medio oriente

Petroliera colpita da due missili nel Mar Rosso: il Brent balza a 60$

In fiamme nel Mar Rosso un’imbarcazione della compagnia petrolifera iraniana. Per Teheran si tratta di «attacco terroristico». Schizzano i contratti su greggio e brent


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La petroliera iraniana in fiamme nel Mar Rosso dopo un «attacco terroristico»

2' di lettura

Una petroliera iraniana è in fiamme al largo della costa dell’Arabia Saudita dopo essere stata colpita da due missili. Lo riferiscono l’agenzia di stato ed altri media iraniani. L’imbarcazione appartiene alla compagnia petrolifera nazionale ed è di stanza a 120 chilometri al largo di Gedda. Secondo l’agenzia statale Isna, l’incendio sarebbe stato provocato da un’esplosione. «Si tratta di un attacco terroristico», riferiscono fonti anonime all’agenzia. Non ancora chiara l’entità del danno: si parla di una perdita nel Mar Rosso.

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Una densa colonna di fumo si leva dal Mar Rosso al largo della costa saudita. Lo riferiscono fonti e testimoni oculari citati stamani da media sauditi. Sui social network relativi al porto saudita di Gedda, appaiono foto dell’imbarcazione iraniana in fiamme. Secondo l’agenzia statale iraniana Irna, la petroliera è stata colpita da due missili. In precedenza i media iraniani avevano parlato più genericamente di due esplosioni e dell’attacco di un missile. L’Iran non ha incolpato nessuno per l’attacco. Da quanto si apprende dalle fonti ufficiali iraniane, la perdita di petrolio sarebbe comunque ai minimi.

La petroliera iraniana «Sabiti» colpita da due missili a largo dell’Arabia Saudita (Epa)

L’equipaggio della nave cisterna Sabity di proprietà della Nitc è illeso e il corpo della nave è stato solo leggermente danneggiato, ha detto Irna. L’incidente arriva settimane dopo che l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti hanno accusato l’Iran di aver attaccato strutture petrolifere con missili e droni. L’Iran ha negato le accuse ma l’attacco ha alimentato già alte tensioni nella regione.

Il tragitto seguito dalla petroliera colpita nel Mar Rosso

La notizia, come prevedibile, condiziona i mercati: in netto aumento le quotazioni del petrolio dopo l’incendio. I contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre guadagnano 74 centesimi a 54,2 dollari l’oncia. Il Brent aumenta di 93 centesimi a 60,03 dollari l’oncia.

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