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Petrolio e benzina al record pre-Covid. Gli Usa tremano per l’uragano Laura

L’uragano punta verso Texas e Louisiana, cuore dell’industria petrolifera Usa, con una forza «catastrofica» che i meteorologi paragonano a quella di Katrina nel 2005. Il Brent ha superato 46 dollari al barile, ma i maggiori rischi riguardano le raffinerie e dunque la domanda di greggio potrebbe indebolirsi

di Sissi Bellomo

Usa, le immagini dell'avvicinamento dell'uragano Laura

L’uragano punta verso Texas e Louisiana, cuore dell’industria petrolifera Usa, con una forza «catastrofica» che i meteorologi paragonano a quella di Katrina nel 2005. Il Brent ha superato 46 dollari al barile, ma i maggiori rischi riguardano le raffinerie e dunque la domanda di greggio potrebbe indebolirsi


3' di lettura

L’allarme uragani è tornato in primo piano sui mercati petroliferi, spingendo ai massimi da 5 mesi le quotazioni del greggio e della benzina, mentre gli Stati Uniti tremano nell’attesa di Laura, fenomeno meteorologico che continua a guadagnare forza e ora minaccia di abbattersi con violenza «catastrofica» sulle coste di Texas e Louisiana.

Il paragone evocato dagli esperti è con l’uragano Katrina, che 15 anni fa distrusse New Orleans e provocò conseguenze devastanti non solo sotto il profilo umanitario ma anche per l’industria dell’Oil&Gas, costringendo il Governo Usa a ricorrere alle scorte di emergenza della Strategic Petroleum Reserve per far fronte alle difficoltà di approvvigionamento di combustibili.

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Stavolta ad essere a rischio è anche l’export di greggio «made in Usa», che all’epoca di Katrina erano ancora vietato per legge (la liberalizzazione risale a dieci anni dopo). Sulla traiettoria di Laura, avviata a diventare un uragano di Categoria 4, c’è il porto texano di Beaumont, collegato all’area di shale oil di Bakken, dal quale nel primo semestre è partito il 13% dei 3,2 milioni di barili di greggio esportati in media ogni giorno dagli Stati Uniti, scrive Argus.

I terminal intorno a Houston sembrano un po’ meno esposti, a meno che Laura non cambi rotta, ma per precauzione molte infrastrutture sono state comunque messe in sicurezza. In Louisiana sono fermi gli impianti di Sabine Pass Lng, da cui Cheniere Energy dal 2016 esporta gas naturale liquefatto. Nella zona – dove c’è anche l’Henry Hub, “ termometro” dei prezzi del gas negli Usa – si prevede che Laura provochi enormi inondazioni, innalzando fino a 4 metri il livello del mare.

L’arrivo dell’uragano – accompagnato inizialmente dalla tempesta tropicale Marco – ha paralizzato negli ultimi giorni anche le attività di estrazione nel Golfo del Messico: fin da martedì 25 si contavano 310 piattaforme evacuate , uno stop generalizzato che non si verificava dal passaggio di Katrina.

La produzione di greggio dell’area è diminuita di quasi il 90%, in pratica un taglio di 1,6 mbg, che ha indotto gli investitori a mettere da parte i timori legati al Covid e all’attenuazione dei sacrifici dell’Opec Plus.

Il Brent si è spinto oltre 46 dollari al barile, il Wti si è avvicinato a 44 dollari, punte di prezzo che non si vedevano da prima della pandemia, cui ha contribuito anche il dato settimanale dell’Eia sulle scorte di greggio Usa (-4,7 milioni di barili).

L’allarme più serio, in relazione all’uragano, non riguarda comunque il greggio, ma i carburanti. Non a caso è la benzina ad essersi apprezzata di più al Nymex questa settimana, guadagnando oltre il 10% (fino a un picco di 1,43 dollari al gallone) a fronte di un rialzo di circa il 3% per il Wti.

Laura sta infatti minacciando soprattutto le raffinerie, in un’area ad altissima densità di impianti. Molti (compresa la mega raffineria Motiva di Port Arthur, da 600mila bg) hanno sospeso l’attività, mettendo fuori uso un terzo della capacità locale e circa il 15% della capacità totale degli Usa: quasi 3 milioni di barili al giorno.

Gli operatori del settore – probabilmente anche fuori dagli Usa – ora incrociano le dita. Danni duraturi al sistema di raffinazione americano (e magari anche a qualche terminal d’esportazione) potrebbero di nuovo mandare a picco le quotazioni del barile, specie se gli impianti di estrazione fossero invece risparmiati dalla furia dell’uragano.

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