la giornata dei mercati

Petrolio e minerari spingono le Borse. Milano al top da gennaio

di C. Di Cristofaro e A. Fontana

(REUTERS)

4' di lettura

La corsa del greggio dopo le scorte Usa, con il Wti ai massimi da dicembre 2014 (a 68 dollari al barile), e gli acquisti sui minerari grazie al rally dei metalli di base, sull'allentamento delle tensioni Usa-Cina, hanno spinto Londra (+1,3% Ftse 100) e sostenuto le Borse europee che hanno chiuso la seduta tutte in rialzo e vicine ai massimi di giornata, mentre Wall Streetè piatta: Piazza Affari, soprattutto grazie alla performance dei petroliferi e dei titoli del lusso, ha guadagnato un altro 0,47% nell'indice Ftse Mib (+2% circa in tre giorni) consolidando i massimi da fine gennaio.

La migliore del paniere delle big di Milano è Saipem (+4,2%) per la quale il numero uno di Eni, Claudio Descalzi, ha escluso una cessione della propri quota. Nel fashion acquisti su Moncler (+2,2%) e su Ferragamo (+2,1%): per il gruppo fiorentino le indiscrezioni sui tempi lunghi per l'individuazione del nuovo amministratore delegato sembrano aver alimentato la speculazione sul possibile arrivo di potenziali acquirenti. E' ripartita Telecom Italia (+1,4%) dopo alcune sedute di correzione e in attesa del responso del Tribunale di Milano sul ricorso della società e di Vivendi in merito alle materie all'ordine del giorno dell'assemblea del 24 aprile. Male Campari (-2,2%) con qualche analista cauto in attesa della trimestrale, giù Pirelli (-2%) dopo il profit warning della tedesca Continental. In discesa anche Stmicroelectron(-1,6%) a causa dell'impatto sul settore tecnologico degli annunci fatti da Ibm sull'outlook dei prossimi mesi.

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Vola il greggio: calo oltre le attese delle scorte Usa
Il petrolio (segui qui l'andamento del barile) ha preso il volo al Nymex portandosi sopra i 68 dollari al barile per la prima volta in oltre tre anni (massimi da dicembre 2014). Il merito del balzo va al calo maggiore del previsto delle scorte di greggio Usa. Il Brent del Mare del Nord si è portato a 73,41 dollari al barile, massimi intraday del 27 novembre 2014. Nella settimana conclusa il 13 aprile scorso le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono calate più del previsto. Il dato è calato di 1,071 milioni di barili a 427,567 milioni di barili mentre gli analisti attendevano un calo di 200.000 barili dopo il rialzo inatteso della settimana scorsa pari a 3,306 milioni di barili.

A Milano debole Pirelli, sale Leonardo

A Piazza Affari in netto calo Pirelli che ha risentito dell'allarme conti lanciato dalla rivale Continental a causa dell'effetto cambi e della revisione della valutazione delle scorte. Il gruppo tedesco ha detto che i livelli attuali di cambio e gli effetti della rivalutazione delle scorte peseranno sui risultati della prima parte dell'anno, con un outlook sul margine operativo inferiore per l'intero 2018. Gli utili sono previsti il calo di 150 milioni di euro nel primo semestre. Il risultato operativo dei primi tre mesi dell'anno del gruppo delle gomme è previsto inferiore di 100 mln di euro
rispetto all'anno prima. Performance appena superiore all'indice di Piazza Affari per Fiat Chrysler Automobiles(+0,6%) al termine di una seduta altalenante a causa dei dati in chiaroscuro sulle vendite di marzo in Europa del gruppo italo-americano: il calo delle immatricolazioni su base annua (-8%) e' stato più consistente rispetto all'andamento del mercato anche se gli esperti sottolineano le ottime performance dei marchi Jeep e Alfa Romeo. Tra gli altri industriali, è andata ai massimi da inizio febbraio Leonardo - Finmeccanica dopo la chiusura di un contratto in Pakistan annunciata ieri. Tra le banche, in luce Ubi Banca con la conferma del rating da parte di S&P's e in un contesto positivo per tutto il comparto bancario, dopo la nascita del maxi-polo Intesa-Intrum per gli Npl. Fa eccezione Bper. Poco superiore all'indice la performance di Enel all'indomani dell'annuncio del lancio di un'Opa sul 100% di Eletropaulo (una delle maggiori società di distribuzione brasiliane) a un prezzo di 1,1 miliardi di euro in caso di adesione al 100%.

A Wall Street bene Morgan S. grazie alla trimestrale. Cade Ibm

La banca d'affari Usa Morgan Stanley ha chiuso il primo trimestre del 2018 con un utile netto pari a 2,7 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 1,9 miliardi dello stesso periodo del 2017. Anche i ricavi sono aumentati in modo sensibile attestandosi a 11,1 miliardi di euro, dai 9,7 miliardi dello stesso trimestre del 2017. Alla luce dei risultati conseguiti nei primi tre mesi del 2018 Morgan Stanley denuncia un utile di 1,45 dollari per azione, in aumento rispetto a 1 dollaro per azione dello stesso periodo dell'anno precedente. Il titolo dell'istituto guadagna il 2% nelle contrattazioni precedenti l'apertura. Cade invece Ibm: nei primi tre mesi dell'anno il gruppo informatico americano ha messo a segno ricavi per 19,1 miliardi di dollari, contro attese per 18,84 miliardi di dollari. Sono in rialzo del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Gli utili operativi invece sono cresciuti del 4% rispetto allo stesso periodo del 2017 a 2,45 dollari ad azione, mentre il consensus era fissato a 2,42 dollari per azione. Per quando riguarda le previsioni per l'anno in corso, Ibm ha confermato le analisi precedenti di 13,80 dollari ad azione, mentre gli analisti si attendevano un aggiustamento in rialzo a 13,83 dollari ad azione.

L'euro chiude sotto quota 1,24. Dietrofront sterlina: rallenta inflazione Uk

Sul versante dei mercati valutari, dopo aver sfiorato a metà seduta quota 1,24, l'euro/dollaro si è riportato a 1,2378 (da 1,2342 ieri). Giù la sterlina dopo il rallentamento dell'inflazione a marzo in Uk (0,1% sul mese e 2,5% sull'anno) indebolendo le scommesse di coloro che puntavano a una stretta monetaria da parte della Banca di Inghilterra già nel mese di maggio.

Btp, spread con Bund ai minimi da due anni
Si contrae ancora lo spread tra BTp e Bund che torna, per la prima volta da aprile 2016, sotto la soglia dei 120 punti base. In chiusura di scambi il differenziale di rendimento tra il titolo decennale benchmark italiano (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco e' infatti indicato a 119 punti base dai 125 punti della chiusura di ieri (124 stamattina). Scende anche il rendimento del benchmark decennale italiano che si attesta all'1,72% dall'1,77% del riferimento precedente.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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