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Petrolio, è allarme liquidità sui futures dopo il crollo sotto zero

È in atto una fuga degli operatori dalla scadenza più vicina dei futures su Wti e Brent, quella che di solito è la più scambiata. E sono soprattutto i compratori a dileguarsi

di Sissi Bellomo

Petrolio: prezzo barile va sotto zero, prima volta nella storia

È in atto una fuga degli operatori dalla scadenza più vicina dei futures su Wti e Brent, quella che di solito è la più scambiata. E sono soprattutto i compratori a dileguarsi


3' di lettura

Dopo il tonfo sotto zero il petrolio fa paura. Macon la paura aumenta il rischio che si ripeta una seduta come quella di lunedì 21 aprile, quando il Wti per maggio, rimasto senza compratori, è arrivato a quotare -40 dollari al barile. Oggi sul mercato dei futures la liquidità è crollata, soprattutto sui contratti per consegna vicina, mentre le posizioni lunghe (all’acquisto) sono diventate più difficili da assumere.

È in atto una fuga degli investitori dalla prima scadenza dei futures, il front month come lo chiamano gli esperti, che per un efficiente funzionamento del mercato dovrebbero (e di solito sono) i contratti più scambiati.

Non è più così. Al Nymex le posizioni aperte sul Wti di giugno sono diminuite di quasi il 40% rispetto a lunedì 21, scendendo a 364mila contratti (l’equivalente di 364 milioni di barili di greggio): addirittura meno del Wti luglio, che ne ha 385mila. Anche i volumi di scambio sono crollati, da 1,3 milioni lunedì a 834mila giovedì 23 aprile. E non è tutto.

Tra gli operatori rimasti, non tutti possono comprare: oggi a una parte di loro è consentito solo vendere. È l’effetto paradossale delle misure adottate da diversi broker per proteggere i clienti dopo la seduta shock del petrolio sotto zero.

Almeno tre intermediari – Marex Spectron, INTL FCStone e TD Ameritrade – hanno vietato ai trader individuali e in generale agli investitori con le tasche meno profonde di effettuare nuove “scommesse” a breve sul petrolio. Sono off limits sia il Wti che il Brent, non solo con scadenza giugno ma anche luglio.

A tenere a freno gli speculatori rimasti privi di vincoli è intanto intervenuto un forte aumento dei margini: giovedì 23 il Cme Group li ha alzati del 17%, a 10mila dollari per contratto- E alcuni broker hanno anche aumentato il sovrappiù da depositare in garanzia.

I contratti sul petrolio con consegna a breve vengono intanto abbandonati anche da operatori che sono compratori per definizione. Spaventati dall’estrema volatilità e dal rischio di nuovi scivoloni sotto zero molti Etf si sono spostati lungo la curva dei futures: il più grande del mondo, lo US Oil Fund (USO), ha ridotto al 20% l’esposizione al Wti di giugno, spalmando gli altri investimenti su luglio, agosto e settembre. Un altro mega Etf di Samsung Asset Management è invece balzato direttamente dal Wti di giugno a quello di settembre.

I due Etf giganti sono tra i maggiori responsabili dello scivolone dei prezzi di martedì 21: insieme in una sola seduta hanno venduto 110mila contratti, un quinto delle posizioni aperte sul Wti di giugno, stima Bloomberg.

Le maggiori banche cinesi intanto hanno sospeso l’emissione di nuovi Etf, mentre tra Europa e Stati Uniti sono stati ritirati dal mercato almeno una decina di prodotti di questa categoria (anche se alcuni erano ribassisti, dunque posizionati in vendita e non in acquisto).

La fuga di massa dei compratori è un fattore che potrebbe facilitare un nuovo affondo del petrolio a prezzi negativi. Le reazioni estreme del mercato non sono state provocate solo dalla difficoltà a trovare spazi di stoccaggio liberi a Cushing, ma anche – se non soprattutto – dalla scarsa liquidità, fa notare l’Energy Information Administration (Eia), che fa capo al governo Usa.

Chi non è in grado di consegnare il greggio alla scadenza di un future può cederlo ad altri attraverso contratti chiamati Exchange for Physical (EEP), ricorda l’Eia. Ma nei giorni scorsi si è verificato un evento raro: «l’inabilità da parte di chi possedeva contratti di trovare altri partecipanti al mercato a cui venderli». In poche parole, mancavano compratori. Il rischio è che continuino a mancare, forse in modo ancora più drastico.

In fin dei conti a fronte del famigerato future sul Wti di maggio verranno consegnati 2,4 milioni di barili di greggio, come è emerso dai dati del Cme. A giugno chissà.

Per approfondire:
Petrolio, un Etf monstre distorce il mercato del Wti

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