ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùbrent sopra 67 dollari

Petrolio, allarme uragani e tensioni Usa-Iran fanno volare i prezzi

di Sissi Bellomo


default onloading pic

1' di lettura

L’allarme uragano nel Golfo del Messico e una nuova escalation nelle minacce di Donald Trump all’Iran hanno infiammato le quotazioni del petrolio, spingendole in rialzo di oltre il 4% nella seduta di ieri. Il Wti è risalito sopra 60 $/barile, il Brent ha riconquistato quota 67 dollari.

Al rally hanno contribuito anche un forte calo delle scorte di greggio Usa – scese la settimana scorsa di 9,5 milioni di barili, il triplo rispetto al previsto – e le osservazioni preparate dal presidente della Fed Jerome Powell per la due giorni di testimonanze al Congresso Usa, da cui emerge l’orientamento della banca centrale a tagliare i tassi di interesse questo mese.

La Fed «colomba» ha spinto a nuovi record i principali indici di Borsa a Wall Street. Per il petrolio tuttavia ha probabilmente pesato soprattutto l’evacuazione di decine di piattaforme nel Golfo del Messico, in vista del probabile arrivo di un uragano nel corso del weekend: ieri sera era già stata sospesa circa un terzo della produzione di petrolio nell’area, oltre 600mila barili al giorno.

Intanto la Casa Bianca continua ad alzare i toni contro l’Iran: in un tweet Trump ha accusato Teheran di aver «segretamente» arricchito l’uranio oltre i limiti consentiti per lungo tempo e preannunciato che «presto le sanzioni saranno aumentate in modo significativo».

    Loading...

    Newsletter

    Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

    Iscriviti
    Loading...