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Pescara vince in mobilità sostenibile: la bicicletta fa la differenza

Riconoscimenti anche per Fiumicino e Grisignano di Zocco: premiati i progetti nell’ottica della sostenibilità aziendale

di Federico Cociancich


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3' di lettura

È Pescara la città più sostenibile dal punto di vista della mobilità: il comune abruzzese si è aggiudicato l’Urban Award 2019, il premio che viene dato alla città più meritevole nel campo della mobilità sostenibile. Ideato da viagginbici.com e promosso dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), Openjobmetis e Fondazione Iseni Y Nervi, il premio si propone di far conoscere le realtà più virtuose, i progetti ideati e messi in pratica dalle amministrazioni comunali per trasformare le città in un’ottica di sostenibilità ambientale.

«I comuni italiani iniziano a crederci: la mobilità sostenibile è l’unica strada percorribile» ha affermato il presidente della giuria, Ludovica Casellati, spiegando che «la ciclopolitana di Pescara è perfettamente in linea con il premio, perché riproducibile in altre realtà».

La consegna dell’Urban Award è avvenuta nell’ambito di Eicma in occasione del convegno sulla multimobilità, organizzato da BikeEconomy24, Osservatorio Bikeconomy e Ambasciata d’Olanda, che si è interrogato su come ci muoveremo in futuro nei grandi centri urbani, e non solo. A consegnare il premio il padrone di casa Andrea Dell’Orto, presidente di Eicma, il presidente di Anci nonché sindaco di Bari, Antonio de Caro. Il comune di Pescara ha raccolto un giudizio unanime grazie ai progetti Pesos (Pescara Sostenibile), che propone iniziative e incentivi per coloro che si recano al lavoro in bicicletta e bike trial, che mette a disposizione ai dipendenti di aziende locali l’utilizzo di biciclette a pedalata assistita per recarsi al lavoro.

Secondi e terzi classificati rispettivamente il comune di Fiumicino e Grisignano di Zocco, 3mila abitanti,in provincia di Vicenza, che si sono distinti per la scelta di progetti di mobilità integrata incentrata sulla bicicletta.

Il comune laziale ha promosso la realizzazione di 25 chilometri di piste ciclabili, 22 stazioni di ricarica per veicoli elettrici, stazioni di ricarica di e-bike sharing, sostituzione di oltre 90mila punti luce urbani con lampioni Led e pannelli fotovoltaici sulle coperture delle scuole. Grisignano è stato invece premiato per la realizzazione di otto chilometri di ciclovia, con annessa ippovia, all’interno del progetto della regione Veneto “Green Tour Verde in Movimento”. Degno di nota il contributo di 0,25 euro a chilometro per i cittadini che partono o arrivano a Grisignano per lavoro muovendosi in bici, con un programma che ha affiancatro per i bambini anche un piano di educazione a un’alimentazione sana e a comportamenti attivi. Anche Bari, insignita con una menzione speciale per le scelte coraggiose nell’ambito della mobilità, ripaga con 20 centesimi a chilometro chi va al lavoro a due ruote. Si tratta spesso di scelte politiche che non mancano di provocare proteste e contestazioni contro le amministrazioni comunali, ma che alla fine convincono anche i contrari: «Muoversi meglio è vivere meglio», è lo slogan di Pescara.

L’impegno dei comuni nella mobilità sostenibile sta crescendo di anno in anno, oltre a quelli “storici” come Ferrara, si aggiungono realtà locali di ogni dimensione con progetti interessanti e innovativi che offrono strumenti per far muovere e vivere le proprie città in maniera green. Il tema della mobilità sostenibile è diventato oggi alla moda ma in realtà è un percorso lungo e difficile che richiede investimenti e un cambiamento prima di tutto culturale.

A sottolineralo è stato Ruben Loendersloot, presidente della Cycling embassy olandese: «Trent’anni fa Amsterdam era invasa dalle automobili, poi sono state fatte scelte precise: bisogna partire dalla trasformazione della mentalità, è importante tanto quanto l’infrastruttura». Lo testimonia anche Valencia che, sotto la guida di Giuseppe Grezzi, assessore alla mobilità del comune spagnolo di origine lucane, in soli quattro anni, da quando ha adottato un piano integrato di mobilità, ha modificato le abitudini dei valenciani: l’uso della bici è aumentato del 20% contribuendo a far salire al 76% gli spostamenti sostenibili (piedi, bici, trasporto pubblico) sul totale.

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