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Pesca: accordo per l’allevamento di molluschi e ostriche nel golfo di Olbia

di Davide Madeddu


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(AGF)

2' di lettura

Cinque anni e un accordo con la Regione per l’utilizzo di 150 ettari di specchi d’acqua, per raddoppiare occupati, produzione e fatturato. La sfida per la crescita del Cmo, consorzio molluschicoltori di Olbia riparte dal mare. Il consorzio ha siglato, infatti, un accordo con la Regione per la concessione di 150 ettari di specchi acquei del Golfo di Olbia. Per i prossimi 15 anni il Cmo, composto da 18 cooperative per un totale di circa 90 addetti, potrà posizionare gli impianti di miticoltura e ostricoltura.

«Nei prossimi cinque anni vogliamo raddoppiare gli addetti, passando da 90 a 200, tra fissi e stagionali – ha detto Mauro Monaco, presidente del Consorzio –. Lo stesso abbiamo in programma di raggiungere sul fatturato e quindi sulle produzioni che oggi sono fra i 30-35mila quintali di cozze, con un fatturato globale di circa 6milioni di euro, mentre fra cinque anni si dovrebbero raggiungere i 60-70mila quintali di cozze e fra i 4 e 6mila quintali di ostriche». Un primo passo che guarda anche ai mercati nazionali e internazionali e che vorrebbe conquistare anche il marchio Igp.
Pierluigi Caria, assessore regionale all’Agricoltura ha rimarcato «il percorso di riordino in un settore fondamentale per l’economia non solo di Olbia ma di tutta la Sardegna». Ricordando che «per la nuova programmazione abbiamo in cassa 36milioni di euro del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca» l’esponente dell’esecutivo ha aggiunto che «le istituzioni hanno fatto e continueranno a fare la propria parte creando le condizioni migliori affinché le imprese possano investire e crescere». A preannunciare un ricorso contro l’accordo il sindaco di Olbia Settimo Nizzi.

Con i suoi 1.709 chilometri la Sardegna è la regione d’Italia con la maggiore estensione di coste, il 21,6% del totale nazionale, seguita dalla Sicilia con 1.430 chilometri. Terza regione per numero di battelli, 1.292, dopo i 2.946 della marineria siciliana e i 1.572 della Puglia. Secondo i dati Istat 2016, lavorano nel comparto pesca sardo 2.003 persone, mentre sono 123 gli operatori dell’acquacoltura e 342 gli addetti alla trasformazione. I pescatori sardi lavorano anche su circa 9mila ettari di lagune costiere produttive, nella specificità della nostra isola, che includono le eccellenze della pesca dei mitili (cozze, vongole, ostriche), crostacei, cefali, spigole, orate e anguille.

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