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Peste suina, no all’abbattimento di cinghiali e maiali della «Sfattoria degli ultimi»

Va considerato il possibile elevato valore culturale ed educativo del rifugio per animali in difficoltà. Stop all’ordine di abbattimento non correttamente motivato

di Patrizia Maciocchi

(Ansa)

1' di lettura

Stop all’ordine di abbattimento di maiali e cinghiali, ospiti delle “sfattoria” rifugio di animali in difficoltà. Per il Tar Lazio, infatti, che ha accolto il ricorso della “Sfattoria degli Ultimi” contro la Asl, gli animali maltrattati meritano una deroga e la merita il centro che li ospita per il suo possibile elevato valore culturale ed educativo.
I giudici ammnistrativi hanno, così annullato l’ordine dell’Asl di abbattimento dei suini e cinghiali, adottato l’8 agosto scorso nell’ambito di un piano di controllo e prevenzione dell’epidemia di peste suina africana.

L’ordine di abbattimento dei suidi è stato ritenuto illegittimo in quanto la Asl avrebbe dovuto previamente valutare la possibilità di riconoscere alla struttura una deroga (all’abbattimento) giustificata dal fatto che essa è destinata concretamente a «rifugio per animali in difficoltà», considerando anche il possibile «elevato valore culturale o educativo ai sensi dell’articolo 13 del regolamento delegato Ue 2020/687».

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Il parere del ministero della Salute - Commissario straordinario per la peste suina, pervenuto successivamente alla notifica dell'ordine di abbattimento, contrario al riconoscimento della deroga, ad avviso del Tar «non è supportato da un'adeguata istruttoria e non è correttamente motivato».

L’Asl dovrà riesaminare la situazione dopo avere effettuato gli approfondimenti ritenuti necessari dal Tar.

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