Ismea-Nielsen

Pesce e bollicine, i consumi aumentano ancora e puntano al cibo «da ristorante»

La spesa degli italiani al supermercato nel primo trimestre cresce del 3% dopo il +7,4% del 2020: livello superiore del 12% rispetto al 2019

di Emiliano Sgambato

(AdobeStock)

2' di lettura

Aumenta ancora la spesa alimentare degli italiani, che nella prima parte di quest’anno hanno premiato quei consumi che in qualche modo “compensano” la rinuncia forzata a pranzi e cene nei ristoranti. Quindi spazio ad esempio a pesce, aperitivi e bollicine. E se l’ampiezza del “segno più” risente del boom registrato a marzo del 2020 (inizio pandemia e lockdown), i consumi si attestano a livelli molto più alti rispetto ad un anno “pre-Covid”.

Secondo il panel Ismea-Nielsen, infatti, «la spesa di cibi e bevande, dopo aver chiuso l'anno scorso con un +7,4%, registra un ulteriore spunto di crescita di quasi il 3% sui primi tre mesi del 2020, attestandosi comunque di ben il 12% sopra un'annata normale come il 2019».

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Tra i top sellers si trovano vini e spumanti (+14,5%) trainati soprattutto dalle bollicine (+55%) di riflesso alla rinnovata voglia di festeggiare e i prodotti ittici freschi (+21%). Il comparto dei proteici di origine animale, dopo la ripartenza nel 2020, (+9,8% le carni, +8,3% i salumi, +14,5% le uova) mettono a segno un nuovo incremento nel 2021, «seppur con minore slancio (+1,3% le carni e +4,2% i salumi) e con alcuni segmenti in ripiegamento». Le uova, che nel 2020 era stato il segmento più dinamico, apre il 2021 con una flessione (4,3%) mantenendo comunque un divario positivo sui livelli di spesa del periodo pre-covid

«Un trend destinato ad affievolirsi con le progressive riaperture ma che – secondo l'Ismea – non si esaurirà del tutto, anche per effetto del diffuso ricorso all’home-working, che ha spostato tra le mura di casa parte dei consumi dell'extradomestico». Il primo scorcio dell'anno si distingue per alcune tendenze opposte rispetto al quadro di inizio pandemia: per la prima volta a trainare la crescita sono i prodotti freschi sfusi rispetto ai confezionati (+3,7% contro un +2,5%) e, soprattutto, le bevande (+13%) rispetto ai generi alimentari (+1,7%).

«Il contesto di maggior fiducia verso un’uscita sempre più vicina dalle restrizioni imposte dalla pandemia – si legge in una nota – conferisce nuovo slancio ai prodotti che fungono “da compensazione alle privazioni”».

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