il personaggio

Pharrell Williams è il golden boy dello streetwear di lusso

di Marta Casadei

3' di lettura

La moda chiama, Pharrell risponde. E viceversa. In una sinergia tra lusso, street style e musica che raramente ha avuto così successo. In barba a chi ci ha provato senza mai sfondare su tutta la linea - uno su tutti: Kanye West, le cui sfilate raccolsero pessime recensioni -, quello tra Pharrell Williams e la moda è un rapporto di mutua soddisfazione creativa e commerciale. Che lo vede impegnato sia nel ruolo di designer sia in quello di imprenditore. Con successo, come dimostra, da ultimo, l’annuncio della collezione ready-to-wear che mr Williams realizzerà per Chanel nella prima parte del 2019.

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Lui, nato in Virginia 45 anni fa, è dotato di un talento multidisciplinare, ma è in primis un musicista (il suo gruppo si chiama Nerd) e produttore musicale pluripremiato - fino ad ora ha accumulato 37 nomination e 11 Grammy Awards - conosciuto in tutto il mondo per hit come «Blurred lines» (2013, con Robin Thicke e T.I), «Get Lucky» (con i Daft Punk e Nile Rodgers, nel 2013 e da solo nel 2016). Poi c’è «Happy», la canzone scritta come colonna sonora di «Cattivissimo me 2» e di recente casus belli con il presidente Usa che è stato diffidato dall’utilizzo delle canzoni di Pharrell durante i suoi comizi.

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Da Adidas a Chanel, tutte le collaborazioni griffate di Pharrell

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La carriera di Williams nella musica - che lui ha definito «il mio primo amore» - non ha anticipato di molto il suo ingresso nella moda che Pharrell ha subito affrontato da imprenditore con i marchi Ice Cream e Billionaire Boys Club. Cominciando a cavalcare l’onda dello streetwear di lusso ben prima che assumesse le attuali, gigantesche, dimensioni. E il trend delle collaborazioni interdisciplinari tra sport, street, moda, musica, design. Tra personaggi (come Kendrick Lamar, che ha collaborato con Ice cream) e griffe (da ultima, Italia independent che ha realizzato gli occhiali da sole per Bbc). Mettendoci sempre la creatività, spesso la faccia e la voce.

Quella tra Pharrell e Chanel, per esempio, è una (proficua) liason di lungo corso: quattro anni fa, in occasione della sfilata Metiers d’art, il rapper e produttore americano è stato protagonista, insieme a Cara Delevingne, del video «Reincarnation» che racconta l’origine della famosa giacca della maison di Rue Cambon. Lo scorso anno, Pharrell ha orchestrato intorno a sé una super collaborazione tra Adidas e Chanel che ha preso forma nelle sneaker Adidas Human Race Nmd Pharrell x Chanel: vendute in esclusiva da Colette a Parigi, a 1.000 euro, sono andate sold out in pochissimo tempo. Salvo poi vederle ricomparire sulle piattaforme virtuali di reselling a un prezzo record di oltre 10mila dollari.

Le collaborazioni sono state la via d’accesso di Pharrell - che già nel 2015, secondo Forbes, aveva un “fatturato” di 32 milioni di dollari - al mondo del lusso. Ne ha inanellate svariate, sempre molto importanti e altrettanto cool: nel 2008 ha realizzato una collezione di gioielli in oro bianco, giallo e diamanti per Louis Vuitton. Pezzo cult: un anello in oro giallo da 10mila euro a forma di cherubino che regge tra le mani un diamante. E un bracciale corredato, con doppio cherubino. Nel 2010 è stata la volta di Moncler: con il brand di Remo Ruffini Pharrell ha cominciato a sperimentare sul fronte dei materiali, scegliendo un unico pezzo di titanio per realizzare un paio di occhiali e una fibra riciclata (il Bionic Yarn, prodotto da una start up di cui è direttore creativo e che collaborerà anche con Chanel) per il gilet “Bullet proof vest” . La ricerca e il rispetto per l’ambiente hanno guidato fin da subito l’esperienza di Pharrell in G-star Raw, marchio olandese di denim di lusso, del quale oggi il cantante è co-proprietario e «head of imagination». Un’immaginazione che si spinge oltre i limiti canonici come un «pallone d’aria calda che può andare nello spazio», per citare proprio le parole di Happy.

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