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Pfizer, quasi 120 milioni per l’app che rileva il Covid con un colpo di tosse

Secondo la società australiana che ha sviluppato l’algoritmo, il sistema ResApp compete coi test antigenici rapidi e ad agosto di quest’anno ha già ricevuto il marchio CE per l’uso in Europa

di Francesca Cerati

(REUTERS)

2' di lettura

Pfizer, alla fine, ha formalizzato l’acquisizione, sborsando quasi 120 milioni di dollari, della piccola azienda australiana di assistenza sanitaria digitale ResApp che ha sviluppato un’app per smartphone in grado di diagnosticare il Covid-19 analizzando il suono della tosse.

Il colosso farmaceutico, attraverso la sua controllata australiana, aveva proposto già lo scorso aprile un accordo per acquisire la società per circa 100 milioni di dollari australiani, circa 74,2 milioni di dollari, e ora l’operazione è conclusa.

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ResApp Health da una decina d’anni utilizza algoritmi di apprendimento automatico per analizzare le registrazioni della tosse e dei suoni respiratori di una persona per determinare l’estensione di un’ampia gamma di malattie respiratorie tra cui polmonite, asma, bronchite e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Poi, nel 2020, con la pandemia il team ha rapidamente incorporato nella sua tecnologia di riconoscimento della tosse anche le diagnosi di Covid-19. E all’inizio del 2022 sono arrivati i primi dati di uno studio pilota, dal quale è emerso che il sistema è in grado di rilevare con precisione il 92% dei casi positivi di Covid, solo dal suono della tosse. Il sistema ha anche registrato un’elevata specificità (l’80%), il che significa che solo due persone su 10 sottoposte a screening hanno ricevuto risultati falsi positivi.

Il programma di ResApp, soprannominato ResAppDx, ad agosto di quest’anno ha già ricevuto il marchio CE per l’uso in Europa ed è stato approvato dalla Therapeutic Goods Administration australiana.

Secondo la società australiana il sistema digitale di raccolta dati da un colpo di tosse offre informazioni più chiare rispetto a ciò che un medico può raccogliere dall’auscultazione con uno stetoscopio, che può essere attutito dalle ossa e muscoli del petto.

E in uno studio pilota su 741 pazienti negli Stati Uniti e in India, inclusi 446 risultati positivi al Covid-19, ha mostrato che l’app potrebbe essere impiegata per lo screening dei pazienti con una precisione che compete con i test antigenici rapidi.

Sicuramente l’accordo con Pfizer permetterà alla tecnologia di crescere ed essere implementata, in modo da fornire strumenti diagnostici alla portata delle comunità più remote, obiettivo per il quale ResAp è nato.

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