vini di lusso

Philippe Schaus (Moët Hennessy): l’Italia Paese strategico, faro sulla Toscana

Vendemmia con Katie Holmes e Alain Ducasse nella vigna sacra di Dom Pérignon

di Vincenzo Chierchia


default onloading pic

3' di lettura

«L’Italia è un grande Paese, che apprezza moltissimo i valori dei nostri brand. È un mercato strategico al quale guardiamo con interesse per crescere». Ma tra Piemonte e Toscana dove cade l’occhio? «In Toscana direi» sottolinea Philippe Schaus, Ceo di Moët Hennessy, la corazzata a cinque stelle di champagne, vini e distillati del colosso del lusso Lvmh guidato da Bernard Arnault.

Schaus è estremamente riservato ma sembra di convenire su un punto: come per le griffe del fashion sono maturi i tempi per investire in Italia tanto più che la presenza del gruppo Lvmh ha fatto un ulteriore salto di qualità con l’acquisizione degli hotel Belmond, con icone di gran lusso dell’italian style: Splendido Portofino, Cipriani Venezia , Caruso Ravello , Castello di Casole e Villa San Michele nei dintorni di Firenze, Timeo Taormina, oltre naturalmente al celebre treno Orient Express. «Una operazione di grande valore strategico» sottolinea Schaus che è in Italia molto spesso nell’ultimo periodo, l’ultimo viaggio nel glamour di Capri. Una operazione che si aggiunge agli hotel Bulgari in partnership con Marriott. E agli alberghi Cheval blanc.

La vendemmia nella vigna sacra Dom Pérignon a Hautvillers

La vendemmia nella vigna sacra Dom Pérignon a Hautvillers

Photogallery5 foto

Visualizza

L’occasione per scambiare qualche battuta sugli scenari del turismo e dei grandi vini è data dalla vendemmia che la Maison Dom Pérignon, ha organizzato nella vigna sacra del celebre abate, a Hautvillers, che nella seconda metà del ’600 - a pochi chilometri da Epernay - donò al mondo le bollicine.

Moët Hennessy costituisce, come detto, la divisione prodotti alcolici di Lvmh, ed è leader mondiale con 21 brand globali - tra champagne, vini e distillati - del calibro di Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Dom Pérignon, Ruinart, Krug, Mercier, Belvedere, Glenmorangie, Ardbeg, Chandon, Newton, Terrazas de los Andes, Cloudy Bay, Cape Mentelle, Numanthia, Ao Yun, Volcan De Mi Tierra, Woodinville Whiskey Company, Clos19 & Château du Galoupet.

I risultati Lvmh del primo semestre 2019

Visualizza

In generale il gruppo Lvmh ha un giro d’affari di circa 50 miliardi (156mila dipendenti) con 75 brand del lusso tra cui molti italiani: Acqua di Parma, Bulgari, Fendi, Loro Piana, Pucci, Pinarello.

Nella prima metà del 2019 il fatturato globale è stato pari a oltre 25 miliardi (+15%). La divisione wines & spirts ha sviluppato un giro d’affari di circa 2,5 miliardi (+9%), con profitti per 772 milioni.

La vendemmia nella Clos sacré di Dom Pérignon nell’abbazia di Hautvillers, alla quale hanno partecipato - tra gli altri - l’attrice Katie Holmes e lo chef tristellato Alain Ducasse, è stata l’occasione per fare il punto sullo champagne. Le maisons Moët Hennessy mobilitano oltre 5mila persone per un’attività fatta rigorosamente a mano su 1.700 ettari. E Vincent Chaperon, cellar master Dom Pérignon, ricorda con chiarezza che le uve distinguono i tratti delle varie maison. Per quest’anno - sottolinea Chaperon - ci sarà meno quantità di uva ma con una qualità che promette di essere eccellente, anche se una valutazione compiuta potrà essere fatta più avanti, all’inizio del prossimo anno.

I cambiamenti climatici si fanno sentire anche in Champagne, il tono alcolico è risultato in salita per le ondate di caldo, tanto che si parla chiaramente di un 2019 atipico. Ma - sottolinea Chaperon - l’obiettivo dell’eccellenza resta in cima all’agenda . «La vendemmia è gioia e sviluppo della relazione con il territorio» ha sottolineato la Holmes. «Un momento -laboratorio con lo sguardo rivolto sempre in avanti - ha aggiunto Ducasse - all’insegna della tradzionale eccellenza della Maison».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...