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Petrolio: la domanda crolla, l’offerta aumenta. La folle guerra tra i produttori

L’offerta di Saudi Aramco aumenterà del 25% mentre l’Iraq propone nuovi sconti: la guerra tra i produttori si accende per intercettare consumi sempre più bassi

di Sissi Bellomo

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(REUTERS)

L’offerta di Saudi Aramco aumenterà del 25% mentre l’Iraq propone nuovi sconti: la guerra tra i produttori si accende per intercettare consumi sempre più bassi


2' di lettura

La guerra dei prezzi sul mercato del petrolio sta vivendo una nuova escalation, con i sauditi che si preparano a riversare sul mercato 2,6 milioni di barili al giorno in più: una quantità di greggio enorme, soprattutto oggi che i consumi sono crollati a causa del coronavirus.

L’Arabia pompa di più
L'annuncio è arrivato in via ufficiale, attraverso un comunicato di Saudi Aramco: dal 1 aprile le forniture “concordate con i clienti” saliranno dagli attuali 9,7 mbg a ben a 12,3 mbg, un aumento del 25% da un mese all'altro, che sarà ottenuto anche attingendo alle scorte. La stessa compagnia saudita afferma che si tratta di «300mila bg in più rispetto alla massima capacità produttiva sostenibile, che è di 12 mbg».

La decisione è in parte una conseguenza dei super sconti sui prezzi di listino che Riad aveva offerto nel fine settimana, che secondo indiscrezioni avrebbero spinto alcuni raffinatori ad incrementare del 30-50% gli ordini di greggio saudita, a scapito si presume di forniture di altra origine.

L’Iraq avvia i saldi
Anche l'Iraq ha nel frattempo tagliato i prezzi di listino, in una rincorsa al ribasso che ha ormai i connotati di una lotta per la sopravvivenza e che sicuramente coinvolgerà un numero crescente di produttori. Ai clienti europei Baghdad offre uno sconto di 4-5 dollari al barile ad aprile rispetto a marzo, mentre negli Usa il prezzo scenderà di 2,5-3 dollari al barile.

La Russia non sta a guardare
La Russia - ex alleata di ferro dei sauditi - non è rimasta a guardare. Mosca tuttavia non ha la stessa capacità di fuoco di Riad in termini di aumenti di produzione (in compenso può difendere le entrate facendo crollare il rublo, mentre il ryial è agganciato al dollaro).
Il ministro dell'Energia russo, Alexandr Novak, ha risposto all'ultima provocazione saudita affermando che anche Mosca si accinge ad aumentare ai massimi la produzione di greggio: ci sarà un aumento di 300mila bg (equivalente a cancellare i tagli Opec Plus) e potenzialmente di 500mila bg, fino a un record di 11,8 mbg.

Novak, forse preoccupato dall'escalation, ha anche aperto uno spiraglio alla pacificazione con Riad: il prossimo vertice Opec Plus, ha detto, potrebbe tenersi a maggio o a giugno

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