tetti produttivi

Petrolio, l’Opec prova a frenare Libia e Nigeria

di Sissi Bellomo

(Ansa)

2' di lettura

L’Opec sta provando a mettere un freno alla produzione di petrolio di Libia e Nigeria, che è cresciuta a sopresa negli ultimi mesi, al punto da neutralizzare un terzo dei tagli effettuati dall’Organizzazione e dai suoi alleati. È stato il Governo russo a rivelare che rappresentanti dei due Paesi, finora esentati dai tetti produttivi, sono stati invitati a San Pietroburgo il 24 luglio, per la riunione del Comitato di monitoraggio sui tagli.

L’iniziativa ha arginato le vendite sui mercati petroliferi, ma il recupero delle quotazioni del barile è stato comunque modesto: +0,4%, con il Brent a 46,88 dollari e il Wti a 44,40 $ a fine seduta.

Loading...

Lo scetticismo è comprensibile. Libia e Nigeria, che rispetto a ottobre stanno estraendo 600mila bg in più (a fronte di tagli Opec-non Opec per 1,8 milioni di bg), non sembrano disposte a fermarsi. Il ministro nigeriano Emmanuel Ibe Kachikwu, che pure si era detto disponibile a fare la sua parte in caso di recupero dell’output, ha già detto che non andrà in Russia, per un precedente impegno. E comunque chiede «qualche mese per vedere se il recupero è permanente e sostenibile».

Dalla Libia intanto Mustafa Sanalla, a capo della National Oil Corporation (Noc), fa sapere che il suo Paese – che oggi estrae 1 mbg, il massimo da 4 anni, ma punta ad arrivare a 1,2 mbg – può al massimo «informare l’Opec e i mercati dei suoi piani sul recupero della produzione». «La situazione politica, umanitaria ed economica della Libia – sottolinea Sanalla – dev’essere tenuta in conto se dobbiamo parlare di tetti alla produzione».

Anche il ministro russo Alexander Novak non si fa illusioni. «Non abbiamo parlato di limiti alla produzione, ma almeno ora possiamo discutere di piani produttivi», afferma, confermando di aver invitato Libia e Nigeria a San Pietroburgo.

Il ceo di Saudi Aramco, Amin Nasser, invita intanto a non sottovalutare la pesante riduzione degli investimenti nel settore dell’Oil & Gas: «Se guardiamo alla situazione dell’offerta nel lungo termine, il quadro diventa sempre più preoccupante», ha detto, promettendo che la compagnia saudita investirà «oltre 300 miliardi di $ nel prossimo decennio».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti