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Petrolio, virus, rublo: le tre crisi che sfidano la «fortezza» Putin

di Antonella Scott


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Piazza Pushkin. Anche le vie e le piazze del centro di Mosca si stanno svuotando per l’effetto dell’emergenza coronavirus

3' di lettura

Petrolio in calo, coronavirus, fuga dal rublo: Vladimir Putin sembra finito fra tre fuochi. Dal 2014 a oggi, sotto il peso delle sanzioni internazionali e ricordando la crisi finanziaria del 2008, le autorità russe hanno accumulato risorse per “i giorni di pioggia”, costruendo una fortezza che rendesse il Paese impermeabile ai dardi dei “fattori esterni”. Le riserve della Banca centrale hanno così superato i 570 miliardi di dollari, quarto posto nel mondo; mentre il Fondo di riserva nazionale - alimentato dai guadagni del petrolio - si appoggia su liquidità di 170 miliardi. Davanti a queste cifre, e a un debito estero tra i più bassi al mondo, gli investitori stranieri erano tornati.

Fino a un mese fa, Putin contava di attingere a tutto questo per rimediare almeno in parte agli squilibri sociali, per rilanciare la crescita con grandi progetti infrastrutturali e rinvigorire la propria popolarità. Improvvisamente, però, le ragioni per mettere mano al tesoro di casa si sono moltiplicate, tutte nello stesso tempo. C’è bisogno di soldi per sostenere il rublo e tenere a bada l’inflazione, per affrontare l’emergenza sanitaria e attutire l’impatto sui conti pubblici di un petrolio sotto i 30 dollari al barile; senza contare la fuga dei capitali, di nuovo spaventati, e gli interventi a sostegno di famiglie e imprese nella crisi che rischia di scatenarsi. Per un presidente che sta per mettere ai voti l’idea di restare al Cremlino a tempo indeterminato, la tempesta non poteva arrivare in un momento peggiore.

Putin, il suo governo e la Banca centrale russa ostentano sicurezza, nel nome di una stabilità finanziaria che non considerano in pericolo: né possono permettere che sia messa a rischio quella politica, incarnata dal presidente. Le risorse raccolte in questi anni consentono di far fronte a un prezzo del petrolio a 25/30 dollari il barile per 6/10 anni, dice il ministro delle Finanze, Anton Siluanov. Prezzi così bassi non fanno certo piacere, ammette il portavoce del presidente, Dmitrij Peskov, ma non sono catastrofici: la Russia è in grado di reggere l’impatto. È tutto sotto controllo, ripete Putin. Al punto, scrive l’agenzia Bloomberg, che il presidente russo non ha alcuna intenzione di cedere per primo nella sfida ingaggiata con i sauditi, a chi resiste di più con il petrolio così basso.

Contagi in aumento

Ma in un momento come questo, nulla è sotto controllo: la stessa Russia lo sta sperimentando sul fronte del coronavirus, da cui aveva cercato di tenere le distanze alzando barriere ai confini con la Cina. Ora un rapido aumento dei contagi - 54 solo nelle ultime 24 ore, a 253 casi - ha spinto le autorità ad adottare misure simili a quelle di altri Paesi: scuole chiuse e insegnamento a distanza, manifestazioni culturali e sportive (nonché di protesta) cancellate, restrizioni ai movimenti delle persone. L’emergenza metterà seriamente alla prova il sistema sanitario nazionale.

Il dilemma della Banca centrale
«La situazione è cambiata drammaticamente, nell’economia globale, sui mercati delle commodities e su quelli finanziari», ha riconosciuto Elvira Nabiullina, presidente della Banca centrale, nella conferenza stampa in cui ieri ha spiegato la decisione di lasciare invariati al 6% i tassi di interesse. L’incertezza è evidenziata dalla scelta «rara» tra le opzioni considerate dal consiglio di Bank Rossii: abbassare i tassi, alzarli o lasciarli invariati. Diversamente dalle banche centrali di mezzo mondo, infatti, alla minaccia di un rallentamento dell’economia, la Russia unisce la necessità di proteggere il rublo, bersagliato dal calo del petrolio: a marzo, la moneta ha già perso il 19%. Nelle ultime settimane, per sostenerlo, la Banca centrale aveva così ripreso le vendite di valuta estera; ieri, per incoraggiare invece l’attività economica, Nabiullina ha annunciato un pacchetto di iniziative a sostegno delle piccole e medie imprese, con la possibilità di accedere a prestiti agevolati a un tasso del 4%. Ma la fortezza, impegnata contemporaneamente su due fronti, quanto tempo potrà resistere?

Per approfondire:

Putin Gattopardo, fa la rivoluzione per non cambiare il sistema

Putin: abbiamo i mezzi, finiremo Nord Stream 2 da soli

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