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Peste suina, stop all’embargo sui maiali sardi. Coldiretti e Assica: agire anche nel resto d’Italia

Durava dal 2011. Il presidente di Assica Lenti: «Mi auguro che i buoni risultati ottenuti in Sardegna siano replicabili quanto prima anche nell’Italia continentale»

di Giorgio dell'Orefice

(Adobe Stock)

2' di lettura

La Commissione Ue ha approvato la revisione delle restrizioni imposte alla Sardegna per il contrasto alla peste suina africana. Dopo 11 anni si chiude quindi il vero e proprio embargo che era stato imposto sulle carni suine sarde. Le limitazioni infatti – come ha ricordato la Coldiretti – hanno riguardato anche la macellazione di suini allevati in Sardegna e la lavorazione delle relative carni, nonchè la spedizione delle medesime e dei prodotti dalle stesse ottenuti, verso il restante territorio comunitario.

«Era dall’11 novembre del 2011 infatti – ha ricordato la Coldiretti - che la Sardegna non poteva esportare suini (vivi o macellati) fuori dai propri confini con la peste suina comparsa per la prima volta nell’Isola nel ormai lontano 1978 nel sud Sardegna, giunta presumibilmente dalla Penisola Iberica attraverso scarti alimentari arrivati nel porto di Cagliari o all’aeroporto militare di Decimomannu e diffusasi poi nelle zone interne dell’isola con le transumanze».

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Grande soddisfazione per la decisione è stata espressa dalla Coldiretti in prima fila nel promuovere, insieme agli enti locali e al ministero della Salute la revisione dell’embargo come d’altro canto l’Assica l’associazione degli industriali delle carni e dei salumi

«Accolgo con estrema soddisfazione - ha commentato il presidente dell’Assica, Ruggero Lenti - che la Commissione europea abbia ufficialmente riconosciuto che le misure adottate nel corso degli ultimi anni hanno portato a un forte miglioramento della situazione della peste suina africana (Psa) nell’isola. Questo aspetto è tanto più importante se calato nella situazione epidemiologica nazionale ed europea. Mi auguro che i buoni risultati ottenuti in Sardegna siano replicabili quanto prima anche nell’Italia continentale ed invito le nostre Autorità sanitarie, ma soprattutto politiche, a proferire il massimo sforzo per raggiungere l’obiettivo di una completa eradicazione della PSA sul nostro territorio».

La decisione di Bruxelles ha posto fine all’embargo su circa le metà del territorio sardo suddividendo l’altra metà in zone ancora soggette a differenti restrizioni e regole. «Il Commissario straordinario alla Psa – ha aggiunto Lenti – deve ora essere messo in condizioni di operare con la massima tempestività ed efficacia; diversamente, le conseguenze saranno disastrose: dall’inizio del 2022 il settore sta subendo un danno da mancate esportazioni di almeno 20 milioni di euro al mese e le trattative per la riapertura dei mercati dei Paesi terzi sulla base del principio della regionalizzazione sono particolarmente difficili. Un grande ringraziamento va rivolto a tutti coloro che si sono impegnati insieme a noi in questa battaglia a cominciare dal ministero della Salute fino alle giunte regionali Pigliaru e ora Solinas».


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