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Petrolio, giallo sul prezzo di Saudi Aramco. All’Opec si tratta sui tagli

La domanda di azioni della compagnia saudita ha superato di oltre tre volte l’offerta tra gli investitori istituzionali. Ma a quasi ventiquattr’ore dalla chiusura del periodo di sottoscrizione il prezzo finale non è stato ancora annunciato. Forse Riad aspetta la fine del vertice Opec, il cui successo tuttavia non è scontato

di Sissi Bellomo

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(Ansa/Ap)

La domanda di azioni della compagnia saudita ha superato di oltre tre volte l’offerta tra gli investitori istituzionali. Ma a quasi ventiquattr’ore dalla chiusura del periodo di sottoscrizione il prezzo finale non è stato ancora annunciato. Forse Riad aspetta la fine del vertice Opec, il cui successo tuttavia non è scontato


2' di lettura

La decisione sul prezzo di collocamento di Saudi Aramco sembrava imminente. Invece, a quasi ventiquattr’ore dalla chiusura del periodo di sottoscrizione, non si sa ancora nulla. Un silenzio che si somma a quello – davvero insolito – che precede il vertice Opec.

Forse Riad punta a coordinare l’annuncio sul valore dell’Ipo, che potrebbe essere la più ricca nella storia, con quello sul destino dei tagli della produzione di petrolio. La stessa riunione dell’Opec è in ritardo rispetto alle abitudini: i ministri, che di solito avviano la discussione plenaria intorno alle 11, stavolta si vedranno alle 15.

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La mattinata di oggi è riservata alla riunione del Jmcc, il comitato di monitoraggio sui tagli produttivi, in cui siedono soltanto alcuni Paesi, e alle trattative dell’ultimo minuto: il principe-ministro saudita Abdulaziz Bin Salman ha avuto una colazione di lavoro con il collega russo Alexandr Novak.

Secondo indiscrezioni, Riad vorrebbe sorprendere il mercato con una decisione che vada oltre le attese: un aumento formale dei tagli produttivi – che attualmente ammontano a 1,2 mbg per l’Opec Plus, ma di fatto sono già del 40% più alti – potrebbe essere l’esito più efficace a questo scopo. Ma la Russia minaccia di mettere i bastoni tra le ruote, con la richiesta di conteggiare diversamente il suo contributo ai tagli, escludendo i condensati.

Difficile capire se sono i dettagli dell’Ipo saudita ad aspettare l’esito delle discussioni a Vienna o viceversa. Sta di fatto che il processo di bookbuilding per assegnare le azioni di Saudi Aramco agli investitori istituzionali si è chiuso ieri, 4 dicembre, alle 17 ora di Riad (le 15 in Italia).

Benché l’operazione sia stata snobbata in Occidente, la domanda è stata più di tre volte superiore all’offerta e i global coordinator hanno suggerito di collocare il titolo al prezzo massimo indicato nella forchetta: 32 riyal, ossia 8,53 dollari.

Se così fosse, il gigante petrolifero saudita raggiungerebbe una valutazione di 1.700 miliardi di dollari, diventando la società a maggior capitalizzazione nel mondo (Apple vale circa 1.200 miliardi).

L’Ipo sarebbe la più ricca nella storia, superando i 25 miliardi di dollari raccolti da Alibaba a Wall Street nel 2014.

Per approfondire:
Opec, tutte le crisi sul tavolo alla vigilia del vertice
Aramco, la domanda degli investitori istituzionali supera di 3 volte l'offerta
Braccio di ferro all'Opec Plus sui tagli di produzione russi

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