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Philip Watch celebra l’eleganza classica

Una collezione ispirata a Roma

di Chiara Beghelli

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Una collezione ispirata a Roma


2' di lettura

È in una Napoli ancora pienamente «una Capitale europea», come la definisce Francesco Barbagallo nel suo libro “Napoli, Belle Époque”, che nel 1858 l’imprenditore Filippo Giardiello e il mastro orologiaio svizzero François Philippe fondano il loro marchio di orologi unendo stile italiano e know how d’Oltralpe. Fino al 1947 sarà noto come Philippe Watch: perderà poi la “e” finale d’accordo con Patek Philippe, per evitare confusioni agli occhi dei clienti, a dimostrazione del successo degli orologi elvetico-napoletani, peraltro fra i primi a credere nei segnatempo da polso quando la produzione si concentrava ancora su quelli da taschino.

La puntata più recente della lunga storia di Philip Watch è l’entrata nel gruppo Morellato nel 2006. Il gruppo, il principale del segmento orologeria e gioielleria in Italia, ha rilevato anche Sector, fondata dal nipote di Giardiello nel 1973 e sempre a Napoli.

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Il binomio design italiano e manifattura svizzera si ritrova anche nelle nuove collezioni per l’autunno-inverno 2020, proposte per gli stili del marchio, Classic, Urban e Sport, che interpretano tre luoghi-icona dell’Italia: Roma, con la sua storia e i suoi monumenti, è la città che ispira la collezione Classic, con tre modelli con cassa 41 mm, vetro zaffiro antiriflesso, indici a bastone e fondello con movimento a vista fissato con sei viti. Quadrante bianco opaco e oro giallo su indici e sfere per il modello “Power Reserve” con movimento automatico con riserva di carica (STP2-12) e quadrante white silver con cassa in finitura oro rosa per l’“Open Heart” con meccanismo Skeleton automatico visibile attraverso l’apertura. Nella versione femminile le casse dei tre modelli si riducono a 34 mm con bracciali in acciaio, diamanti e madreperla sui quadranti e finiture in oro giallo. Lo stile Urban per l’autunno-inverno 2020 è invece dedicato alla città di Milano, con orologi maschili e femminili del modello Caribe, mentre l’ispirazione per la linea Sporty è il mare delle isole del Golfo di Napoli, con le novità di Caribe Diving, nato negli anni 70 per i pescatori di corallo di Torre del Greco, che lo usavano per le loro immersioni nel Tirreno.

Il gruppo veneto stima di chiudere il 2020 con un fatturato di 260 milioni di euro, superiore ai 256 dello scorso anno (quando era cresciuto del 40% sul 2018). «Ottimista» si è dichiarato il presidente di Morellato Group Massimo Carraro (si veda Il Sole 24 Ore del 16 ottobre), anche se vanno considerati gli effetti dell’evoluzione della pandemia.

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