ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl fronte delle terapie

Pfizer, come funziona la pillola anti Covid che (forse) arriva a gennaio

«Raggiunge il 90%, evita i ricoveri. È un’ottima notizia», ha spiegato l’immunologo Anthony Fauci. «Ma non ce ne sono grandi provviste»

di Nicola Barone

Brusaferro: "Aumento generalizzato di casi Covid. Continuare con vaccini e prudenza"

4' di lettura

Dalle pillole anti-Covid presto disponibili in Italia si attende nuovo slancio sul fronte delle cure. Il momento immaginato dall’ex direttore esecutivo Ema e consulente del commissario straordinario per l’emergenza Covid Guido Rasi è i primi di gennaio. Ma al di là delle modalità di impiego nel conto bisogna tenere fatalmente un problema di disponibilità. «Il prodotto della Merck è efficace solo del 30% nel ricovero, ma la pillola Pfizer raggiunge il 90% dell’efficacia, evita i ricoveri. Questa è un’ottima notizia», ha spiegato l’immunologo e chief medical advisor della Casa Bianca Anthony Fauci. «L’unica questione è che non ce ne sono grandi provviste, quindi dobbiamo aumentare la produzione perché ci sarà grande domanda di questo prodotto, perché è molto efficace».

Le modalità di assunzione

In ambito europeo le autorità nazionali potrebbero decidere sul possibile uso precoce del medicinale Paxlovid della Pfizer ancor prima della vera e propria autorizzazione ad esempio in contesti di emergenza, alla luce dell’aumento dei tassi d’infezione e dei morti dovuti a Covid in tutta l’Ue. In base al parere reso dal Comitato per i medicinali ad uso umano Chmp e comunicato dall’ente regolatorio Ue il trattamento è riservato ad adulti con Covid-19 che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio di progressione verso una malattia grave. Inoltre il farmaco va somministrato il prima possibile dopo la diagnosi e comunque entro 5 giorni dall’inizio dei sintomi.

Loading...

Efficacia dimostrata

I due principi attivi del medicinale, PF-07321332 e ritonavir, disponibili in compresse separate, devono essere assunti insieme 2 volte al giorno per 5 giorni. L’indicazione Ema sull’uso della pillola Pfizer si basa sui risultati intermedi dello studio principale condotto su pazienti non ospedalizzati e non vaccinati che presentavano una malattia sintomatica e almeno una condizione sottostante che li esponeva al rischio di Covid grave. Questi dati - dettaglia l’agenzia - hanno mostrato che Paxlovid ha ridotto il rischio di ricovero e morte quando il trattamento è iniziato entro 5 giorni dall’inizio dei sintomi. Circa l’1% dei pazienti (6 su 607) che hanno assunto il farmaco è stato ricoverato in ospedale entro 28 giorni dall’inizio del trattamento rispetto al 6,7% dei pazienti (41 su 612) a cui è stato somministrato placebo (trattamento fittizio); nessuno dei pazienti del gruppo dei trattati è morto, rispetto ai 10 pazienti del gruppo placebo. In termini di sicurezza, gli effetti indesiderati più comuni riportati durante il trattamento e fino a 34 giorni dopo l’ultima dose sono stati disgeusia (disturbi del gusto), diarrea e vomito.

No all’utilizzo in gravidanza

Paxlovid non deve essere usato con alcuni altri medicinali - precisa poi Ema - sia perché a causa della sua azione può portare ad aumenti dannosi dei loro livelli ematici, sia perché al contrario alcuni farmaci possono ridurre l’attività di Paxlovid stesso. L’elenco è incluso nelle condizioni d’uso proposte. La pillola anti-Covid non deve essere utilizzata anche in pazienti con funzionalità renale o epatica gravemente ridotta. Paxlovid non è raccomandato durante la gravidanza, ma anche nelle donne che non usano contraccettivi e possono iniziare una gravidanza. Queste raccomandazioni sono dovute al fatto che studi di laboratorio sugli animali suggeriscono che dosi elevate del farmaco possono avere un impatto sulla crescita del feto.

Garattini: bene ma serve cura per malattia avanzata

A dire di Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, servono anche altre armi per segnare una svolta definitiva contro Covid-19. Quello di Pfizer «è certamente un farmaco attivo ma ciò di cui abbiamo bisogno è non solo e non tanto di questi farmaci che fanno un po’ quello che farebbe il vaccino, ma di farmaci che agiscano quando c’è la malattia ed è andata avanti». Serve insommma un “game changer” in grado di curare nelle fasi successive, «quando la malattia Covid è ormai in azione». È «presto per parlare di una pillola anti-Covid» secondo il consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi, che all’Adnkronos Salute ribadisce la necessità «di non correre troppo, ma di aspettare» anche sull’antivirale Paxlovid di Pfizer che potrebbe arrivare. Anche nel 2022 «la strategia da tenere è quella delle vaccinazioni e delle precauzioni che ormai conosciamo».

Merck, sotto la lente dati con efficacia ridotta

Intanto la Danimarca è stato il primo Paese Ue ad autorizzare il trattamento anti-Covid realizzato dalla casa farmaceutica americana Merck. Commercializzato con il nome di Lagevrio, il farmaco è stato approvato a metà novembre dal regolatore europeo per un utilizzo in casi di urgenza, in attesa che venga messo definitivamente sul mercato. Da novembre la pillola è autorizzata nel Regno Unito ed è in corso di autorizzazione negli Usa. Ema si appresta a esaminare i nuovi dati emersi dallo studio principale sulla pillola Lagevrio che mostrano un’efficacia ridotta del farmaco per il trattamento di Covid-19, in termini di riduzione del rischio di ricovero o morte. Per l’antivirale orale sviluppato da Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics, l’ente regolatorio Ue aveva emanato a novembre delle raccomandazioni provvisorie per supportare le autorità nazionali in eventuali decisioni sull’uso precoce del prodotto. Queste raccomandazioni - ha scritto Ema - si basavano su una valutazione dei dati provvisori dello studio, allora disponibili su 762 persone, che mostravano un rischio dimezzato di ricovero o morte nei soggetti a rischio (dal 14,1% del gruppo placebo al 7,3 % nel gruppo dei trattati con antivirale). Lo studio non ha incluso persone che erano state vaccinate. Ora i risultati aggiornati, basati su 1.408 partecipanti al trial, mostrano che Lagevrio ha ridotto il rischio di ricovero o morte nelle persone con Covid-19 a più alto rischio di malattia grave dal 9,7% del gruppo placebo al 6,8% del gruppo dei trattati, quindi in misura inferiore rispetto ai risultati precedentemente emersi.

Coronavirus, per saperne di più

Le mappe in tempo reale

L’andamento della pandemia e la campagna di vaccinazioni sono mostrati in tre mappe a cura di Lab24. Nella mappa del Coronavirus i dati da marzo 2020 provincia per provincia. In quelle dei vaccini l’andamento in tempo reale delle campagne di somministrazione in Italia e nel mondo.
Le mappe: Coronavirus - Vaccini - Vaccini nel mondo

Gli approfondimenti

La pandemia chiede di approfondire molti temi. Ecco le analisi, le inchieste, i reportage della nostra sezione 24+. Vai a tutti gli articoli di approfondimento

La newsletter sul Coronavirus

Ogni venerdì alle 19 appuntamento con la newsletter sul Coronavirus curata da Luca Salvioli e Biagio Simonetta. Un punto sull’andamento della settimana con analisi e dati. Qui per iscriversi alla newsletter

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti