, caduta alberi e stop navi

L’allerta meteo arancione in vigore su tutta la Campania per l’intera giornata di oggi è dovuta in particolare al ciclone Poppea, che si è abbattuto sulla regione dalle prime ore della mattinata con una forte pioggia che ha causato danni e disagi. Diverse le segnalazioni di alberi caduti in strada a causa del vento a Napoli, Salerno, e Caserta. Non risultano comunque persone coinvolte o ferite dalla caduta degli alberi. Sospesi quasi tutti i collegamenti marittimi per le isole Ischia, Procida e Capri dai porti di Napoli, Pozzuoli e Sorrento. In molti Comuni della regione i sindaci hanno emanato ordinanze per la chiusura di scuole, parchi e cimiteri cittadini: è il caso di Napoli, Salerno, Benevento (dove i giorni di chiusura delle scuole sono due), oltre a molti Comuni dell'area vesuviana e della provincia salernitana.

Vento, mare grosso a Napoli e stop ai collegamenti con le isole del golfo, Napoli, 22 novembre 2022. (foto Ansa/Fusco)

Nevica in Trentino, attivati controlli per dotazioni invernali

In Trentino Alto Adige, in vista delle nevicate che hanno già iniziato ad imbiancare Canazei, Moena, Cavalese, Lavarone, passo Manghen e passo Pordoi, la Provincia di Trento ha annunciato limitazioni alla circolazione per i mezzi non dotati di attrezzatura invernale. Nevica infatti sull’autostrada A22 del Brennero nel tratto compreso tra Vipiteno e il confine di Stato. Il servizio viabilità di A22 comunica che “è entrato in vigore, fino al 15 aprile, l’obbligo di viaggiare con dotazioni invernali o avere catene a bordo. Obbligo che vige anche in assenza di neve”. Anche in Austria c’è l’obbligo dell’equipaggiamento invernale.

Prima neve anche in Toscana. Dal pomeriggio attese nevicate a quote di montagna, fino agli 800 metri, sui rilievi appenninici fiorentini e aretini. Lo rende noto la Regione Toscana spiegando che la Sala operativa della Protezione civile regionale ha emesso un codice giallo, in vigore dalle fino alla mezzanotte di oggi, che interesserà Romagna toscana, Mugello, Casentino e Valtiberina. Resta confermato fino alle 20 di stasera il codice giallo per mareggiate e vento su costa centro-meridionale e arcipelago.

Isole delle Eolie non raggiungibili da giorni

In Sicilia, il forte vento da sud-sud-ovest ed il conseguente aumento del moto ondoso anche oggi hanno tenuto navi ed aliscafi che collegano le isole Eolie ormeggiati nel porto di Milazzo, con inevitabili disagi nelle scuole, negli uffici pubblici e nel rifornimento delle attività commerciali. Con lo stop odierno ai collegamenti continua l’isolamento delle isole minori dell’arcipelago: Alicudi, Filicudi e il piccolo borgo di Ginostra non sono raggiungibili da oltre 60 ore. Salina, Panarea e Stromboli da oltre 48. Le uniche isole che sono state raggiunte, ieri, da un mezzo sono state Vulcano e Lipari, grazie ad una corsa straordinaria della nave Laurana che, poi, ha fatto ritorno, direttamente, nella città del Capo.

Coldiretti, 42 eventi estremi in una settimana

Con gli ultimi temporali salgono a ben 42 gli eventi estremi lungo la Penisola nell’ultima settimana con trombe d’aria, tempeste di vento, violenti temporali, grandinate e bombe d’acqua che hanno colpito la Penisola dopo un lungo periodo di caldo anomalo è assenza di precipitazioni. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in base all’European Severe Weather Database (Eswd). Uliveti devastati con rami spezzati e chiome danneggiate, serre scoperchiate, allarme per le semine dei cereali e frutta e ortaggi a rischio nelle campagne sott’acqua sono gli effetti secondo la Coldiretti della violenta ondata di maltempo con l’allerta della Protezione Civile in molte regioni con l’arrivo della neve in montagna.

Una conferma del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che - sottolinea la Coldiretti - “si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne che quest’anno superano già i 6 miliardi di euro dall’inizio dell’anno, pari al 10% della produzione nazionale”.


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