ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùopec plus

Petrolio, la Russia resiste a nuovi tagli di produzione

I tecnici dell’Opec Plus hanno concluso che per reagire al calo della domanda provocato dal coronavirus serve un taglio extra della produzione di greggio da 600mila barili al giorno. Ma Mosca prende tempo: gli impatti dell’economia non sono ancora chiari

di Sissi Bellomo

default onloading pic
(REUTERS)

I tecnici dell’Opec Plus hanno concluso che per reagire al calo della domanda provocato dal coronavirus serve un taglio extra della produzione di greggio da 600mila barili al giorno. Ma Mosca prende tempo: gli impatti dell’economia non sono ancora chiari


3' di lettura

Il petrolio è sotto pressione per gli effetti del coronavirus sui consumi. Ma una reazione da parte dell’Opec Plus non è ancora scontata. Le esitazioni della Russia sulla necessità di nuovi tagli di produzione hanno condotto a un parziale fallimento la riunione d’emergenza del comitato tecnico, convocata a Vienna per studiare misure a sostegno del mercato.

Gli esperti si sono presi una terza giornata di tempo per discutere, concludendo che nel secondo trimestre la coalizione dovrebbe ridurre le estrazioni di greggio di ben 2,7 milioni di barili al giorno: in pratica ci vorrebbe un taglio extra di 600mila bg, da aggiungere a quello deliberato al vertice Opec Plus dello scorso dicembre, che prevedeva una riduzione collettiva di 1,7 mbg fino a marzo, più una “volontaria” da 400mila bg da parte dei sauditi, condizionata al totale rispetto delle quote da parte di ciascun Paese.

Le raccomandazioni del comitato, tuttavia, lasciano il tempo che trovano. Ogni decisione spetta ai ministri del gruppo che – in rappresentanza di ben 23 Paesi – dovranno riunirsi in seduta plenaria e trovare un accordo unanime, o meglio: il «consenso», come l’Opec ha sempre amato definirlo.

Per il momento il consenso non c’è. Ed è per questo che il vertice vero e proprio, convocato per il 5-6 marzo nella capitale austriaca, non è stato anticipato come molti si aspettavano.

È stata la Russia – alleata ingombrante ma ormai irrinunciabile per l’Opec – a non voler affrettare le scelte in una fase in cui c’è ancora molta incertezza sulle ricadute del coronavirus. «Abbiamo bisogno di più tempo per vedere come si evolve la situazione, che impatto avrà sul mercato petrolifero globale», ha spiegato da Mosca il ministro Alexandr Novak.

Almeno in apparenza, la cautela russa è uno smacco per l’Arabia Saudita. In allarme per i forti ribassi del greggio e per il ritorno del temuto contango (prezzi a pronti più bassi di quelli a futuri, che incoraggiano l’accumulo di scorte) Riad premeva per un intervento rapido ed incisivo: un taglio di produzione extra fino a un mbg, secondo indiscrezioni, da distribuire equamente nell’Opec Plus. Non ha trovato una sponda favorevole nei russi, anche se l’esperienza suggerisce che potrebbe essere il solito gioco delle parti, per riuscire in un secondo momento a sorprendere il mercato, con un maggiore effetto sui prezzi.

Gli investitori hanno reagito in modo tiepido alle notizie da Vienna. Il petrolio ha concluso la seduta poco mosso, con il Brent intorno a 55 $/barile. La riduzione dei dazi decisa da Pechino è vista come un segnale incoraggiante, benché non decisivo per rilanciare gli acquisti cinesi di greggio Usa. Ma soprattutto è il mercato stesso – e non solo la Russia – ad essere disorientato di fronte all’epidemia di coronavirus, di cui è difficile indovinare la durata e dunque gli impatti di lungo termine.

In questi giorni il consumo di greggio in Cina è davvero crollato, secondo alcune stime addirittura di 3 mbg e più, ossia del 20-25%. Ma il recupero potrebbe essere molto veloce quando l’emergenza si attenuerà.

Inoltre, a complicare gli scenari (e l’azione dell’Opec) ci sono anche altre incognite: la produzione della Libia ad esempio, che è crollata di 1 mbg a causa del blocco dei porti imposto dal generale Khalifa Haftar, ma potrebbe risalire da un momento all’altro.

Per approfondire
In Cina big di Stato a sostegno dei listini, sul petrolio si muove l’Opec
Cina bloccata dal virus: import-export a rischio, crolla il consumo di petrolio
Petrolio, da Opec e Russia tagli record. Purché nessuno sgarri

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti