cinquant’anni

Peugeot 304: cabriolet o Coupé ancora oggi assicura comodità e piacere di guida

Grazie alla qualità costruttiva ha saputo resistere a qualsiasi strapazzo nelle zone più inospitali, automobilisticamente parlando, della Terra

di Vittorio Falzoni Gallerani

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Grazie alla qualità costruttiva ha saputo resistere a qualsiasi strapazzo nelle zone più inospitali, automobilisticamente parlando, della Terra


3' di lettura

Dopo la berlina, presentata al Salone di Parigi nell'autunno del 1969, il Salone di Ginevra del 1970 vide il debutto delle due versioni “sportive”: la coupé e la cabriolet; le virgolette attorno alla parola sportive sono obbligate vista la meccanica invariata rispetto a quella della quattro porte. Anzi, per la verità una modifica vi era: una drastica riduzione del passo da 2.590 a 2.305 mm; ma quel che più conta in questi casi, e cioè l'aumento delle prestazioni rispetto alla berlina di derivazione, si affidava solamente alla riduzione di peso dovuta alle minori dimensioni e ad una marginale migliore resa aerodinamica dovuta alla ridotta sezione frontale conseguente al padiglione abbassato o assente.

Il risultato erano prestazioni insoddisfacenti per vetture di queste caratteristiche, in particolare per il pubblico italiano, perché potevano contare sui soli 65 CV sviluppati dal quattro cilindri da 1,3 litri posizionato trasversalmente sull'avantreno ove azionava le ruote motrici. Su altri mercati il successo, che però mai fu la migliore caratteristica di queste auto, fu maggiore poiché la clientela poteva essere di diversa estrazione rispetto alla nostra; soprattutto in Patria molte signore, che in Italia potevano ambire tuttalpiù ad una Fiat 850, fecero della 304 coupé il loro mezzo di trasporto ideale visti l'ampio vano posteriore dove sistemare comodamente la prole e l'ampio bagagliaio accessibile attraverso un comodo portellone, una rarità all'epoca, ove sistemare gli annessi e connessi alla figliolanza, spesa settimanale compresa.

Il tutto con una dose indiscussa di praticità urbana grazie alle dimensioni ridotte, 3,76 metri la lunghezza, e di eleganza in virtù, questa volta, del carisma del Marchio (si ricordi che Peugeot è considerata da sempre la Mercedes francese) e della piacevolezza della linea. Al proposito si narra che, ai tempi dello sviluppo della 204 cabriolet, una versione praticamente obbligata per tutti i modelli Peugeot, al Centro Stile qualcuno si divertì a tratteggiare su carta una versione chiusa che piacque talmente a Roland Peugeot da ordinarne la immediata messa in produzione; e, come è noto, la Peugeot 304, in tutte le sue incarnazioni, non è che una approfondita evoluzione della 204.

Per quanto riguarda la Cabriolet, come al solito, le scarse prestazioni sono meno penalizzanti poiché gli amanti della guida all'aria aperta apprezzano maggiormente il molle procedere alla carezza del vento che non gli scatti al semaforo e, comunque, la scarsa tenuta all'aria delle capote anni settanta sconsigliavano tirate autostradali ad alta velocità; ecco che la 304 diventò la scelta di mature coppie, magari non facoltosissime ma amanti del buon vivere, che la usarono per rilassanti gite sulle sinuose strade francesi, cullati dalle morbide sospensioni di Casa e senza limitazioni per il bagaglio.

Più che un cenno è giusto dedicarlo, per inquadrare ancor meglio queste vetture, alla loro qualità costruttiva che, nelle versioni più popolari, ha dimostrato di resistere a qualsiasi strapazzo nelle parti più inospitali, automobilisticamente parlando, della Terra. Curate anche le finiture e la sicurezza con gli appoggiatesta di serie, a partire dal 1971, di dimensioni finalmente consone alla loro funzione; fanno parte della dotazione della versione S della 304 che, nel marzo di quell'anno, si affianca a quella 'base' del debutto; oltre a questi importanti elementi essa offre le luci di retromarcia, cerchi dal disegno più sportivo, contagiri e si distingue per la calandra nera opaca con il leone dorato al centro.

Un'insieme molto piacevole ed anche vagamente aggressivo pur non essendocene motivo: nonostante l'adozione di una nuova testata con carburatore doppio corpo e collettori di scarico sdoppiati la potenza non decolla: 9,5 CV in più non sono sufficienti a fare cambiare il carattere alla macchina che rimane sempre bonario e rilassante. Abbiamo insistito, nel celebrare il cinquantenario di queste auto, su questo aspetto della inesistente grinta poiché siamo convinti sia il responsabile del loro mancato successo italico e della loro conseguente irrisoria quotazione sul mercato amatoriale odierno; forse anche una certa mancanza di grazia della cabriolet con capote chiusa ha contribuito ma ci sembra in maniera meno incisiva.

Fatto sta che oggi la scelta di una di queste due auto è come uno di quegli acquisti che si fanno durante i Black Friday, negli outlet di gran marca: magari non hai il capo all'ultima moda ma hai comprato a pochissimo un oggetto di qualità; in questo caso si parla addirittura di 7/10.000 Euro per una Coupé/Cabriolet in stato più che buono.

A questa incredibile convenienza nell'acquisto aggiungiamo, in conclusione, che poche Case come la Peugeot offrono ai propri collezionisti occasioni per sentirsi importanti e coccolati: ai viaggi organizzati dall'Aventure Peugeot Classic ci si può ritrovare a tavola con i membri della Famiglia.

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