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Petit Bateau in Francia, Boccadamo e Fabi in Italia: proseguono le riconversioni per produrre mascherine

Il gruppo americano Vf destina aiuti anche al nostro Paese, tramite la Croce Rossa e altre onlus

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Il gruppo americano Vf destina aiuti anche al nostro Paese, tramite la Croce Rossa e altre onlus


2' di lettura

Il marchio francese Petit Bateau e il gruppo al quale appartiene, Rocher, sono impegnati – proprio come tantissime aziende in Italia – a contribuire alla lotta al coronavirus. In coordinamento con altre attività industriali tessili nel dipartimento francese di Aube - dove si trova la sede
dell’azienda - 20 impiegati volontari stanno fabbricando maschere destinate all’autorità sanitaria regionale che supervisiona le esigenze regionali. La produzione settimanale sta passando da 15mila per le prime due settimane a 25mila, pari a 5mila maschere al giorno. Il management di Petit Bateau spera di poter aumentare ulteriormente la produzione.

La riconversione di Boccadamo e Fabi
L’arte tutta italiana di trovare soluzioni anche quando sono tutto meno che scontate è confermata da due aziende del sistema moda, Boccadamo (gioielli) e Fabi (calzature). Per quanto riguarda la prima, dopo aver donato, nei giorni scorsi, attraverso la Fondazione Boccadamo alcune migliaia di mascherine per uso chirurgico ai Pronto Soccorso degli ospedali della provincia di Frosinone e del Comando Provinciale dei Carabinieri, l’azienda ha avviato un percorso di riconversione, per la realizzazione di mascherine protettive. Le mascherine, realizzate artigianalmente con due strati di tessuto in cotone 100% ed uno interno di Tnt in polipropilene, sono lavabili, riutilizzabili e rispondono alle indicazioni tecniche fornite dal Politecnico di Milano. La produzione, che avviene all’interno del quartier generale di Frosinone, è al momento di circa mille mascherine al giorno, con la previsione di moltiplicare la disponibilità entro la fine di aprile.

Scelta simile per Fabi, storico calzaturificio marchigiano fondato nel 1965, che da sempre detiene un forte legame con il territorio e in questi giorni di emergenza sanitaria ha deciso di riconvertire un ramo d’azienda per realizzare mascherine protettive, riutilizzabili previa disinfezione, e donarle alla comunità. «Un messaggio – spiegano dall’azienda – che dimostra come anche il settore calzaturiero italiano sia in prima linea per questa emergenza. Grazie al lavoro appassionato, in sicurezza, degli uomini e delle donne del reparto orlatura, degli addetti al taglio e del reparto modelleria di Fabi, l’azienda sta dando un aiuto concreto alle Marche, una delle regioni del centro Italia più colpite».

Dagli Stati Uniti all’Italia in aiuto alla Croce Rossa
In Italia, è la Croce Rossa a beneficiare dei fondi della Fondazione di VF, il colosso americano dello sportswear e casualwear, che andranno a supportare la gestione del contenimento della malattia in collaborazione con il ministero della Salute. Inoltre, grazie alla campagna fondi GlobalGiving Coronavirus Relief Fund la Fondazione VF darà supporto alle seguenti associazioni impegnate in progetti di lotta al Covid-19: Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi onlus, Fondazione Francesca Rava Nph Italia Onlus, IBO Italia, Mission Bambini, Guardavanti: per il futuro dei bambini onlus. «Con l’evoluzione della pandemia Covid-19, VF Corporation e la Fondazione VF – si legge in una nota – valuteranno ulteriori supporti alle categorie e i progetti più bisognosi, oltre a esplorare le opportunità per favorire la ripresa economica a lungo termine.

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