L’EMERGENZA SANITARIA

Vaccini, Arcuri: pronti ad azioni legali contro Pfizer per taglio 30% forniture

Si tratta di circa 140mila dosi in meno su 490mila dosi a settimana. Il colosso farmaceutico: piano per limitare ritardi vaccino a una settimana

Coronavirus, i vaccinati alla data del 15 gennaio 2021

3' di lettura

Sono in esaurimento in diverse regioni le dosi a disposizione dei vari ospedali per le prime somministrazioni del vaccino Pfizer e, per i richiami già programmati, attualmente si utilizza la riserva del 30%. Lo si è appreso dalle strutture nei vari territori. Intanto la Pfizer ha fatto sapere che le consegne di vaccini rallenteranno a fine gennaio-inizio febbraio in Europa. Da lunedì 18 gennaio in Italia ne arriveranno quasi il 30% in meno rispetto a quanto concordato. Il commissario Arcuri ha scritto a Pfizer Italia chiedendo l'immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, «ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi».

Pfizer consegnerà circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno

Se dunque un milione di italiani hanno ricevuto il vaccino anti Covid, il proseguimento della campagna vaccinale deve ora fare i conti con la decisione della Pfizer di ridurre i ritmi delle consegne. Pfizer produce uno dei due soli antidoti al Covid finora autorizzati in Europa (l’altro è Moderna, in attesa del via libera per AstraZeneca). «Alle 15,38 di oggi la Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario e, suo tramite, con le Regioni italiane», ha comunicato Arcuri. «Non solo - ha poi aggiunto -: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura. Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue. La Pfizer ha altresì annunciato che non può prevedere se queste minori forniture proseguiranno anche nelle prossime settimane, né tantomeno in che misura».

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Covid, da Pfizer rassicurazioni sulle consegne dei vaccini in Ue

Arcuri: mi riservo ogni eventuale azione

Una decisione «grave», dalla «incredibile tempistica», che ha spinto Arcuri a inviare «una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l'immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi». A Pfizer il Commissario chiede di «rivedere i propri intenti», auspicando «di non essere costretto a dover tutelare in altro modo il diritto alla salute dei cittadini italiani».

Circa 140mila dosi in meno su 490mila dosi a settimana

Le conseguenze del rallentamento della consegna delle dosi possono essere molto gravi (su un arrivo di circa 490 mila dosi a settimana si tratta di circa 140 mila in meno), ma messo in evidenza la struttura guidata da Arcuri, secondo cui «iniziare senza la totalità delle dosi necessarie la somministrazione del vaccino agli “over 80”, di provvedere alla seconda dose per il personale sanitario e socio sanitario e per gli ospiti delle Rsa», mette a rischio il proseguimento della campagna.

La motivazione addotta dalla multinazionale

Dietro le «fluttuazioni» nel rifornimento, ha spiegato Pfizer, c'è la necessità di ristrutturare l'impianto belga di Puurs per aumentare il ritmo produttivo. «Appena ho saputo del ritardo nella produzione di Pfizer - ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen -, ho chiamato l'amministratore delegato: mi ha rassicurato che tutte le dosi previste per l'Ue saranno consegnate nel primo trimestre». Secondo Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania e Svezia il ritardo è «inaccettabile» e «diminuisce la credibilità del processo di vaccinazione».

Pfizer, piano per limitare ritardi vaccino a una settimana

Pfizer e BioNTech hanno annunciato «un piano» che dovrebbe ridurre a una settimana i ritardi nelle consegne del vaccino anti-Covid, che l'Europa temeva si prolungassero per 3-4 settimane. Il piano «permetterà di aumentare la capacità di produzione in Europa e di fornire molte più dosi nel secondo trimestre», si legge in un comunicato congiunto. «Torneremo al calendario iniziale di distribuzione all'Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio, con un aumento delle consegne dalla settimana del 15 febbraio - prosegue la nota -. Per farlo, alcune modifiche al processo di produzione sono ormai necessarie».

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