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Scontro Usa-Cina tiene in scacco le Borse. A Piazza Affari ko Banco Bpm

di Cheo Condina e Stefania Arcudi

(Bloomberg)

6' di lettura

Il rinfocolarsi dello scontro Usa-Cina, con Washington che ha accusato Pechino di avere rotto i patti e quest'ultima che ha rispedito le accuse al mittente, ha tenuto in scacco le Borse europee, che hanno accelerato i ribassi con i cali superiori all'1,5% di Wall Street (Parigi -1,93%, Francoforte -1,69% e Madrid -1,5%, Londra -1% circa) che ha poi chiuso con il Dow Jones a - 0,54%, il Nasdaq a -0,41% e lo S&P a -0,31%. A pagare il prezzo più alto sono stati soprattutto i settori più sensibili alla disputa commerciale Washington-Pechino, ovvero auto, lusso e tecnologici. Gli investitori restano nell'incertezza in merito al futuro delle relazioni commerciali tra le due potenze economiche mondiali. Ancora c'è chi spera in un accordo nonostante Washington abbia annunciato un aumento dei dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi a partire da venerdì.
Wall Street viaggia appunto in deciso ribasso, a causa della guerra di dazi, ma anche di dati macroeconomici deboli: il deficit commerciale americano si è ampliato, i prezzi alla produzione sono saliti meno delle previsioni e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calati meno delle stime.
Piazza Affari (-1,82% il FTSE MIB) non ha fatto eccezione: Stmicroelectronics ha ceduto il -5,04%, Salvatore Ferragamo il 2,56%, Fiat Chrysler Automobiles il 3,75% e Cnh Industrial il 3,84%. Alla Borsa milanese il filo conduttore sono stati anche i bilanci intermedi delle società.

Dati Usa sotto le previsioni, inflazione sotto i riflettori
Negli Stati Uniti sono stati diffusi dati non del tutto negativi, ma comunque sotto le stime. I prezzi alla produzione, utili per monitorare le pressioni inflazionistiche, sono saliti dello 0,2%, contro il +0,3% atteso (su base annuale l'aumento è del 2,2%, sotto il recente picco del 3,4%). Il deficit commerciale è salito dell'1,5% a 50 miliardi, contro i 50,2 miliardi attesi (+1,1% le importazioni, +1% le esportazioni). Infine le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 2.000 unità a 228.000 nella settimana terminata il 4 maggio, ma gli analisti attendevano una discesa a 220.000.

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In coda al FTSE MIB auto, tech e banche
Tornando ai titoli, in fondo al listino principale di Piazza Affari, ci sono oltre a Banco Bpm (finita anche in volatilità) dopo la trimestrale che ha deluso sul fronte dei ricavi, i titoli più legati all'export. Giù in generale le banche, penalizzate dall'allargamento dello spread a 272 punti, dai 266 della chiusura di ieri. L'andamento dei titoli delle banche è stato influenzato dalle trimestrali, ma soprattutto dal cattivo andamento del settore in tutto il Vecchio Continente (-2,5% l'Euro Stoxx 600 Banche, -2,6% quello dei finanziari). Unicredit (-2,69%) e Ubi Banca (-3,18%) hanno perso quota con l'andamento negativo del comparto, nonostante dati di bilancio superiori alle previsioni, Mediobanca (-2,68%) ha registrato un calo dei profitti, comunque superiori alle stime, e, fuori dal Ftse Mib, Banca Mps ha perso il 4,39% (era entrata in asta di volatilità durante la seduta), dopo il calo dell'utile del primo trimestre. L'istituto sconta poste non ricorrenti negative, tra le quali i 61 milioni per contributi ai fondi di sistema, nonché «il mutato contesto macroeconomico» rispetto ai primi tre mesi del 2018, come segnalato dall'istituto stesso.Vendite in generale sul comparto petrolifero e sui bancari mentre tra i titoli a maggiore capitalizzazione spicca il balzo di Leonardo - Finmeccanica, che ieri ha confermato i target 2019 archiviando un trimestre con ordini e profitti in aumento. Prese di beneficio su Azimut dopo i conti. Ancora in calo il petrolio, e i titoli del settore, con l'allarme dazi che solleva dubbi sul fronte della domanda di greggio (Wti a luglio -1,17%, Brent -0,77%).

Banco Bpm maglia nera a Milano
Banco Bpm maglia nera tra le blue chip di Piazza Affari all'indomani della pubblicazione dei conti trimestrali. Ieri a mercato chiuso la banca guidata dall'a.d. Giuseppe Castagna ha reso noto di aver chiuso il primo trimestre con un utile netto di 150,5 milioni, in calo del 32,6% rispetto allo stesso periodo del 2018, quando tuttavia il risultato aveva beneficiato della plusvalenza da 184 milioni derivante dalla riorganizzazione del comparto bancassurance. Al netto delle poste non ricorrenti l'utile del primo trimestre dello scorso anno sarebbe stato di 39 milioni. Il consensus degli analisti per il primo trimestre 2019 puntava su un utile da 147 milioni. I proventi operativi sono scesi dell'8,9% a 1,06 miliardi, con margine di interesse a 505 milioni (-15,1%) e commissioni nette a 420 milioni (-11,9%). In flessione del 4,4% a 670,5 milioni gli oneri operativi, per un rapporto cost/income salito al 63%. Gli analisti di Equita notano che entrambe le componenti dei ricavi sono al di sotto delle attese. Il margine di interesse, in particolare, «è inferiore al previsto ma metà del calo rispetto al quarto trimestre 2018 è legato al venir meno di una componente contabile a seguito della cessione di 7,6 miliardi di crediti deteriorati». Anche le commissioni sono inferiori, «ma è attesa un'accelerazione già dal prossimo trimestre». Lo stesso Castagna, in conference call, aveva ammesso che nel primo Banco Bpm ha registrato un «rallentamento dell'attività commerciale», anche dovuta all'uscita di alcuni top manager, a partire dal direttore generale Maurizio Faroni, in seguito al cosiddetto scandalo diamanti. «Già da aprile sta andando molto meglio», ha tuttavia assicurato Castagna. Equita ha rivisto al ribasso del 10% le stime 2019-2021 per effetto del margine di interesse e ha abbassato il target price a 2,8 euro dai precedenti 3. Confermata tuttavia la raccomandazione "buy" «perché il miglioramento del profilo di rischio continua a prevalere, in termini di contributo all'upside potential, alla minore redditività legata ad elementi macro».

Fiammata di Leonardo dopo i conti
Balza Leonardo dopo la diffusione (ieri a mercati chiusi) dei conti del primo trimestre e la conferma dei target per fine anno. Il titolo è arrivato a guadagnare oltre il 4%, oltre la soglia dei 10 euro: secondo Equita, che sull'azione ha un
buy con target price a 12,5 euro, il periodo gennaio-marzo (tipicamente il piu' debole) e' leggermente meglio delle attese tranne il debito netto, arrivato a 4 miliardi. I ricavi sono saliti dell'11% a 2,73 miliardi (attese per 2,55 miliardi), l'Ebita del 7% a 163 milioni (una voce di 'qualita' buona perche' e' cresciuta nonostante il contributo delle jv consolidate a equity', osserva Equita) e l'utile
netto del 54% a 77 milioni contro attese del broker a 56 milioni. Gli ordini sono aumentati del 16% a 2,52 miliardi.

Fuori dal Ftse Mib male Rcs, bene Fiera Milano
Tra i titoli a minore capitalizzazione, Rcs Mediagroup (-6,01%) è stata tra le peggiori dopo avere visto calare l'utile netto del 18,3% e i ricavi del 4,6%, in particolare quelli editoriali e pubblicitari. Fatturato in ribasso del 3% anche per Maire Tecnimont (-8,23%), a cui il rialzo del 4,2% dell'utile netto non è bastato per evitare un brusco calo in Borsa. Sul fronte opposto, ha svettato Fiera Milano (+7,86%), dopo che gli analisti di Equita hanno alzato la valutazione a "buy" con obiettivo di prezzo migliorato del 2% a 5,40 euro per azione.

Andamento dello spread Btp / Bund
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In Europa cali generalizzati, per finanziari giornata da dimenticare
Molto negative tutte le principali Borse europee, con il comparto bancario e finanziario a segnare la performance peggiore, e penalizzate anche dal rallentamento degli energetici (-1,4% l'Euro Stoxx di settore), complice il ribasso del greggio, degli industriali (-1,9%) e, in generale, di tutti i settori esposti alla battaglia commerciale Usa-Cina, come le auto (-2,86%). Per quanto riguarda i titoli, a Francoforte le peggiori tra le peggiori ci sono state Allianz (-4,87%), Continental (-5,32%) e il colosso farmaceutico Bayer (-4,33%). Alla Borsa di Amsterda l'Ajax ha perso il 20% all'indomani della sconfitta in Champions Leage: il club olandese è stato eliminato dalla più ricca competizione continentale con una rete negli ultimi secondi del match dai londinesi del Tottenham che quindi disputeranno la finale del 1 giugno contro il Liverpool. A Parigi da dimenticare le performance di Arcelormittal (-6,09%), St (-5,01%), Credit Agricole (-4,54%) e Valeo (-4,51%).

Lo spread Btp-Bund apre a 270 punti base poi sale ancora
Chiude ancora in rialzo lo spread tra BTp e Bund che torna sopra la soglia dei 270 punti base. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005365165) e il titolo tedesco di pari durata ha infatti terminato la seduta a 272 punti base, in crescita dai 266 punti della vigilia. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark, dal 2,62% al 2,68 per cento.

Euro resiste sopra 1,12 dollari, giù il petrolio
Sul mercato valutario l'euro resiste sopra quota 1,12 (invariato rispetto a ieri) e a 123 yen mentre il cross dollaro/yen si attesta a quota 109,8. Flessione per il greggio Wti che viaggia in ribasso di 38 cent a 61,73 dollari al barile. Lo spread Btp-Bund sale a 271 punti base e resta in tensione.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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